Rassegna CNOS – Anno 28 – N. 1 – GENNAIO-APRILE 2012

Rassegna CNOS – Anno 28 – N. 1 – GENNAIO-APRILE 2012

Autore/i: Bordignon Bruno, Roma Fabio, Bastianelli Michela, Franchini Roberto, Camerella Alessia, Malizia Guglielmo, Pieroni Vittorio, Sede Nazionale CNOS-FAP, Tacconi Giuseppe, Gola Giancarlo, Nicoli Dario, Cavaglià Roberto, Morello Gabriella, Giuliani Laura, Agosti Alberto, Mion Renato, Zagardo Giacomo

Casa editrice: CNOS-FAP

Data di pubblicazione: aprile 2012

Una descrizione autorevole della difficile situazione che l’Italia sta attraversando in questo periodo è contenuta nel Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica (31 dicembre 2011): “Non mi nascondo, certo, che nell’animo di molti, la fiducia che ho sentito riaffiorare e crescere nel ricordo della nostra storia rischia di essere oscurata, in questo momento, da interrogativi angosciosi e da dubbi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo. La radice di questi stati d’animo, anche aspramente polemici, è naturalmente nella crisi finanziaria ed economica in cui l’Italia si dibatte. Ora, è un fatto che l’emergenza resta grave: è faticoso riguadagnare credibilità, dopo aver perduto pesantemente terreno; i nostri Buoni del Tesoro, nonostante i segnali incoraggianti degli ultimi giorni, restano sotto attacco nei mercati finanziari; il debito pubblico che abbiamo accumulato nei decenni pesa come un macigno e ci costa tassi di interesse pericolosamente alti. Lo sforzo di risanamento del bilancio, culminato nell’ultimo, così impegnativo decreto approvato giorni fa dal Parlamento, deve perciò essere portato avanti con rigore. Nessuna illusione possiamo farci a questo riguardo. Ma siamo convinti che i frutti non mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se l’economia riprenderà a crescere: il che dipende da adeguate scelte politiche e imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a laboriosità e dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e nazionale”. Una situazione difficilissima, dunque, oggi affidata al Governo Monti, il 62° della Repubblica italiana e il secondo della XVI legislatura, che si è insediato il 16 novembre 2011 dopo quello presieduto da Berlusconi, in carica dall’8 maggio 2008. Il Presidente del Consiglio, durante il primo discorso al Senato, ha definito il suo un “governo di impegno nazionale”. Il nuovo esecutivo, infatti, è nato dalla convergenza tra le principali forze politiche sulla necessità di affidare a un nuovo governo formato da tecnici e non da politici il compito di definire e attuare un programma di emergenza nello spirito di coesione nazionale auspicato dal Presidente Napolitano, per far uscire l’Italia dalla gravissima crisi finanziaria che l’aveva colpita. L’amplissima fiducia accordata indica come il quadro politico sia diventato molto diverso da quello precedente, che si reggeva su una maggioranza parlamentare divenuta, nel tempo, sempre più divisa. Il Governo in carica, in un documento diffuso a metà febbraio 2012 dal titolo “Governo Monti: attività dei primi 100 giorni”, riassume le principali iniziative assunte in questo breve arco di tempo; un elenco di provvedimenti connotati da titoli molto impegnativi quali “Salva Italia”, “Cresci Italia”, “Semplifica Italia”, ecc., che descrivono le misure adottate per uscire dalla gravissima crisi. Se le tematiche economiche hanno occupato il maggiore spazio nelle dichiarazioni programmatiche rese dal Presidente Monti, non è sfuggito l’accento che egli ha posto sulla priorità da accordare al problema dei giovani, la cui soluzione, ha affermato, costituisce la finalità di tutta l’azione di governo: “Ciò che restringe le opportunità per i giovani è negativo per il Paese”. Non sono mancati neanche passaggi precisi sull’istruzione e l’università: “L’Italia, ha affermato, deve investire sui suoi talenti, esserne orgogliosa e non trasformarsi in un’entità di cui i suoi talenti non sempre siano orgogliosi”. “Per questo la mobilità è la nostra migliore alleata, mobilità sociale ma anche geografica, non solo all’interno del nostro Paese ma anche e soprattutto nel più ampio orizzonte del mercato del lavoro europeo e globale”. Passando dagli enunciati generali alle linee di azione, ha affermato: “Un ritorno credibile a più alti tassi di crescita deve basarsi su misure volte a innalzare il capitale umano e fisico e la produttività dei fattori. La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale: sarà necessario mirare all’accrescimento dei livelli d’istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i più giovani”. Per dare attuazione a queste linee operative indica alcune scelte precise: “Interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo, identificando i fabbisogni, anche mediante i test elaborati dall’Invalsi, e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti. Nell’università, varati i decreti attuativi della legge di riforma approvata lo scorso anno, è ora necessario dare rapida e rigorosa attuazione ai meccanismi d’incentivazione basati sulla valutazione, previsti dalla riforma”. Il Presidente del Consiglio propone, dunque, una maggiore istruzione delle persone, proponendo interventi sui fabbisogni formativi e sui percorsi professionali dei docenti. Per l’università invece, la ricetta sembra passare per un’incentivazione delle università meritevoli. A guidare i dicasteri che interessano l’istruzione, la formazione e il lavoro sono stati scelti Francesco Profumo (MIUR) e Elsa Fornero (MLPS). Tenendo conto di questo particolare contesto, Rassegna CNOS, nel presente editoriale, illustrerà, innanzitutto, la strategia messa in campo dal MIUR, abbozzandone anche una prima valutazione. Successivamente passerà a richiamare i punti ormai acquisiti dell’ordinamento del (sotto)sistema di IeFP e le nuove azioni programmate dal Governo per il breve periodo.

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