Salesiani Riviste

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Settembre, 2009

È sempre affascinante ripercorrere le tappe di una esperienza editoriale che ha segnato buona parte della riflessione di una rivista, soprattutto se chi si occupa di formazione professionale in Italia ha potuto seguire il percorso della Rivista Quadrimestrale “Rassegna CNOS”, particolarmente dedicata ai problemi della formazione dei giovani operai e delle Scuole Professionali. Ne vogliamo in questo saggio ripercorrere le tappe di 25 anni di storia. Sfilano infatti davanti ai nostri occhi vicende, esperienze, eventi, lotte e dibattiti politici, incontri di programmazione e di redazione con studiosi e politici, persone impegnate nella riflessione e nella progettazione, i cui nomi si rincorrono con affettuosa frequenza lungo gli indici dei diversi numeri. Sono ben più che semplici nomi. Sono soprattutto volti e persone che nella realtà costituiscono tutt’oggi una robusta e largamente accreditata scuola di pensiero e di prassi oltre che una profonda vicenda esistenziale di vita, che ha accomunato i diversi interessi, prospettive e approcci al medesimo orientamento educativo della formazione professionale in Italia dei giovani “poveri e abbandonati” sullo stile di Don Bosco e con la sua stessa passione e sofferenza educativa. Alcuni di questi, soltanto per indicare alcuni testimoni nella purtroppo intima persuasione di non ricordarli tutti (a cui è necessario giustamente chiedere venia), sono stati presenti sin dai primi numeri e lo sono ancora come De Pieri, Malizia, Nanni, Pellerey, Pieroni, Ransenigo, Rizzini, Tanoni, Zanni, altri che purtroppo ci hanno lasciato e ci hanno “preceduto nella casa del Padre”, come Magni, Milanesi, Viglietti, e altri ancora che si sono aggiunti lungo il cammino e stanno attualmente profondendo energie, progetti e fatiche come Tonini, Colombo, Colasanti, Mion, Nicoli, Salerno, Tacconi e cento altri illustri e generosi studiosi, che hanno fatto parte del Comitato Scientifico e di Redazione. La lista dei collaboratori che nei 25 anni si sono affacciati alla Formazione Professionale con particolari competenze e generosa partecipazione e hanno fatto crescere la Rivista, ne comprende oltre un centinaio. Ad essi va la gratitudine più generosa della Redazione, ma specialmente di tutti i lettori, che ne hanno apprezzato la competenza e la professionalità, espressa soprattutto nei contenuti da essi proposti, e che ora nel nostro excursus cercheremo di organizzare con criteri adeguati che diano conto della loro ricchezza nella vastità dell’impresa.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Maggio, 2009

Le incertezze che permangono ancora oggi sul finanziamento delle attività a favore dei giovani e degli Enti di FP e la complessità dei provvedimenti in atto (riordino del secondo ciclo, atti legati alla legge delega sul federalismo fiscale, accordi tra Governo e singole Regioni) stanno ingenerando stanchezza e disorientamento in chi opera nell’ambito del sistema educativo di istruzione e formazione. Il presente editoriale si sforza di fare il punto su tre problematiche particolarmente strategiche: 1) l’apporto che la storia della FPI può dare alla definizione dell’ordinamento della IFP; 2) il rapporto, sempre dibattuto, tra istruzione, FP e mondo del lavoro; 3) la collocazione della FP all’interno della proposta di riforma dello Stato sociale. L’editoriale conclude con una nota sullo sforzo che la Federazione CNOS-FAP sta compiendo sul versante del rapporto tra proposta di formazione ed esigenze del mondo del lavoro.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Gennaio, 2009

Il presente editoriale richiama l’attenzione su tre tematiche. La prima è legata ai 25 anni della Rivista “Rassegna CNOS”. Nei numeri del corrente anno la Federazione CNOS-FAP intende sottolineare l’evento inserendo nella rivista specifici contributi. Le altre parti fanno riferimento a due problemi che anche l’Italia sta vivendo: la grave situazione economica con i relativi riflessi piuttosto negativi anche sulla Formazione Professionale Iniziale (FPI) e le iniziative messe in atto in questo periodo dalle Istituzioni (Ministeri e Regioni) per sostenere la scelta delle famiglie per i propri figli, soprattutto dopo la scuola secondaria di I grado. L’Editoriale si conclude con una panoramica generale e le prime considerazioni sulla riforma del sistema educativo di istruzione e formazione firmate dal Ministro Gelmini.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Settembre, 2008

Due sono i temi che Rassegna CNOS intende trattare nel presente editoriale: il rapporto della Federazione CNOS-FAP con il mondo produttivo e uno studio della Formazione professionale in Italia nell’ottica dell’“apprendimento per tutto il corso della vita”.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Maggio, 2008

