Pubblicazioni

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2015

La ricerca – di cui il presente Report sintetizza i principali risultati – si è proposta di: approfondire il tema educazione all’imprenditorialità su più livelli: individuale (le caratteristiche degli studenti), di gruppo (studenti e formatori) e sociale-comunitario (il rapporto della IeFP con i contesti lavorativi), esplorare i modelli formativi, gli ambiti e gli strumenti didattici e organizzativi sviluppati dalla IeFP per supportare lo sviluppo di questa competenza chiave, individuare alcune pratiche significative aventi un potenziale di trasferibilità per l’azione formativa dei CFP della Federazione CNOS-FAP, predisporre dei criteri didattici e dei materiali operativi da proporre ai formatori del CNOS FAP. La ricerca ha assunto come quadro di riferimento i processi di acquisizione e sviluppo delle competenze di imprenditorialità nei contesti della IeFP, anche in una prospettiva di “continuità educativa” e di lifelong learning.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2015

La ricerca si propone in particolare di: analizzare la normativa esistente (e in corso di definizione) in materia di impresa formativa, sul piano giuridico generale, giuslavoristico, amministrativo e fiscale, comparandola a quella di altri paesi europei (come ad esempio le Entreprises de Formation par le travail in Belgio o le Student Companies in Norvegia), analizzare le esperienze esistenti nella Formazione Professionale in Italia (e nel privato sociale ad essa eventualmente collegato), al fine di identificare le buone pratiche e i relativi profili giuridici e modelli organizzativi più efficaci, individuare le questioni cruciali, gli ostacoli e i possibili fattori di successo da considerare ai fini di una possibile trasferibilità del modello di “impresa formativa sociale” nei contesti degli enti di FP in Italia, definire dei criteri guida organizzativi da proporre in eventuali sperimentazioni ad hoc promosse dal CNOS-FAP.

Autori: Guglielmo Malizia, Maria Paola Piccini, Sergio Cicatelli
Data di pubblicazione: Dicembre, 2015

Se gli allievi sono i destinatari principali dell’attività educativa dei CFP del CNOS-FAP, il motore dei relativi processi va identificato in primo luogo nei formatori. Negli ultimi anni non sono mancate indagini sui giovani che frequentano i Centri di Formazione Professionale, come per esempio quella annuale sul loro successo nella IeFP (Malizia e Pieroni, 2913a e b: Marchioro, 2014; Malizia e Gentile, 2015) o quella del 2013 sui rapporti tra allievi, CFP e famiglia (Orlando, 2014), mentre l’ultima ricerca sui formatori risale a più di dieci anni fa (Malizia, Pieroni e Salatin, 2001); era perciò necessario e urgente avviare uno studio su di loro, non tanto su tutti gli aspetti del loro complesso ruolo, quanto su ciò che ne rende possibile l’esercizio efficace, la formazione specialmente in servizio.

Autori: M. Becciu, A.R. Colasanti
Data di pubblicazione: Dicembre, 2015

L’obiettivo delle LG per la realizzazione della Leadership Educativa nei CFP è triplice: individuazione e adozione di un modello condiviso di Leadership Educativa nei CFP che testimoni la specificità e l’originalità del carisma salesiano; ottimizzazione delle azioni di leadership già presenti nei CFP e rispondenti ai principi della leadership educativa; modifica di comportamenti inadeguati e acquisizione di azioni maggiormente rispondenti ai principi valoriali della Leadership Educativa e carismatica salesiana.

