Le sperimentazioni del diritto-dovere nei CFP del CNOS-FAP e del CIOS/FP della Sicilia – Rapporto di ricerca

Le sperimentazioni del diritto-dovere nei CFP del CNOS-FAP e del CIOS/FP della Sicilia – Rapporto di ricerca

Autore/i: Guglielmo Malizia & Vittorio Pieroni

Casa editrice: ASW. s.r.l.

Data di pubblicazione: dicembre 2006

Collana: Pubblicazioni

Id Libro: urn:uuid:a52f72d2-5c37-4f65-84f7-a4a8ba13043f

La ricerca presentata in questo volume intende rispondere alla necessità di avere una prima valutazione dei nuovi percorsi formativi triennali di istruzione e formazione professionale attuati nella Regione Sicilia sulla base dell’accordo Stato-Regioni del 19 giugno 2003 e offrire spunti di riflessione a quanti a vario titolo ne sono stati coinvolti per proseguire nel cammino intrapreso. Il monitoraggio mette in luce vari aspetti positivi quali l’aumento della richiesta di iscrizione degli allievi ai percorsi sperimentali di Istruzione e Formazione professionale, una notevole riduzione degli insuccessi da parte degli stessi ed una accresciuta soddisfazione manifestata dai formatori, dai genitori e dagli allievi. Questo risultato è stato il frutto di un processo innovativo che ha riguardato i Centri di Formazione Professionale (CFP) coinvolti nella sperimentazione e in particolare quelli delle Associazioni del CNOS-FAP e del CIOFS/FP della Sicilia. L’innovazione si è concretizzata, in particolare, nel porre il giovane e i suoi interessi al centro della proposta, offrendogli un cammino che fa leva sull’apprendimento più che sull’insegnamento e lo guida attraverso un percorso formativo unitario che supera la tradizionale separazione tra teoria e pratica, in coerenza con l’attuale scenario della società cognitiva. Il processo formativo adotta una strategia circolare tra saperi, esperienza, educazione nella prospettiva del life long learning. La valorizzazione dell’esperienza e della pratica, il rapporto diretto col mondo produttivo come giacimento formativo, culturale e didattico, pongono l’allievo in situazione di apprendimento attivo, facilitando l’acquisizione di competenze, lo svolgimento di compiti, la soluzione di problemi operativi legati a concrete operazioni da svolgere. La dimensione professionale presente nella scelta pedagogica assume un valore metodologico che si presenta alternativo all’approccio disciplinare. È stato soprattutto l’approccio induttivo che ha permesso ai molti giovani, che hanno frequentato i percorsi formativi, di acquistare o riacquistare fiducia nelle proprie capacità di apprendere e di utilizzare progressivamente le competenze maturate nei percorsi affrontati al CFP (Centro di Formazione Professionale) anche nella vita professionale e quotidiana. Sono riusciti così a superare le tante forme di demotivazione che li hanno afflitti a motivo soprattutto degli insuccessi o di forme di insoddisfazione maturati negli anni precedenti. È stato fondamentale far sperimentare agli allievi, sul piano educativo, esperienze positive che li hanno stimolati a continuare a crescere e a migliorare le loro capacità di interagire positivamente con le varie situazioni vitali, imparando continuamente dall’esperienza. Naturalmente quanto detto è valso anche per il formatore: egli stesso ha auto continuamente bisogno di imparare dall’esperienza ed è l’esperienza che lo ha reso capace di adeguare costantemente il suo metodo di accompagnamento. La sperimentazione dei percorsi triennali ha rappresentato certamente una sfida. Si è trattato, infatti, di produrre un cambiamento in situazioni in cui, per motivi più diversi, le forme tradizionali di insegnamento, fondate prevalentemente sullo statuto delle discipline, hanno finito per escludere una gran parte di giovani dai percorsi scolastici. L’impegno tuttavia è ancora duro in rapporto alla non esclusione. La Regione Siciliana, valorizzando i risultati positivi ricavati dalle sperimentazioni, potrà perfezionare questo modello di formazione professionale iniziale (FPI), inserendolo nel più ampio ordinamento regionale, nazionale ed europeo. Stato e Regioni hanno giudicato positivamente questo cammino compiuto tra gli anni 2003 e 2006, considerandolo per il sistema Paese un significativo elemento di novità, un primo quadro omogeneo condiviso tra