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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Maggio, 2009

Le incertezze che permangono ancora oggi sul finanziamento delle attività a favore dei giovani e degli Enti di FP e la complessità dei provvedimenti in atto (riordino del secondo ciclo, atti legati alla legge delega sul federalismo fiscale, accordi tra Governo e singole Regioni) stanno ingenerando stanchezza e disorientamento in chi opera nell’ambito del sistema educativo di istruzione e formazione. Il presente editoriale si sforza di fare il punto su tre problematiche particolarmente strategiche: 1) l’apporto che la storia della FPI può dare alla definizione dell’ordinamento della IFP; 2) il rapporto, sempre dibattuto, tra istruzione, FP e mondo del lavoro; 3) la collocazione della FP all’interno della proposta di riforma dello Stato sociale. L’editoriale conclude con una nota sullo sforzo che la Federazione CNOS-FAP sta compiendo sul versante del rapporto tra proposta di formazione ed esigenze del mondo del lavoro.

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Autori: Guglielmo Malizia & Vittorio Pieroni
Data di pubblicazione: Gennaio, 2009

La presente ricerca-azione si pone in continuità con l’indagine condotta nel 2007 sul “Follow-up della transizione al lavoro degli allievi dei corsi triennali sperimentali di FPI” (Malizia e Pieroni, 2008), di cui intende approfondire un aspetto centrale, quello cioè dell’accompagnamento al lavoro. Infatti, se è vero che l’investigazione del 2007 ha confermato la validità della proposta sperimentale dei percorsi del diritto-dovere del CNOS-FAP e del CIOFSFP nel momento della transizione degli allievi al mercato del lavoro o a un altro tipo di istruzione o di formazione, è anche vero che la percentuale di quanti all’uscita dai Centri avevano scelto di lavorare e alla distanza di un anno avevano reperito una occupazione, pur maggioritaria (51.6%), non è cosi elevata come ci sarebbe aspettato. Pertanto, risultava importante esaminare più nei dettagli e soprattutto nel concreto della vita dei Centri le modalità dell’accompagnamento al lavoro per rendere il passaggio al sistema produttivo più sicuro, significativo e attraente. Attraverso la presente indagine si è inteso quindi perseguire i seguenti obiettivi: 1) effettuare anzitutto una ricognizione attenta delle proposte contenutistiche e metodologiche messe in opera sia nei CFP del CNOS-FAP come in quelli di altri Enti, per l’accompagnamento al lavoro dei qualificati dei percorsi triennali del diritto-dovere, ma non solo; 2) valutare accuratamente la validità delle strategie documentate dal numeroso materiale che è stato inviato dai vari Centri coinvolti; 3) preparare una proposta di repertorio e di linee guida in grado di potenziare gli interventi per l’accompagnamento al lavoro. Al fine di realizzare le finalità appena richiamate, è stata adottata una metodologia di ricerca-azione di carattere prevalentemente documentaristico e qualitativo che, a partire dalla primavera 2008 fino al termine dell’anno, si è concretizzata nelle seguenti azioni: – ai CFP del CNOS-FAP e di altri Enti (CIOFS/FP, ENGIM, Fondazione Clerici) è stata inviata una griglia composta di due sezioni: una prima, per la raccolta di dati quantitativi e una seconda descrittivo-valutativa delle attività di accompagnamento promosse all’interno del proprio CFP; – a ciò ha fatto seguito la raccolta, unitamente alle griglie, di materiale documentario di buone pratiche messe in opera in ciascun Centro; nel frattempo è stato redatto il quadro teorico, riportato nella I parte del presente report; – successivamente si è proceduto all’analisi e alla interpretazione dei dati quantitativi e qualitativi contenuti nelle griglie e ad elaborare le linee guida; tutto questo è stato riportato nei capitoli 2-5, che costituiscono la II parte del report. Più specificamente, nel capitolo 2 vengono analizzati i dati quantitativi; nel capitolo 3 i dati qualitativi, ossia vengono sintetizzate e descritte le principali fasi ed azioni che caratterizzano l’attività; mentre nel capitolo 4 sono riportate le valutazioni complessive che sono state date all’attività, in base ai punti di forza e di criticità e alle proposte di miglioramento; infine, nel capitolo 5 sono state tracciate le linee guida che, sulla base dei contenuti analizzati precedentemente, dovrebbero costituire un punto di riferimento per attivare iniziative nel campo; – infine il materiale documentario, redatto e utilizzato per la realizzazione delle attività di accompagnamento al lavoro, è stato opportunamente selezionato e riportato nella III parte del report in qualità di “cassetta degli attrezzi”, ossia a vantaggio di tutti coloro che intendono usarlo o comunque prenderlo come esempio nell’attivare interventi di accompagnamento al lavoro. L’insieme delle azioni riportate sopra ha consentito di procedere alla stesura del presente report che, a sua volta, intende dare un proprio contributo specifico avvalendosi della ricchezza di esperienze multivariate, provenienti da numerosi Centri di vari Enti di formazione e al tempo stesso rappresentativi di diversi contesti territoriali. Concludiamo questa breve introduzione con un sentito ringraziamento alle direzioni e agli operatori dei CFP del CNOS-FAP, del CIOFS/FP, della Fondazione Clerici e dell’ENGIM per aver preso parte all’indagine e, in particolare, per aver messo a nostra disposizione esperienze e strumenti che certamente potranno risultare di aiuto e di riferimento per tutti coloro che intendono promuovere interventi di accompagnamento al lavoro.