Autori: Guglielmo Malizia, Mario Tonini
Data di pubblicazione: Dicembre, 2015

Come i due precedenti volumi, “Politiche educative di istruzione di formazione: la dimensione internazionale” e “Sociologia dell’istruzione e della formazione: una introduzione”, anche questo libro è nato dall’esperienza di quaranta anni di insegnamento nel curricolo di Pedagogia per la Scuola e la Formazione Professionale della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Salesiana (Guglielmo Malizia) e di un lungo periodo si servizio al CNOS-FAP (Mario Tonini). Il titolo del corso che costituisce il punto di riferimento di questa pubblicazione è quello tradizionale di “legislazione e organizzazione scolastica” che era focalizzato agli inizi sulle dimensioni giuridica e amministrativa dei sistemi educativi e che col tempo si è sviluppato enormemente, divenendo da una parte “politica”, cioè l’insieme degli interventi posti in essere dall’autorità pubblica a livello macro-strutturale nel sistema di istruzione e di formazione in vista del raggiungimento del bene comune, e dall’altra “organizzazione”, ossia, come si vedrà meglio successivamente, coordinamento di tutte le attività interne della singola scuola o del singolo CFP in vista della realizzazione del progetto che li guida. Per questo al corso di legislazione e organizzazione scolastica, che è rimasto uno per la forza della tradizione e della convenienza, corrispondono ormai due discipline e anche due volumi introduttivi, quello già pubblicato di “Politiche educative di istruzione e di formazione” e quello che ora viene dato alle stampe sull’“Organizzazione della scuola e del CFP”. E qui emerge una seconda novità rispetto alla tradizione che consiste nell’ampliamento dello studio dell’organizzazione oltre la scuola e l’istruzione in modo da comprendere il CFP e la formazione. In questa maniera il volume rispetta l’identità sia dei destinatari principali del libro che sono i formatori e i dirigenti della FP del CNOS-FAP sia di molti degli studenti all’università che potevano già vantare una esperienza più o meno lunga di insegnamento o di coordinamento e talora pure di dirigenza nel mondo della scuola e della FP.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2015

Delle molteplici riforme riguardanti l’istruzione, la formazione e il lavoro messe in atto dal Governo Renzi in carica dal 22 febbraio 2014, alcune sono già concluse, altre sono ancora da approvare o perfezionare.
Nel presente editoriale ci soffermeremo, in maniera diffusa, su due riforme ormai “compiute”: la Legge 13 luglio 2015, n. 107 “Riforma del Sistema nazionale di Istruzione e Formazione e Delega per il riordino delle diposizioni legislative vigenti”, detta anche Legge su “La Buona Scuola” e la Legge del 10 dicembre 2014 n. 183 e successiva decretazione “Delega al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”, il c.d. Jobs Act, L’Italia cambia il lavoro.
Accenneremo solamente, invece, perché ancora in fase di definizione o di completamento, ad altri provvedimenti altrettanto importanti: la “valutazione” nell’Istruzione e Formazione Professionale prevista dal Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione del 28 marzo 2013, n. 80 e il progetto sperimentale denominato “Azioni di accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione professionale”, ritenuto da molti come un vero “beta test” delle riforme avviate con il Jobs Act e la Buona Scuola.
Riportiamo anche un’ultima osservazione. Rassegna CNOS ha accompagnato con vari articoli il cammino di riflessione compiuto dalla Congregazione Salesiana che, nel 2015, ha celebrato i 200 anni della nascita del suo fondatore. In questo numero ha ritenuto opportuno ospitare una intervista a don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani, che riflette sulle attuali sfide giovanili e su come i Salesiani intendono affrontarle. “Vorrei molto sinceramente che i lettori e le lettrici di queste pagine si sedessero comodamente di fronte a queste pennellate di storia, che sono una lettura simultanea di vari temi, Leggendoli con lo sguardo dell’educatore di giovani, e portavoce in questo momento della realtà del carisma di don Bosco in tutto il mondo salesiano”. Rassegna CNOS si augura che i lettori e le lettrici dell’intervista possano trarne utili spunti per dare il proprio contributo alle sfide del mondo giovanile contemporaneo.

