Educazione e cittadinanza – Verso un nuovo modello culturale ed educativo

Educazione e cittadinanza – Verso un nuovo modello culturale ed educativo

Autore/i: Guglielmo Malizia

Casa editrice: CNOS-FAP

Data di pubblicazione: dicembre 2007

Collana: Pubblicazioni

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È con la gioia di chi si sente in famiglia che introduco il presente volume dal titolo “Educazione e cittadinanza. Verso un nuovo modello culturale ed educativo perché in esso si dibatte un tema, l’educazione, che è vitale per il progresso della società, urgente a giudizio della Chiesa e centrale nella missione della Congregazione Salesiana. Anche nel 2000, e senz’altro in misura maggiore che nel passato, il servizio più significativo che possiamo offrire alle nuove generazioni consiste proprio in una formazione solida. In Italia, in Europa e nel mondo intero l’educazione è chiamata a confrontarsi con nodi problematici nuovi e numerosi. Secondo il Libro Bianco del 1995 su istruzione e formazione della Commissione europea, la società europea è entrata in una fase di transizione verso una nuova forma di società, la società della conoscenza. I macro fattori che influiscono più prepotentemente su questa trasformazione sono tre: l’avvento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, lo sviluppo della civiltà scientifica e tecnica e la mondializzazione dell’economia. Se questi mutamenti hanno dilatato in misura inverosimile le possibilità di acquisire informazione e sapere, essi hanno anche significato per gruppi consistenti della popolazione una condizione di emarginazione che è divenuta intollerabile. In sostanza, tutto ciò implica che la collocazione di ogni individuo nella dipenderà fondamentalmente dalle conoscenze che egli possiede. La società del futuro sarà, quindi, una società che saprà investire nell’intelligenza, una società in cui si insegna e si apprende, in cui ciascun individuo potrà costruire la propria qualifica. Un nodo problematico importante riguarda l’educazione ai valori e ciò si può comprendere facilmente se si tiene conto del relativismo imperante nella cultura e nella società. Alle grandi ideologie, sulla scena delle idee di moda, sono succeduti i molti racconti, le più disparate offerte di conoscenza, la frammentazione dei saperi. Inoltre, nel contesto di piena globalizzazione nel quale viviamo, prevalgono un nuovo individualismo e un conseguente utilitarismo. Le coordinate del senso da dare alla vita personale e collettiva vengono identificate prevalentemente in fattori materiali, tecnici, procedurali. Si diffonde il convincimento che i problemi propri della convivenza vanno affrontati e risolti facendo leva sulle istanze del mercato e sul potere della maggioranza. Il passaggio alla società della conoscenza trasforma il senso e il modo di lavorare, nascono nuove professioni, vecchi mestieri cambiano configurazione, altri scompaiono definitivamente. Si diversificano i lavori, e prima ancora le tipologie e le forme giuridiche dei rapporti occupazionali. C’è un’indubbia “intellettualizzazione” del lavoro. E’ richiesta la flessibilità, la mobilità occupazionale e la polivalenza della cultura professionale. Per rispondere al meglio alle nuove esigenze si dovrà pensare a una nuova figura di lavoratore che non solo possieda i necessari requisiti tecnici, ma anche nuovi saperi di base, capacità personali e anche vere e proprie virtù del lavoro. Parte dell’emergenza educativa e suo fattore scatenante è certamente l’impreparazione dei genitori che tendono a rinunciare al loro compito educativo, anzi che neppure sanno più in che cosa consista. Data la problematicità che si riscontra a formare i giovani ai valori fondamentali della vita e a un comportamento corretto, si può capire la tendenza della scuola a ripiegare dalla educazione alla istruzione, alla trasmissione cioè di precise conoscenze, abilità e capacità di fare. Di fronte a queste sfide pedagogisti e studiosi denunciano l’affermarsi di una «emergenza educativa». Di emergenza educativa parla esplicitamente anche la Chiesa attraverso la voce del Papa, Benedetto XVI: «Educare – dice il Papa – non è mai stato facile e oggi sembra diventare sempre più difficile: perciò non pochi genitori e insegnanti sono tentati di rinunciare al proprio compito, e non riescono più nemmeno a comprendere quale sia veramente la missione loro affidata. Troppe incertezze e troppi dubbi, infatti, circolano nella nostra società e nella nostra cultura, troppe immagini distorte sono veicolate dai mezzi di comunicazione sociale. Diventa difficile, così, proporre alle nuove generazioni qualcosa di valido e di certo, delle regole di comportamento e degli obiettivi per i quali meriti spendere la propria vita» (Discorso nella consegna alla Diocesi di Roma della Lettera sul compito urgente dell’educazione, 23 febbraio 2008). L’emergenza educativa interpella anche i Salesiani, la cui missione è la cura e l’accompagnamento dei ragazzi e dei giovani, specialmente della gioventù in difficoltà. «Nelle situazioni plurireligiose ed in quelle secolarizzate – scrive ancora Benedetto XVI ai Salesiani – occorre trovare vie inedite per far conoscere, specialmente ai giovani, la figura di Gesù, affinché ne percepiscano il perenne fascino». La tradizione pedagogica salesiana suggerisce, come metodologia fondamentale della relazione educativa, una pratica coniugazione di ragionevolezza culturale e umana, di orientamento valoriale e religioso significativo e di amorevolezza e vicinanza affettuosa e autorevole: oltre ogni lassismo e permissivismo, ma anche oltre ogni autoritarismo costrittivo e ogni protezionismo possessivo. Giudico pertanto molto rilevante la presente pubblicazione che si aggiunge ai numerosi studi sul Sistema Preventivo di don Bosco. Il testo vuole essere un commento a più voci alla Lectio Magistralis che il Rettor Maggiore dei Salesiani ha tenuto presso l’Università di Genova, Facoltà di Scienze della Formazione, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa in scienze dell’educazione. Questo libro, che potrà essere usato come una “nuova ipotesi di modello educativo” e come uno “strumento di formazione” dai Salesiani e più in generale da tutti gli educatori che operano nella scuola e nella formazione professionale, sarà di stimolo a realizzare quella azione educativa che tanto sta a cuore alla Chiesa e alla Congregazione Salesiana. Card. Tarcisio Bertone Segretario di Stato Roma, 25 aprile 2008

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