Rassegna CNOS – Anno 26 – N. 2 – MAGGIO-AGOSTO 2010

Rassegna CNOS – Anno 26 – N. 2 – MAGGIO-AGOSTO 2010

Autore/i: Cicatelli Sergio, Gentili Claudio, Nicoli Dario, Frisanco Mauro, Pellerey Michele, D'Agostino Sandra, Pieroni Vittorio, Malizia Guglielmo, Gaudio Francesco, Governatori Giulia, Mion Renato, Tacconi Giuseppe, Toso Mario, Poggi Anna, Salerno Giulio Maria, Carlini Andrea, Ferrari Alberto, Agosti Alberto

Casa editrice: CNOS-FAP

Data di pubblicazione: agosto 2010

È ormai certo che con il prossimo settembre potranno essere avviati i percorsi dell’intero secondo ciclo sulla base del nuovo ordinamento. Giunge così a termine un processo che, soprattutto in quest’ultimo quindicennio, ha registrato vari tentativi di riforma, accompagnati da intensi dibattiti talora aspri e conflittuali. Sono comprensibili gli atteggiamenti di soddisfazione di coloro che hanno concorso a raggiungere questo obiettivo. La riforma della Scuola Secondaria Superiore era attesa da circa 60 anni (il progetto Gonella è del 1951) e il concorso della Formazione professionale di competenza delle Regioni all’assolvimento dell’obbligo di Istruzione e del diritto-dovere all’Istruzione e alla Formazione è stato disciplinato solo nel 2008. Dopo questa tappa di carattere attuativo e salvo ulteriori sussulti legati a provvedimenti complessi di natura ordinamentale ancora da adottare – quali la norma che disciplina la formazione degli insegnanti, l’applicazione progressiva della valutazione a livello nazionale, la definizione dei rapporti tra lo Stato e le Regioni, ecc. –, la politica scolastica e formativa potrebbe entrare in una fase di maggiore tranquillità, se non addirittura di pacificazione generale. Ci sono buone ragioni, tuttavia, a giudizio di vari esperti, per ritenere che il dibattito debba restare ancora aperto non perché il riordino che si avvia nel corrente anno sia ritenuto sbagliato o del tutto inadeguato ma perché l’attuale proposta, centrata soprattutto sull’ordinamento, per essere efficace, deve essere completata da misure di altra natura. Esemplificando, gli esperti fanno riferimento a varie questioni che devono trovare soluzioni coerenti insieme all’ordinamento: l’educazione formale, non formale e informale, il “ruolo” dei docenti e dei formatori, le nuove problematiche giovanili (la “disaffezione” all’apprendimento, il disagio, l’handicap, gli immigrati, ecc.) che le scuole e i Centri di Formazione professionale devono affrontare, il rapporto tra identità (nazionale e occidentale) e rispetto della diversità, le disomogeneità regionali dell’offerta del (sotto)sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale, i costi del sistema educativo di Istruzione e Formazione italiano. Anche l’assenza di significativi riferimenti alla problematica della costruzione del (sotto)sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale nei programmi elettorali dei candidati alle Regioni del corrente anno è una ulteriore conferma della necessità di continuare nella riflessione per adottare, progressivamente, norme più puntuali al fine di rendere più qualificata tutta l’offerta formativa.

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