Varie motivazioni hanno indotto il Comitato Scientifico di Rassegna CNOS a proporre a quanti operano a vario titolo nel sistema educativo di istruzione e formazione uno specifico numero monografico sulla Formazione Professionale Iniziale (FPI), soprattutto in questo contesto, che è caratterizzato dall’inizio di una nuova Legislatura (la XVI) e da un nuovo Governo (Governo Berlusconi IV), confidando di apportare contributi utili per la ricerca di soluzioni a problematiche connesse all’affermazione e potenziamento della FPI nel nostro Paese. Si vuole affermare, innanzitutto, che la FPI in Italia è necessaria perché offre la possibilità di far acquisire, ai giovani che lo desiderano, una qualifica e un diploma professionale connotati da precise caratteristiche quali la spendibilità nazionale e l’inquadramento nei diversi livelli europei; in secondo luogo, si mette in evidenza come la FPI abbia maturato una sua identità e connotazione educativa all’interno degli assetti ordinamentali del secondo ciclo; si ritiene che la FPI costituisca, infine, la base per una formazione che è prerequisito necessario per sviluppare la formazione superiore, continua, ricorrente e permanente per tutta la vita (apprendimento permanente).

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Gennaio, 2008

La metafora del “cantiere” applicata alle riforme del sistema educativo di istruzione e formazione ci accompagna ormai da almeno tre legislature. La fine anticipata della XV rimanda alla successiva la soluzione di molti problemi, tra i quali il completamento del riordino del secondo ciclo, che assume una rilevanza strategica per l’intero sistema educativo. Da molti è sentita urgente la necessità di fare il punto della situazione, almeno in riferimento all’obiettivo fondamentale assunto in queste legislature, in base al quale nessun giovane può interrompere il proprio percorso formativo senza aver conseguito, entro il 18° anno di età, un titolo di studio o una qualifica professionale. Questa esigenza è sentita in modo particolare dagli Enti di Formazione professionale che, nell’attuazione della propria “proposta formativa”, erogano attività e servizi di orientamento e formazione soprattutto nel segmento della Formazione Professionale Iniziale (FPI), dove i rapporti con il (sotto)sistema dell’Istruzione Secondaria Superiore costituiscono un’area non solo “nuova” ma potenzialmente aperta a situazioni di rischio per la salvaguardia della propria “identità” istituzionale e perlopiù anche carismatica. Per venire incontro a questa necessità, è sembrato utile illustrare il cammino fin qui compiuto, affinché il prossimo Parlamento possa agire senza connotarsi per quello scontro politico che ha segnato questo decennio, dal momento che l’istruzione e la formazione professionale sono un bene comune dell’Italia da salvaguardare e sviluppare. Si prenderanno in considerazione, innanzitutto, i contributi dei principali rapporti che, in Italia, “fotografano” lo stato di salute del nostro sistema educativo, per poi verificare come il (sotto)sistema di Istruzione e Formazione professionale (IeFP) ha reagito alle principali sfide educative del momento. Dopo aver valutato alcune proposte elaborate dai principali schieramenti politici in vista delle elezioni politiche, verranno presentate le istanze che gli Enti di FP aderenti a FORMA intendono porre all’attenzione del nuovo Governo.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Ottobre, 2007

Nel dibattito che ha preceduto le elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 per il rinnovo dei due rami del Parlamento italiano, molte componenti della coalizione del centro-sinistra chiedevano con forza la discontinuità su tre leggi approvate nella precedente legislatura: le c.d. leggi “Biagi”, “Maroni” e “Moratti”. A distanza di un anno e mezzo, mentre il confronto è molto aspro in tutto il Paese sui cambiamenti che il Governo Prodi vuole introdurre sulle leggi riguardanti il lavoro (L. Biagi) e le pensioni (L. Maroni), minore o nullo è il confronto che riguarda le modifiche, anche profonde, che sta introducendo sul sistema educativo di istruzione e formazione (L. Moratti). Analoga situazione si registra, con riferimento al secondo ciclo, nel campo dell’istruzione e della formazione professionale di competenza delle Regioni. Da un lato, infatti, si assiste all’espansione di iniziative volte a sostenere la formazione continua e permanente, nell’ambito del rafforzamento crescente dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, dall’altro, torna ad essere messa in discussione la formazione professionale iniziale, attiva in Italia da decenni e rinnovata in tempi recenti sia dal punto di vita normativo che progettuale. “Rassegna CNOS”, in questo numero, intende dedicare una particolare attenzione all’apprendimento permanente e all’istruzione obbligatoria, temi che in Italia sono oggetto di provvedimenti che possono delineare nuovi scenari in sintonia anche con recenti orientamenti europei. In questo difficile contesto, alla Federazione Nazionale CNOS-FAP – che opera a favore dei giovani attraverso il servizio pubblico della formazione professionale – risulta di particolare sostegno l’intervento del Presidente dei Vescovi italiani radunati a Roma in occasione del Consiglio permanente del 17-19 settembre 2007, il quale, dopo aver sottolineato il “legame che unisce il cittadino allo Stato” e come questo legame sia “in concreto condizionato dalla capacità effettiva dello Stato stesso di farsi promotore e garante del bene comune”, richiama l’attenzione al ruolo e all’esperienza della formazione professionale: Attenta com’è alla persona umana, nella sua dimensione sociale e trascendente, la Chiesa non può disinteressarsi dell’esperienza fondamentale del lavoro e dunque anche della Formazione professionale. La giusta attenzione alla formazione permanente e alla riqualificazione lavorativa a favore degli adulti non deve far dimenticare – come sembra accadere in varie Regioni – l’attività di formazione al lavoro da destinare ai giovani: se così si facesse, si finirebbe col far aumentare, anche sotto questo aspetto, le differenze tra il Nord e il Sud del Paese, e si disperderebbe un patrimonio educativo che è stato garantito per decenni da vari enti, anche d’ispirazione cristiana. Il sistema della Formazione professionale – rivelatosi fino ad oggi strumento valido per una crescita basilare dei giovani e per il loro inserimento socio-lavorativo, oltre che preziosa opportunità di prevenzione dal disagio sociale e dalla dispersione scolastica – deve trovare oggi, attraverso un adeguato raccordo tra provvedimenti nazionali e regionali, una nuova definizione che gli faccia superare disomogeneità e frantumazione e lo rilanci in tutto il territorio.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Maggio, 2007