Autori: Dario Nicoli
Data di pubblicazione: Gennaio, 2009

Con il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000, gli stati membri e i rispettivi sistemi nazionali di istruzione e formazione sono stati chiamati ad iniziare un percorso altamente innovativo, fondato sull’esigenza comune di potenziare e rinnovare le competenze professionali dei cittadini per rispondere in modo più adeguato e concreto alle richieste del mercato e incrementare il livello di competitività dell’Europa. Tale orientamento europeo ha notevolmente influito anche sul sistema scolastico e formativo del nostro Paese attraverso, in particolare: - l’individuazione di competenze chiave sulle quali orientare il percorso formativo-professionale dei giovani; - l’ideazione dell’EQF(European qualification framework),una griglia di traduzione e lettura, che consente di mettere in relazione gli uni con gli altri i sistemi di qualificazione a livello nazionale e settoriale; - la possibilità di disporre di una serie di strumenti, tra cui indicatori e benchmark, per fissare target e misurare i progressi. Tuttavia, nel sistema di istruzione e formazione professionale italiano permangono notevoli elementi di criticità rispetto ad analoghi sistemi di alcuni stati membri. Il presente volume, dal titolo “I sistemi di istruzione e formazione professionali (VET) in Europa”, attraverso uno studio comparato della riorganizzazione pratica dei sistemi di istruzione e formazione professionale di quattro stati membri dell’Unione Europea – Francia, Germania, Regno Unito e Ungheria - mette in evidenza la “debolezza” italiana rispetto a questo tema, debolezza che acquisisce un peso maggiore in considerazione della forte volontà di questo cambiamento espressa dall’Italia, formalizzata con l’attuale riforma che prevede una “ristrutturazione” degli Istituti tecnici e professionali. La Sede Nazionale si augura che il presente volume possa essere di stimolo e di aiuto a quanti, in Italia, operano, a vario titolo, nel campo dell’istruzione e formazione professionale. La Sede Nazionale CNOS-FAP

Autori: Ermanno Duò & Roberto Cavaglia & Maurizio Todeschini
Data di pubblicazione: Gennaio, 2009