Autori: Luca Malavolta, Marco Ghelfi, Francesco Zamboni
Data di pubblicazione: Ottobre, 2015

Sin dall’antichità l’uomo ha vissuto in profonda simbiosi con la terra che lo ospitava; per soddisfare i propri bisogni ha saputo adeguarsi alle condizioni del luogo utilizzando i materiali presenti, sfruttando le condizioni favorevoli e proteggendosi dalle avversità del clima, adattandosi sistematicamente alle condizioni ambientali che lo circondavano e sfruttando a suo beneficio le risorse naturali. In particolare l’uomo ha fondato negli ultimi secoli la propria crescita attraverso lo sfruttamento di risorse fossili disponibili ma limitate.
Storicamente l’utilizzo di risorse naturali non ha mai inciso in maniera drastica o irreparabile nei confronti del territorio, nonostante la concentrazione di attività in luoghi ben definiti sia avvenuta sin dalla notte dei tempi.
Tutto ciò si è mantenuto pressoché invariato sino all’avvento dell’era industriale, durante la quale si è verificata e si sta tutt’ora verificando la concomitanza di più fattori che possono essere raggruppati in poche macro-famiglie.
Lo sviluppo tecnologico ed industriale degli ultimi decenni, se da un lato ha consentito innegabili progressi in campo socio-economico, dall’altro, a causa soprattutto del continuo ricorso a risorse non rinnovabili per la produzione di energia, dell’immissione nell’ambiente di una quantità di sostanze inquinanti e del prelevamento sempre più consistente di materie prime dall’ambiente naturale ha spesso pregiudicato fortemente gli equilibri ambientali.
Nei Paesi sviluppati la tecnologia ha trasformato profondamente gli stili di vita e di lavoro; oggi si sta verificando lo stesso fenomeno anche nei Paesi in via di sviluppo.
Si è generata una sorta di dipendenza uomo-energia che ha sconvolto il rapporto uomo-natura generando sfruttamento del territorio, diseguaglianze e lotte sociali, danni all’ambiente che lentamente si ripercuotono sui suoi occupanti. Basti pensare ai disastri meteorologici che spesso coinvolgono la nostra penisola e che sono per lo più dovuti all’incuria e all’abuso dell’uomo.
Quando si sente parlare di consumo delle risorse, in genere il pensiero corre subito alle fonti energetiche primarie; tuttavia, considerando la crescente pressione demografica, devono essere inseriti a pieno titolo anche il consumo idrico, lo sfruttamento dei suoli coltivabili, l’abbattimento indiscriminato delle foreste vergini (soprattutto della fascia equatoriale e subtropicale), lo sconvolgimento del sottosuolo per la ricerca di risorse minerarie, l’urbanizzazione selvaggia; l’elenco potrebbe continuare, tuttavia, come già accennato, tutte le voci possono essere ricondotte alla continua ricerca di un malinteso benessere, univocamente rivolto al consumismo più sfrenato e senza criteri, nonché a politiche industriali completamente proiettate al raggiungimento del massimo profitto ad ogni costo, senza tenere conto degli eventuali danni irreparabili scaricati sulla collettività (a tal proposito vale la pena ricordare l’esempio delle discariche abusive del Sud Italia che per anni hanno accolto rifiuti tossici provenienti soprattutto dalla grandi industrie del Nord).
Tali scenari fanno riflettere sulla necessità di definire e intraprendere uno sviluppo futuro legato non più alla logica del profitto, della cementificazione e del consumo di suolo, ma alla salvaguardia del nostro territorio.
In questo panorama si inserisce la presente guida la quale, pur avendo una decisa caratura tecnologica ed impiantistica, vuole dare informazioni utili a formare le nuove coscienze che domani dovranno raccogliere la pesante eredità lasciata dalle generazioni precedenti, che non hanno pensato con sufficiente lucidità ad un uso veramente sostenibile delle risorse.