i sistemi di Istruzione e Formazione (Accordo Stato-Regioni del 5 ottobre 2006). Al termine di questa prima fase di sperimentazioni, si legge ancora nell’Accordo citato, Stato e Regioni hanno elaborato un percorso formativo che garantisce alla persona, nell’ottica dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita ed in coerenza con le indicazioni europee, la possibilità di transitare tra gli stessi sistemi ed i differenti territori, grazie alla trasparenza e leggibilità degli apprendimenti acquisiti nei diversi ambiti di studio, di formazione e di lavoro. Questo percorso triennale si colloca entro una cornice unitaria di riferimento di standard di base e tecnico professionali, condivisa a livello nazionale, imperniata sulla definizione e l’individuazione delle figure professionali, rispetto al quale i diversi sistemi regionali relativamente ai percorsi di istruzione e formazione declineranno i propri specifici profili; il sistema di Istruzione e Formazione professionale si è dotato di un primo elenco di qualifiche professionali a valenza nazionale (14 profili) che sono il frutto delle sperimentazioni attivate dal 2003 e certificate da una qualifica professionale corrispondente almeno al secondo livello europeo (85/368/CEE). Nell’arco di un triennio, pertanto, dal 2003 al 2006, la FPI si è dotata di un idealtipo di percorso caratterizzato da forti elementi di sistema, anche se richiedono ulteriori miglioramenti: le specifiche finalità del percorso formativo, distinte da quelle dell’istruzione, la definizione di standard di base e tecnico professionali propri delle macro aree, l’età di accesso dopo la conclusione del primo ciclo di studi, la durata del percorso, almeno triennale, la certificazione in itinere e finale, le modalità per passare da un sistema all’altro e l’ingresso nel mondo del lavoro, un elenco di qualifiche di valenza nazionale e corrispondenti almeno al secondo livello europeo che consente l’avvicinamento ai riferimenti europei adottati dal programma “Istruzione e Formazione 2010”. Valorizzando questo patrimonio, la Regione Siciliana potrà continuare ad irrobustire un sistema che permetterà di far conseguire ai giovani che lo frequentano una qualifica professionale utile sia per l’occupabilità che per l’esercizio dei diritti di cittadinanza. Gli Enti di formazione potranno collaborare con la Regione Siciliana soprattutto nel proseguire con una attenta sperimentazione che permetterà di individuare criteri metodologici per la manutenzione e l’aggiornamento degli standard formativi minimi nazionali sia di base che tecnico professionali. La sperimentazione porterà, altresì, alla creazione di relazioni stabili con le istituzioni scolastiche in rapporto al riconoscimento dei crediti maturati dagli allievi nei diversi sistemi formativi. In questo processo, i formatori saranno supportati da azioni di formazione continua. Sono state infatti istituite, a livello regionale, équipe per l’accompagnamento dei formatori dei diversi Centri in rapporto alla pianificazione dei percorsi, alla predisposizione degli strumenti didattici, degli stage, dei modelli di verifica, di valutazione, ecc. I CFP potranno accrescere il patrimonio di risorse umane e di beni strumentali, oltre a quelli già in loro possesso: processi di progettazione, di programmazione, di orientamento, di tutoraggio, di accompagnamento, di analisi del territorio e di mercato; un patrimonio di attrezzature: laboratori adeguati, procedure operative, dispositivi per la ricerca, collocazione tutoraggio del percorso di stage. Il CREA (Centro Risorse Educative per l’Apprendimento) opera in vista della validazione e condivisione delle risorse didattiche, educative e orientative prodotte dagli operatori e condivise attraverso i sito del CNOS-FAP. L’impegno è quello di porre in essere un servizio di qualità per una diversificazione e ampliamento dell’offerta formativa costantemente monitorato ed aggiornato. È il contributo che ci proponiamo di offrire alla Regione Siciliana per il successo della formazione iniziale ma anche di quella superiore, continua e permanente. Catania, 18 marzo 2007 Cataldo Ballistreri (Presidente CNOS-FAP Sicilia) Mariella Lo Turco (Presidente CIOFS/FP Sicilia)

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