La presente Guida si inserisce in un ampio lavoro, comprendente una “Linea guida generale per i percorsi di istruzione e formazione professionale”, ed altre guide di comunità professionali così da costituire nell’insieme una proposta organica e orientata alla gestione formativa degli stessi percorsi. Essa è promossa dagli enti di istruzione e formazione professionale che si riconoscono nella prospettiva della “formazione efficace” centrata a sua volta sui principi del coinvolgimento degli allievi, della personalizzazione, del compito reale, della comunità di apprendimento, del coinvolgimento della società civile. In questo modo, la struttura formativa pone al centro del suo compito il “coltivare talenti” di tutti i cittadini, senza esclusione di nessuno, e propone la cultura generale e professionale come esperienza ed appropriazione personale in vista di un progetto di vita significativo. I percorsi di istruzione e formazione professionale che si intendono sostenere con queste guide si distinguono per quattro caratteristiche peculiari: - il riferimento ad opere espresse dalla realtà sociale, dotate di una tradizione tale da collocarle in modo stabile nel contesto locale oltre che nazionale; - la presenza di un’ispirazione educativa che ne connota l’azione attraverso lo stile della comunità educante, della valorizzazione dei talenti e potenzialità dei destinatari e del coinvolgimento dei soggetti del territorio; - la valorizzazione della cultura del lavoro “vitale” presente nel contesto come situazione di apprendimento entro cui svolgere percorsi di valore educativo, culturale e professionale; - la metodologia attiva tesa a sollecitare il coinvolgimento dei destinatari attraverso compiti reali così da sollecitare l’apprendimento per soluzione dei problemi e per scoperta. La proposta qui contenuta è orientata su due criteri di fondo: il valore culturale del lavoro e il principio della continuità formativa. Il lavoro non è solo operatività, ma costituisce essenzialmente un fenomeno culturale in forza del quale esso risulta dotato di una valenza etica ed educativa. L’elemento centrale di tale cultura è costituito dall’azione ovvero dalla mobilitazione di tutte le risorse in vista di una risposta positiva ad un problema/opportunità ed ai compiti ad esso connessi; in tal modo il lavoro risulta un’esperienza umana privilegiata in grado di sostenere nella persona un comportamento razionale dal carattere pienamente sociale ed inoltre capace di stimolare l’apprendimento. Questa azione è quindi qualcosa di differente dalla semplice attività che indica una mobilitazione solo pratica del soggetto umano: è il modo umano di percepire la realtà, di entrare in relazione con essa, di scoprirne le caratteristiche, di cogliere la propria autonomia, di partecipare da protagonista alla costruzione di forme di vita sociale ricche di valore. Il lavoro rappresenta un processo di azione ricco di significati e di valori, oltre che di relazioni, che si svolge secondo una modalità che consente di cogliere la cultura entro una dimensione vitale. Il lavoratore «assume una rilevanza specifica in quanto modalità di espressione dell’identità personale, poiché in esso vengono coinvolte non unicamente le capacità operativo manuali, bensì la dimensione cognitiva, motivazionale creativa, culturale, etico valoriale» (Bocca 1998, 104). Il principio di continuità formativa indica la possibilità, entro una specifica comunità professionale, di svolgere un percorso verso l’alto che sollecita nella persona che lo compie un cammino di crescita ad un tempo educativa, culturale e professionale. In tal modo, l’allievo in formazione può accedere sia direttamente nel mercato del lavoro dopo un percorso triennale di qualifica IFP, sia proseguire nell’ambito della formazione superiore, sia, infine, transitare tramite moduli formativi appropriati (LARSA) presso i percorsi del sistema di istruzione e dell’università. Esso si lega al criterio della equivalenza formativa, in forza del quale è possibile stabilire una corrispondenza tra due titoli o parti di una formazione in riferimento ai rispettivi programmi, tale da poter sviluppare una comparazione tra i percorsi e gli esiti formativi – anche in vista di passaggi e di processi di certificazione reciproci. Ciò è reso possibile dalla prospettiva europea, in particolare dal Quadro europeo dei titoli e delle certificazioni (EQF), un dispositivo di traduzione che consente di mettere in relazione e posizionare, in una struttura a otto livelli, i diversi titoli (qualifiche, diplomi, certificati, ecc.) rilasciati nei Paesi membri, sulla base degli esiti dell’apprendimento. Inteso nel senso corretto, il principio della continuità formativa richiede che il sistema si doti di una istruzione e formazione professionale iniziale di qualità, che sappia porre le basi del riconoscimento e della valorizzazione dei talenti degli adolescenti e dei giovani, che consenta loro un approccio positivo e costruttivo nei confronti della cultura, che insegni loro come apprendere a partire dalle esperienze, acquisendo quel metodo tramite cui l’adulto può trarre valore culturale dalle esperienze che conduce, a beneficio suo e della società in cui è impegnato. La Linea guida è rivolta innanzitutto ai formatori ed al personale coinvolto nelle azioni formative: essa propone loro un quadro di riferimento unitario cui riferirsi, una metodologia organica e coerente che consente di gestire al meglio le attività formative tenendo conto delle caratteristiche dei destinatari, del contesto e dei vincoli/opportunità della istruzione e formazione professionale. Inoltre, è rivolta al personale delle amministrazioni statali, regionali e provinciali, che hanno la responsabilità della programmazione e dell’accompagnamento del sistema educativo e che possono trarre da essa spunti per la loro attività. È poi rivolta al personale delle istituzioni scolastiche affinché possa avere un riferimento per ciò che concerne i percorsi di istruzione e formazione professionale. Infine riteniamo che quanto elaborato possa costituire un’indicazione preziosa per gli orientatori affinché sappiano cogliere i talenti degli adolescenti e giovani e possano fornire loro una guida utile per il loro percorso di studio e di lavoro.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Gennaio, 2009

Il presente editoriale richiama l’attenzione su tre tematiche. La prima è legata ai 25 anni della Rivista “Rassegna CNOS”. Nei numeri del corrente anno la Federazione CNOS-FAP intende sottolineare l’evento inserendo nella rivista specifici contributi. Le altre parti fanno riferimento a due problemi che anche l’Italia sta vivendo: la grave situazione economica con i relativi riflessi piuttosto negativi anche sulla Formazione Professionale Iniziale (FPI) e le iniziative messe in atto in questo periodo dalle Istituzioni (Ministeri e Regioni) per sostenere la scelta delle famiglie per i propri figli, soprattutto dopo la scuola secondaria di I grado. L’Editoriale si conclude con una panoramica generale e le prime considerazioni sulla riforma del sistema educativo di istruzione e formazione firmate dal Ministro Gelmini.