Autori: Schneider Electric
Data di pubblicazione: Luglio, 2015

Le recenti Direttive Europee legate al campo energetico, citate nel capitolo precedente, sottolineano l’importante ruolo dell’Ente pubblico quale riferimento nel campo dell’informazione e della educazione al risparmio energetico. In particolare, “il settore pubblico costituisce uno strumento importante per stimolare la trasformazione del mercato verso prodotti, edifici e servizi più efficienti, nonché per indurre cambiamenti di comportamento dei cittadini e delle imprese relativamente al consumo di energia. Inoltre, la diminuzione del consumo di energia grazie a misure che permettono di migliorare l’efficienza energetica può liberare risorse pubbliche da destinare ad altri fini. Gli enti pubblici a livello nazionale, regionale e locale dovrebbero svolgere un ruolo esemplare in materia di efficienza energetica. [...] È opportuno che gli Stati membri incoraggino i comuni e altri enti pubblici ad adottare piani di efficienza energetica integrati e sostenibili che abbiano obiettivi chiari, a coinvolgere i cittadini nella loro elaborazione e attuazione e a informare adeguatamente i cittadini in merito ai contenuti e ai progressi nel raggiungimento degli obiettivi. Tali piani possono comportare risparmi considerevoli di energia, soprattutto se attuati mediante sistemi di gestione dell’energia che consentano agli enti pubblici interessati di gestire meglio il loro consumo di energia. È opportuno incoraggiare lo scambio di esperienze tra città e altri enti pubblici sulle esperienze più innovative” (fonte Direttiva 2012/27/UE, premessa 15/18). Un esempio virtuoso in tal senso è il Patto dei Sindaci, ossia il movimento europeo cui hanno aderito numerose autorità locali (in Italia più di 1400 comuni hanno sottoscritto il Patto), che si pone l’obiettivo di sostenere pienamente le azioni in materia di sviluppo e crescita sostenibile portate avanti dalla UE. “Al di là del risparmio energetico, i risultati delle azioni dei firmatari sono molteplici: la creazione di posti di lavoro stabili e qualificati non subordinati alla delocalizzazione; un ambiente e una qualità della vita più sani; un’accresciuta competitività economica e una maggiore indipendenza energetica. Queste azioni vogliono essere esemplari per gli altri, in modo particolare con riferimento agli “Esempi di eccellenza”, una banca dati di buone prassi creata dai firmatari del Patto. Il Catalogo dei Piani d’azione per l’energia sostenibile è un’altra eccezionale fonte d’ispirazione, in quanto mostra a colpo d’occhio gli ambiziosi obiettivi fissati dagli altri firmatari e le misure chiave che questi hanno identificato per il loro raggiungimento” (fonte: http://www.pattodeisindaci.eu, 06/06/2014).

Autori: Michele Pellerey
Data di pubblicazione: Luglio, 2015

La ricerca in oggetto si propone di sviluppare, a un adeguato livello di profondità di analisi e di plausibilità delle conclusioni operative, uno studio attento delle potenzialità e dei limiti che queste tecnologie offrono a livello di apprendimento scolastico, soprattutto per il secondo ciclo di Istruzione e Formazione.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Luglio, 2015

Come abbiamo avuto modo di affermare nell’Editoriale precedente, la Rivista Rassegna CNOS in questo periodo sta monitorando più argomenti, perché ci sono in atto riforme profonde: la riforma costituzionale, la riforma del sistema scolastico, la riforma del lavoro, ecc.
Nel presente Editoriale, tuttavia, ci concentreremo sul DDL “La Buona Scuola” dal momento che sugli altri provvedimenti non si registrano novità di rilievo.
È parso utile offrire al lettore, quindi, una panoramica del dibattito in corso sul tema scuola per meglio comprendere la diversità delle posizioni delle forze in campo e facilitarne la lettura.
Negli editoriali precedenti si è già offerto un primo bilancio sia del Rapporto “La Buona Scuola” che presentava il progetto generale che il Governo intendeva perseguire, al fine di offrire al Paese un sistema educativo più efficace ed efficiente, sia delle linee guida del conseguente DDL.

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