Il 9 maggio 2007, il Ministro della Pubblica Istruzione, On. Giuseppe Fioroni, in occasione della manifestazione “L’Europa alla lavagna”, promossa dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ha riportato una significativa espressione di uno dei padri fondatori dell’Europa, Jean Monnet: “Se avessi saputo, avrei iniziato dalla cultura e dall’istruzione piuttosto che dalla parte economica”. L’affermazione è una valida chiave di lettura per comprendere e valutare le attuali strategie europee e italiane in materia di istruzione e di formazione. Sia a livello europeo che italiano, infatti, le varie riforme devono mirare a far sì che ogni istituzione, scolastica e formativa, sia messa in grado di proporre un progetto formativo correlato ad un comune quadro di valori e coerente con quelle competenze chiave che sono state indicate dall’Europa, competenze esplicitate dal nostro ordinamento in relazione al conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale a valenza europea, necessarie ad ogni giovane per l’esercizio della cittadinanza attiva e per l’apporto che può dare anche alla coesione sociale dei Paesi dell’Unione europea. Alla luce di queste finalità generali, nell’attuale fase transitoria del nostro Paese, il Ministero della Pubblica Istruzione sta adottando provvedimenti per riordinare il sistema educativo di istruzione e formazione nel suo complesso e le Regioni sono impegnate a definire, con il Master Plan, le condizioni necessarie per l’esercizio delle funzioni loro attribuite dal nuovo Titolo V della Costituzione. Nel presente editoriale, dopo aver richiamato in maniera sintetica le strategie europee fondamentali, più volte oggetto anche approfondite anche della Rivista, si offriranno alcuni spunti per una analisi e valutazione sui principali provvedimenti relativi al sistema educativo di istruzione e formazione.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Gennaio, 2007

Tra i punti programmatici “prioritari e non negoziabili”, dichiarati dal Presidente del Consiglio Romano Prodi alle Camere per chiederne la fiducia dopo le dimissioni del 21 febbraio scorso, figura al secondo posto “l’impegno forte per cultura, scuola, università, ricerca e innovazione”. Intercettare ogni segnale, orientato a mantenere alto l’impegno educativo in favore delle giovani generazioni, rimane sempre un obiettivo che “Rassegna CNOS” cerca di evidenziare al di là di quanto si può riscontrare effettivamente nella ricaduta operativa. Accanto all’impegno assunto a livello nazionale, pregiudiziale e necessario, il presente editoriale intende focalizzare il proprio apporto di analisi e valutazione sulle principali sfide che anche le Regioni devono affrontare nella attuale congiuntura politica per assicurare al Paese risultati di qualità del sistema dell’istruzione e della formazione professionale di loro competenza, valorizzando soprattutto il processo di relazioni interistituzionali compiuto in questi anni, nell’intento di utilizzare tutte le possibilità date dalla Legge Finanziaria 2007 e gli orientamenti europei per realizzare gli obiettivi strategici di Lisbona.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Settembre, 2006

La scelta dei contenuti del presente editoriale mira ad accompagnare coloro che sono interessati a riflettere su alcuni aspetti fondamentali del sistema educativo di istruzione e formazione che, attualmente, sono oggetto di nuove proposte di riforma. Innanzitutto si esplicitano alcune motivazioni che giustificano l’attualità del tema monografico sviluppato in questo numero della Rivista “Rassegna CNOS”, proponendo contributi di carattere storico, di attualità e di prospettiva per affermarne l’urgenza di una sua realizzazione anche in Italia. In secondo luogo vengono richiamati, in forma sintetica, i punti di forza e di debolezza del sistema educativo di istruzione e di formazione che risultano maggiormente affrontati durante i numerosi dibattiti che si sono svolti durante l’ultimo decennio, per chiederci se l’accelerazione sull’innalzamento dell’obbligo di istruzione, voluta dall’attuale maggioranza parlamentare, sia la vera o la prima urgenza per l’innovazione del nostro sistema educativo. Seguono, infine, alcune prime e provvisorie considerazioni sui contenuti degli articoli relativi a tale materia, approvati dal Consiglio dei Ministri attraverso lo strumento della Finanziaria 2007.

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