Pubblicazioni

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2014

Nell’anno 2014 il sistema della scuola e della Formazione Professionale ha avuto una attenzione crescente rispetto al recente passato. Il dibattito è divenuto ancor più intenso dal 3 settembre, quando il Presidente del Consiglio ha presentato le linee guida per la riforma della scuola contenute nel documento “La buona scuola. Facciamo crescere il Paese”.
Numerosi sono stati i documenti o gli eventi che hanno contribuito a coltivare questa attenzione accentuando l’uno o l’altro aspetto del nostro sistema educativo di Istruzione e Formazione.
Già nel settembre 2013 il Dossier elaborato dalla Rivista Tuttoscuola “Sei idee per rilanciare la scuola e contribuire alla crescita del Paese” aveva suscitato un notevole interesse. Il dossier offriva spunti per un dibattito volto ad affrontare le problematiche della scuola intesa in senso generale e suggerire proposte per adeguarla alla moderna società della tecnologia e della globalizzazione.
Nel maggio 2014 l’ISFOL ha presentato, in un seminario, i risultati quali/quantitativi del (sotto)sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), evidenziando la vivacità ma anche i limiti di questa particolare offerta formativa.
Nel giugno 2014 un interessante studio realizzato da Treellle dal titolo “Scuole pubbliche o solo statali? Per il pluralismo dell’offerta. Francia, Olanda, Inghilterra, USA e il caso Italia” ha richiamato l’attenzione sul pluralismo dell’offerta scolastica e formativa, un tema che resta ancora poco dibattuto e non affrontato in Italia. Il Quaderno pubblicato si è soffermato sul rapporto fra finanziamento e gestione delle istituzioni scolastiche e formative e, in connessione, sul tema dei limiti alla libertà di scelta educativa da parte dell’utenza.
A distanza di un mese circa, nel luglio 2014, la Conferenza Episcopale Italiana, con una nota pastorale, La scuola cattolica. Risorsa educativa della chiesa locale per la società, è tornata sul valore del pluralismo in ambito educativo. Più che un generico servizio scolastico, sostitutivo di quello statale - si legge nella nota - la scuola cattolica è manifestazione peculiare di sussidiarietà e di autonoma iniziativa della comunità cristiana, segno di uno spazio di libertà che è fondamentale nell’ambito educativo.
Arriviamo, così, al settembre 2014 con l’iniziativa governativa, la cui portata, sia per il soggetto proponente, sia per il coinvolgimento anche on-line, non ha paragone, ovviamente, con i richiami ai documenti o agli eventi precedenti.
Non sono mancate le reazioni, le prese di posizione, i commenti e le proposte avanzate dai molti soggetti interessati al problema: il 6 ottobre il MIUR vantava già circa 360mila contatti con il sito.
Ci limitiamo a richiamare solo l’ultimo intervento, in ordine di tempo, che segnaliamo quando il presente numero va in stampa. Si tratta del documento di Confindustria “Prima giornata dell’education. L’education per la crescita. Le 100 proposte di Confindustria”. Le proposte sono state presentate ufficialmente dal Presidente di Confindustria nella prima giornata dell’education, davanti ad un folto pubblico e alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il 7 ottobre 2014.
Data la rilevanza della proposta governativa, nel presente editoriale si proporrà una prima valutazione del testo del Governo Renzi presentato il 3 settembre 2014, anche per verificare quanto è stato recepito delle proposte avanzate dai documenti e dagli eventi richiamati sopra.

