Sociologia dell’Istruzione e della Formazione. Una introduzione

Sociologia dell’Istruzione e della Formazione. Una introduzione

Autore/i: Guglielmo Malizia

Casa editrice: CNOS-FAP

Data di pubblicazione: dicembre 2012

Collana: Studi

Id Libro: 978-88-95640-44-0

Mi permetto di presentare un altro libro nato dall’esperienza di quaranta anni di inse-gnamento nel curricolo di Pedagogia per la Scuola e la Formazione Professionale della Facoltà di Scienze dell’Educazione della Università Salesiana. Il titolo del corso che co-stituisce il punto di riferimento di questa pubblicazione non è quello tradizionale di so-ciologia dell’educazione, ma di sociologia delle istituzioni scolastiche e formative. Ri-tornerò successivamente sulle ragioni del nome, ma per il momento desideravo sottoli-neare una coincidenza dell’inciso “istituzioni scolastiche e formative” con il binomio che caratterizza il titolo di questo volume “istruzione e formazione” e in parte con i de-stinatari principali del volume che sono i formatori e i dirigenti della FP del CNOS-FAP. Un altro punto di contatto può essere trovato nella circostanza che molti dei miei studenti all’università possono già vantare una esperienza più o meno lunga di inse-gnamento o di coordinamento e talora pure di dirigenza alla stessa guisa della più gran parte dei lettori del presente volume. Accenno anche a una altra somiglianza. La mia esperienza mi suggerisce che i miei studenti come anche i dirigenti e i formatori del CNOS-FAP siano esposti alla tentazio-ne di ritenere che la dimensione sociologica non sia poi così necessaria per la loro pre-parazione. Non hanno dubbi sull’apporto della formazione antropologica perché hanno bisogno di un modello di uomo e di donna e anche di cristiano/a a cui educare i loro giovani, né su quella metodologica che li aiuta a stabilire buone relazioni e a creare una comunità fra tutte le parti interessate in vista di interventi efficaci, né su quella didattica in quanto consente loro di impostare correttamente il processo di insegnamento-apprendimento; da qualche tempo si sono convinti della rilevanza della prospettiva or-ganizzativa poiché può assicurare il coordinamento di tutte le attività del proprio CFP (o di una scuola) in funzione della realizzazione del progetto educativo/formativo, mentre ritengono che la conoscenza delle condizioni psicologiche individuali dello sviluppo dei loro giovani siano un prerequisito necessario della efficacia della loro azione educativa. La dimensione sociologia sembra invece riguardare il funzionamento del macrosistema educativo che sfugge al loro controllo o, se entra nel micro, diviene di competenze di figure più specializzate come le assistenti sociali. Essi, però, non tengono conto che per esempio anche oggi lo strumento diagnostico più sicuro del successo di un giovane a scuola e nella vita è rappresentato dalla sua condizione socio-culturale ed economica. Ma forse la rilevanza della dimensione sociologica per l’azione di un insegnante/formatore o di un dirigente potrà apparire in tutta la sua chiarezza solo dopo aver cercato di definire cos’è la sociologia dell’istruzione e della formazione, cosa che mi accingo a fare, o probabilmente solo alla fine del volume se i lettori avranno la pazienza di percorrerlo tutto. Guglielmo Malizia

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