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Autori: Fulvio Ghergo
Data di pubblicazione: Gennaio, 2009

Nella letteratura in merito al Sistema della Formazione Professionale in Italia si nota la mancanza di un testo che ne raccolga una documentazione organica complessiva del suo sviluppo e della sua evoluzione. Questa carenza può essere annoverata tra le cause che hanno ostacolato l’avvio di un percorso serio di riflessione sull’importanza e sulla necessità dell’interconnessione tra Sistema educativo di Istruzione, Sistema della Formazione Professionale e Mondo del lavoro. Il volume “Storia della Formazione Professionale in Italia 1947-1977”, curato da Fulvio Ghergo, è il primo di due volumi che documentano un pezzo di storia importante ai fini di una più profonda comprensione dell’attuale Sistema italiano della Formazione Professionale, ma che, al tempo stesso, con la loro ricchezza di riferimenti normativi, rappresentano un valido strumento di consultazione e di approfondimento giuridico. È articolato in tre capitoli. Il primo capitolo descrive la nascita di un sistema giovanilistico di addestramento professionale nel secondo dopoguerra, contestualizzato storicamente lungo tutto il decennio degli Anni ’50. Nel secondo capitolo si analizzano gli elementi che hanno portato al consolidamento del sistema di addestramento professionale negli Anni ’60, evidenziando il graduale maggiore coinvolgimento, politico e giuridico, delle Regioni. Infine nel terzo capitolo si entra più profondamente nel merito del trasferimento dell’organizzazione e gestione del sistema di addestramento professionale alle Regioni, sviluppatosi lungo tutto il decennio degli Anni ’70 e si ripercorrono i passi fondamentali di questo processo attraverso l’analisi della prima legislazione organica con la Legge n.845 del 1978 “Legge-Quadro in materia di Formazione Professionale”. Ci sembra che questo primo volume possa assumere un significato importante in un momento come quello attuale, particolarmente delicato per il Sistema educativo di Istruzione, che sta attuando un processo di riforme, stimolato al rinnovo e al cambiamento dalle esigenze della società odierna. È dunque essenziale che la Formazione professionale nelle sue diverse articolazioni – Formazione professionale iniziale, Formazione professionale superiore, Formazione professionale continua, Educazione degli adulti – trovi la giusta considerazione in questo percorso di rinnovamento. La Sede Nazionale si augura che il presente volume possa essere di stimolo e di aiuto a quanti, in Italia, operano a vario titolo nel campo dell’Istruzione e Formazione professionale. La Sede Nazionale CNOS-FAP

Autori: Claudia Donati & Luigi Bellesi
Data di pubblicazione: Gennaio, 2009

La Sede Nazionale del CNOS-FAP, nel corso dell’anno 2009, avvalendosi del CENSIS, ha promosso una ricerca sul ruolo dell’interconnessione delle reti formative per verificarne l’impatto positivo ai fini di una formazione post-secondaria più completa, idonea a considerare aspetti diversi nell’iter formativo, quali: sviluppo delle attitudini professionali; sviluppo delle competenze tecniche e tecnologiche; riconoscimento e potenziamento delle peculiari e autonome identità personali dei soggetti che vi partecipano. Questa ricerca evidenzia in modo particolare l’evoluzione del concetto di Polo formativo nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale, definendolo come luogo privilegiato di incontro tra le diverse e variegate offerte educative dell’istruzione e della formazione professionale tecnico-superiore. Il presente volume, dal titolo “Verso una prospettiva di lungo periodo per il sistema della formazione professionale. Il ruolo della rete formativa. Rapporto finale”, descrive le esperienze regionali di costruzione dei Poli formativi in Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Veneto, esperienze forgiate su un modello creato anche con il contributo della Federazione CNOS-FAP. Il risultato maggiormente significativo che emerge da questa ricerca è l’orientamento verso la predilezione di una maggiore radicalizzazione territoriale dell’offerta di istruzione e formazione professionale. Inoltre, l’individuazione di una terminologia specifica può rappresentare un valido aiuto alle autorità politiche e istituzionali verso l’utilizzo di un linguaggio comune sul quale fondare l’identità statale dell’istruzione e della formazione professionale. La Sede Nazionale si augura che il presente volume, che contiene alcune esperienze significative, possa essere di stimolo e di aiuto a quanti operano, a vario titolo, nel campo dell’istruzione e formazione professionale. La Sede Nazionale CNOS-FAP