Autori: P. Ottolini, M. R. Zanchin
Data di pubblicazione: Dicembre, 2014

Nel corso dell’ultimo decennio i sistemi di istruzione e anche il mondo della Formazione Professionale sono stati investiti da un processo di cambiamento che ha portato ad una progressiva destrutturazione dei curricoli e dei percorsi di qualifica tradizionali, a favore di un approccio per competenze. Si tratta di un’impostazione che se da un lato consente di recuperare la tradizione di formazione al e sul lavoro tipica dell’apprendistato, dall’altro esige un cambiamento di paradigma dei modelli di VET (Vocational Education Training) nella direzione oggi auspicata soprattutto a partire dal Quadro europeo dei titoli e delle qualificazioni (EQF). Tale riflessione ha spostato l’attenzione sugli esiti dei processi di apprendimento (learning outcomes) piuttosto che sui loro input (programmi di studio, contenuti, dimensione temporale dei percorsi, etc.).
A questo quadro di riferimento inoltre si ricollegano da un lato le rilevazioni internazionali condotte dall’OCSE e dall’IEA, dall’altro lato l’istituzione del nuovo sistema nazionale di valutazione. Il nuovo sistema si basa soprattutto sull’utilizzo di prove strutturate e standardizzate che richiedono una adeguata cultura docimologica in grado di superare l’orizzonte tradizionale della valutazione tipica del modello scolastico.
Nel mondo della formazione tuttavia tale cultura non è ancora sedimentata, soprattutto a riguardo dei criteri di costruzione delle prove standardizzate, delle loro potenzialità e limiti, della lettura, interpretazione e utilizzo degli esiti, sia a livello di sistema, sia didattico. Ma è proprio l’approccio per competenze a esigere nuovi strumenti di misurazione e di certificazione, tra cui quelli ispirati alla “valutazione autentica”.
Muovendo dal riconoscimento di tale esigenza, torna oggi molto utile mettere a disposizione dei formatori e dei CFP CNO-FAP un repertorio di prove strutturate secondo la nuova concezione europea che possa coprire le aree principali dei “risultati di apprendimento” previsti dai nuovi percorsi di qualifica e di diploma.
A tal fine, presentiamo il Report Finale di un progetto realizzato con la collaborazione dell’ISRE (Istituto Internazionale Salesiano di Ricerca Educativa), conclusosi a febbraio 2014, che ha permesso l’elaborazione di modelli e strumenti a supporto della didattica per competenze. Il Report si compone di tre parti:
1. “Presentazione format” – in cui viene presentato il quadro legislativo di contestualizzazione nazionale ed europea e la proposta di un corredo di strumenti e di modelli da utilizzare nella propria pratica didattica.
2. “Repertorio di base” – con la presentazione di 20 prototipi di prove di competenza realizzate e sperimentate in diverse realtà di IeFP, suddivise in prodotti esemplari, prove di accertamento di fine biennio e prove professionali capolavoro di fine triennio/quarto anno.
3. “Validazione prove” – documento che presenta i risultati di focus group realizzati con docenti e studenti della IeFP per convalidare la fattibilità e l’efficacia dell’utilizzo dei format proposti e di alcuni dei prototipi presentati.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Ottobre, 2014

Con l’ingresso della IeFP nel sistema educativo di Istruzione e Formazione, sia le Qualifiche, sia i Diplomi professionali diventano titoli validi - al pari di quelli scolastici - per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione (10 anni) e del diritto dovere di istruzione e formazione (12 anni).
Sono spendibili e riconoscibili su tutto il territorio nazionale, perché riferiti a standard comuni, concordati tra le Regioni e approvati con Accordi Stato Regioni o in Conferenza Unificata e corrispondono a precisi livelli europei.

Autori: Dario Nicoli, Giulia Carfagnini
Data di pubblicazione: Ottobre, 2014

A distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore dell’art. 3 del TUA e dalla sottoscrizione dell’Accordo per la regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, pressoché tutte le Regioni, ad eccezione della Valle d’Aosta e del Lazio, hanno disciplinato questa tipologia di apprendistato.
Soltanto tre Regioni (Umbria, Campania, Puglia) prevedono il rinvio ad una successiva regolamentazione per la definizione delle specifiche di attuazione ed articolazione della formazione, mentre tutte le altre Amministrazioni hanno regolamentato nel dettaglio la tipologia di apprendistato di cui all’art. 3 del D.Lgs. 167/2011.
Nel dettare la regolamentazione dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, le Regioni definiscono l’articolazione della formazione (interna o esterna all’azienda, strutturata o non strutturata) e la sua durata massima, la disciplina dei profili formativi, i servizi e gli strumenti da mettere a disposizione dei beneficiari e dei destinatari, ed il sistema di monitoraggio delle attività.

Autori: Giacomo Zagardo, Giulio Maria Salerno
Data di pubblicazione: Luglio, 2014

La fotografia che il dott. Giacomo Zagardo, ricercatore Isfol impegnato da anni nella definizione del quadro della IeFP nelle Regioni, traccia in questo quaderno della IeFP nelle Regioni è diventata ormai un appuntamento irrinunciabile. L'autore tratteggia pregi e criticità di un (sotto)sistema del secondo ciclo che, se da una parte raccoglie risultati positivi, dall'altra fatica ancora ad assumere dimensione "nazionale" e "stabile".

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Luglio, 2014

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che si è insediato il 22 febbraio 2014, ha ritenuto opportuno sottolineare i primi 80 giorni del suo Governo con un documento-manifesto "Il giro d'Italia in 80 giorni", illustrando i provvedimenti messi in atto ed i primi risultati raggiunti.
Facendo riferimento ai temi che interessano questa Rivista, del documento-manifesto organizzato attorno a parole chiave, richiamiamo:
Europa: il semestre europeo, opportunità per cambiare l'Unione. Allineamento strale unico: presidenza, rinnovo vertici, fondi europei, cambiamento nelle politiche economiche.
Riforme: legge elettorale, Senato, Titolo V, servizio civile, Province, CNEL.
Scuola: piano straordinario sull'edilizia scolastica. 3,5 mld di investimenti, 10mila nuovi cantieri, 2 milioni di studenti più sicuri a scuola, sbloccato patto di stabilità.
Lavoro: decreto Poletti, disegno di legge delega, nuova politica industriale. Semplificati i contratti a termine e apprendistato, -10% IRAP, accordi aziendali.
Consapevoli della complessità e della vastità dei provvedimenti, nel presente Editoriale ci soffermeremo sulle principali linee di politica scolastica e formativa attuate dai Governi Letta e Renzi e precedute dalla recentissima Raccomandazione del Consiglio europeo inviata all'Italia in merito al programma nazionale di riforma 2014.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Giugno, 2014

