Monitoraggio delle sperimentazioni dei nuovi percorsi di istruzione e formazione professionale nell’anno formativo 2004-2005

Monitoraggio delle sperimentazioni dei nuovi percorsi di istruzione e formazione professionale nell’anno formativo 2004-2005

Autore/i: Dario Nicoli, Guglielmo Malizia, Vittorio Pieroni

Casa editrice: CNOS-FAP

Data di pubblicazione: dicembre 2006

Collana: Studi

Il monitoraggio oggetto del presente lavoro si riferisce alle iniziative sperimentali nei percorsi di istruzione e formazione professionale, in atto nelle Regioni e Province Autonome sulla base dei Protocolli di intesa con il MIUR, in riferimento all’anno formativo 2004-2005, svolte dai Centri CNOS-FAP e CIOFS/FP, ma con una prospettiva più ampia, volta a comprendere le diverse strategie poste in atto dalle Regioni in questo ambito. Si tratta della continuazione dell’attività svolta già a partire dal 2003 e che ha inteso fornire una conoscenza approfondita e rigorosa dal punto di vista pedagogico e socio-istituzionale dei nuovi percorsi di istruzione e formazione professionale, al fine di accompagnare un intervento di forte carattere innovativo, tendenzialmente in grado di fornire pari dignità educativa, culturale e professionale ai percorsi formativi attuati entro il processo di riforma del sistema educativo complessivo. Per monitoraggio si intende un intervento sistematico e continuativo di rilevazione, confronto, accompagnamento e assistenza riferito ad un insieme definito di percorsi formativi, secondo una metodologia mista che comprende la raccolta dei dati sulla base di un linguaggio ed un modello comune, la riflessione di un gruppo rappresentativo di coordinatori tramite incontri ad hoc, la rielaborazione delle riflessioni e il completamento dei dati per consentire una reale comparazione dei diversi casi oggetto di studio, infine la creazione di una maggiore consapevolezza circa l’insieme delle tematiche pedagogiche, sociali e istituzionali poste in gioco nelle iniziative rilevate. Il quadro sottostante il monitoraggio appare peraltro piuttosto complesso, visto che, nonostante il completamento del processo riformatore (si pensi, ad esempio, ai decreti sul diritto-dovere e sul secondo ciclo degli studi), le modalità di attuazione (o non attuazione) dello stesso appaiono fortemente diversificate tra le diverse Regioni e Province Autonome; si tratta di una conferma, al di là delle diverse motivazioni politico-ideologiche, del carattere particolaristico in cui si svolge il processo di decentramento e di “devoluzione” che rischia di dar vita ad una frammentazione di tanti sistemi formativi quante sono le articolazioni del territorio; ciò in un contesto tanto delicato, trattandosi di interventi di diritto-dovere rivolti ad adolescenti e giovani, da condurre ad una distorsione tale da rendere difficile il compito educativo, culturale e professionale degli organismi formativi. Nonostante ciò, sulla base della comune necessità di risposte alle esigenze dei giovani e delle loro famiglie, oltre che dei contesti territoriali, e a partire dal riferimento allo stato dell’arte dell’elaborazione e delle pratiche riferite al sistema di istruzione e formazione professionale, emerge dalla presente rilevazione una notevole convergenza in ordine ad un nucleo di opzioni metodologiche e di strumenti di intervento, tale da poter dar vita ad un modello formativo consistente, non influenzabile da opzioni ideologiche, preferenze metodologiche ed organizzative, interessi in definitiva non compatibili con la formazione. Al centro di questo nucleo, si riscontrano quattro elementi: la personalizzazione dei percorsi formativi, la pedagogia dei compiti reali e del successo formativo, la pluralità delle opzioni, l’apertura al contesto sociale nella prospettiva di una comunità formativa territoriale. Si tratta di fattori che valorizzano le migliori tradizioni di intervento formativo in questi ambiti e che segnalano la necessità di superare un approccio tradizionale basato sull’epistemologia delle discipline e sulla prevalenza della formula liceale per sostenere e diffondere una proposta formativa sistematica e consistente basata sulla cultura del lavoro e della professionalità intese come realtà entro cui si possono cogliere in modo diretto e vitale le dimensioni di una nuova cultura della cittadinanza propria della società cognitiva. La Federazione CNOS-FAP

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