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Settembre, 2008

Due sono i temi che Rassegna CNOS intende trattare nel presente editoriale: il rapporto della Federazione CNOS-FAP con il mondo produttivo e uno studio della Formazione professionale in Italia nell’ottica dell’“apprendimento per tutto il corso della vita”.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Maggio, 2008

Varie motivazioni hanno indotto il Comitato Scientifico di Rassegna CNOS a proporre a quanti operano a vario titolo nel sistema educativo di istruzione e formazione uno specifico numero monografico sulla Formazione Professionale Iniziale (FPI), soprattutto in questo contesto, che è caratterizzato dall’inizio di una nuova Legislatura (la XVI) e da un nuovo Governo (Governo Berlusconi IV), confidando di apportare contributi utili per la ricerca di soluzioni a problematiche connesse all’affermazione e potenziamento della FPI nel nostro Paese. Si vuole affermare, innanzitutto, che la FPI in Italia è necessaria perché offre la possibilità di far acquisire, ai giovani che lo desiderano, una qualifica e un diploma professionale connotati da precise caratteristiche quali la spendibilità nazionale e l’inquadramento nei diversi livelli europei; in secondo luogo, si mette in evidenza come la FPI abbia maturato una sua identità e connotazione educativa all’interno degli assetti ordinamentali del secondo ciclo; si ritiene che la FPI costituisca, infine, la base per una formazione che è prerequisito necessario per sviluppare la formazione superiore, continua, ricorrente e permanente per tutta la vita (apprendimento permanente).

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Gennaio, 2008

Il volume, in linea con il progetto educativo da sempre perseguito dalla realtà salesiana, si prefigge lo scopo di fornire mediante una raccolta di progetti, esperienze e riflessioni presenti all’interno o all’esterno della Federazione CNOS-FAP un aiuto pratico e di rapida consultazione per quanti operano in campo educativo, facilitandoli nella ricerca di buone pratiche da poter trasferire all’interno del loro contesto operativo e della propria esperienza lavorativa, proprio come una bussola che possa guidare lungo il “sentiero educativo” meno tortuoso. Il lavoro è il frutto di una ricerca che si è articolata nel tempo in varie fasi. In un primo momento è stata messa in atto dal CNOS-FAP un’attività di studio per l’elaborazione dei criteri di selezione in base ai quali individuare le iniziative candidabili, svolgendo contestualmente una azione di coinvolgimento di testimoni privilegiati e una ricerca con la raccolta di buone pratiche reperite attraverso una indagine bibliografica e visitando canali di ricerca Internet e appositi siti Web. Si è proceduto quindi al termine di questa prima fase all’individuazione di progetti, iniziative e attività che intervenissero nel campo oggetto del volume. Nella seconda fase, svolta dall’ISRE (Istituto Superiore Internazionale Salesiano di Ricerca Educativa) con il coordinamento del Professor Arleo, si è dato luogo alla sistematizzazione dei progetti con il loro progressivo inserimento in aree tematiche. La terza e ultima fase si è concretizzata in una azione svolta dal CNOS-FAP attraverso un intervento mirato a valutare la trasferibilità delle singole esperienze mediante una attenta catalogazione in schede di agile visione. È stato in questo momento dei lavori che si è ritenuto valido inserire i materiali del volume di Teresio Bosco “I cristiani e il lavoro” (ELLEDICI, 2006) che, attraverso un approfondimento storico dedicato alla Dottrina Sociale della Chiesa, ad alcuni Santi e a figure luminose del nostro tempo ci mostra quanto siano legate la santità cristiana e il lavoro impegnate all’unisono per il miglioramento delle condizioni culturali morali e sociali dei popoli. A conclusione dei lavori, è stato predisposto un CD ROM contenente tutti gli strumenti oggetto della prima parte del volume. Coerente alla sua ideazione e nella volontà di presentare nuove metodologie, il lavoro si candida a proporre nelle edizioni future altri progetti e strumenti operativi che possano essere in costante aggiornamento con l’evolversi dei tempi, come un cantiere sempre aperto che in continuo laborioso movimento è incessantemente volto a soddisfare le esigenze di coloro che sono i destinatari ultimi del nostro impegno educativo: I Giovani. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del presente volume. Un ringraziamento particolare va a Teresio Bosco e alla ELLEDICI Edizioni per averci permesso di utilizzare i materiali provenienti dal testo citato. Mario Tonini

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