Da alcuni anni la Sede Nazionale ha messo in campo un'iniziativa denominata "Concorso Nazionale dei Capolavori dei settori professionali", un'iniziativa che coinvolge l'allievo, il CFP e la Federazione nella didattica per competenze.
Il presente volume ha l'obiettivo di documentare un'esperienza che è già alla sua quinta edizione (almeno per la maggioranza dei settori).

Autori: V. ORLANDO
Data di pubblicazione: Aprile, 2014

L’esigenza irrinunciabile della collaborazione solidale tra le famiglie e i Centri di Formazione Professionale (CFP) per l’educazione degli allievi ha fatto nascere il bisogno di conoscere più da vicino gli allievi dei CFP. L’efficacia dell’azione educativa, infatti, soprattutto oggi, ha bisogno sia di collaborazioni educative, sia di ascolto attento degli adolescenti e giovani per comprendere i bisogni della loro crescita.

I Salesiani, consapevoli delle difficoltà che incontrano oggi nella realizzazione della loro missione educativa, hanno fatto la scelta di riflettere per trovare modi efficaci di collaborazione con le famiglie. Pertanto hanno programmato un Convegno per i coordinatori dei vari livelli di Scuola e dei CFP con l’obiettivo di tracciare una strada efficace di dialogo con le famiglie per l’educazione dei figli. Occorre perciò cercare di capire quali strade stanno percorrendo gli allievi per farsi loro compagni di viaggio.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Gennaio, 2014

L'anno 2014 inizia con una novità. Al Governo Letta, il primo della XVII Legislatura, in carica dal 28 aprile 2013 fino al 22 febbraio 2014, succede il Governo Renzi I. Al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) Stefania Giannini succede a Maria Chiara Carrozza. Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS) Giuliano Poletti succede a Enrico Giovannini.
Al momento della chiusura di questo numero ai curatori della Rivista sono apparsi prematuri tutti i giudizi che si potrebbero formulare sul programma di Governo e sui primi pronunciamenti dei Ministri. Rinviando, pertanto, a tempi successivi i dovuti approfondimenti, in questo editoriale sarà privilegiata l'analisi di un tema che torna spesso nel dibattito italiano, più volte affrontato ma mai approdato ad una soluzione condivisa. Si tratta della proposta di coloro che vorrebbero far concludere il ciclo degli studi a 18 anni, anzichè a 19 anni.
L'editoriale prosegue poi illustrando alcune istanze avanzate dagli Enti di Formazione Professionale ai Ministri in carica e conclude esponendo le principali tematiche che saranno trattate dalla Rivista nell'anno 2014 e richiamando l'attenzione sulle novità digitali introdotte a partire dal corrente anno.

Autori: C. Donati, L. Bellesi
Data di pubblicazione: Dicembre, 2013

Al 31 ottobre 2013, i primi dati di monitoraggio diffusi da Indire e MIUR sottolineano come siano attivi 64 ITS, con un totale di 247 percorsi attivati che coinvolgono più di 5.000 corsisti.
Come evidenziato nella tabella 4, il numero di coloro che hanno concluso i percorsi ITS conseguendo il diploma è pari a 825 studenti, concentrati soprattutto nelle proposte formative afferenti alle aree tecnologiche della mobilità sostenibile e delle nuove tecnologie per il made in Italy –sistema meccanica. Di questi, 491, corrispondenti al 59,5% del totale, hanno già trovato un’occupazione. Si tratta di un risultato confortante, anche se una valutazione più precisa potrà essere effettuata solo quando saranno disponibili i dati relativi a tutti i percorsi attivati nel primo anno di avvio degli ITS. Inoltre, occorrerà verificare la tenuta nel lungo periodo di tale offerta, non potendo escludere che i livelli occupazionali finora registrati siano stati assicurati quasi esclusivamente dalle imprese direttamente coinvolte nelle attività delle Fondazioni.
Al momento è possibile evidenziare che i risultati migliori in termini occupazionali sono stati conseguiti dagli ITS dell’area tecnologica “mobilità sostenibile” (79,3%) seguiti da quelli dell’area “efficienza energetica, con il 69,6% di occupati (ma in questo caso si tratta di un solo corso, con 16 occupati su 23 diplomati) e da quelli dell’area nuove tecnologie per il made in Italy – sistema meccanica (65,2%).

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