Salesiani Riviste

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Gennaio, 2013

Le elezioni politiche italiane per il rinnovo dei due rami del Parlamento - la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica - si sono svolte domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013 a seguito dello scioglimento anticipato delle Camere avvenuto il 22 dicembre 2012, quattro mesi prima della conclusione naturale della XVI legislatura. Contestualmente alle elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento, i cittadini di Lombardia, Molise e Lazio sono stati chiamati al voto anche per il rinnovo anticipato dei Consigli regionali e l’elezione diretta del Presidente della Regione.
Appare utile proporre in questo editoriale, scritto a ridosso di una legislatura conclusa e di una appena avviata, alcune considerazioni su quanto è stato fatto in quella conclusa circa il Sistema educativo di Istruzione e Formazione e, anche alla luce dei principali indirizzi contenuti nei programmi elettorali, avanzare alle forze politiche e di governo quelle proposte che appaiono prioritarie a coloro che operano in questo ambito.
Trattandosi, poi, del primo numero della Rivista dell’anno 2013, si presentano gli aspetti essenziali del Piano editoriale elaborato dal Comitato Scientifico.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Settembre, 2012

Nel presente Editoriale saranno presi in considerazione solo alcuni tra gli aspetti richiamati, rimandando il lettore agli approfondimenti contenuti negli articoli della Rivista.
A livello europeo verrà offerto al lettore il complesso e stimolante tema dell'educazione alla cittadinanza in Europa, dal momento che anche la cCommissione europea ha proposto l'Anno 2013 come l'Anno europeo dei cittadini per sottolineare i 20 anni dell'istituzione della cittadinanza dell'unione (1 novembre 1993) e la rete Eurydice ha pubblicato il secondo Rapporto su questo tema (2012).
A livello italiano l'Editoriale si concentrerà, in particolare, su l' "Intesa per l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche" del 28 giugno 2012 e su le Linee guida in attuazione dell'art. 52 della L. 35/12 approvate dalla Conferenza delle Regioni il 26 settembre 2012.
A completamento del quadro generale l'Editoriale si soffermerà anche sui principali contenuti offerti dal Rapporto annuale ISFOl 2012 presentato nella Sala dellaRegina della Camera dei Deputati il 28 giugno 2012 e le proposte legislative contenute nella Legge 28 giugno 2012, n. 92 (la c.d. Legge Fornero) in materia di apprendimento permanente (art. 4, commi 51 e seguenti).
Uno studio curato dal dott. Giacomo Zagardo e pubblicato dalla Sede Nazionale CNOS-FAP "I cambiamenti nella IeFP" (luglio 2012), una rilevazione effettuata dal prof. Dario Nicoli e pubblicata da CONFAP , "Monitoraggio della Istruzione e Formazione professionale" (ottobre 2012), i primi risultati che emergono dall'osservatorio sulle politiche della IeFP nelle Regioni italiane, promosso dal CNOS-FAP e realizzato attraverso l'Università di Verona, permettono di offrire alcune considerazioni sulla situazione della filiera formativa nelle Regioni relativa all'anno 2012.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Maggio, 2012

Con il presente volume vogliamo richiamare l’attenzione del lettore su due questioni che oggi sono oggetto di dibattito e che hanno riflessi importanti sulla via italiana del sistema educativo di Istruzione e Formazione e sul (sotto)sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) in particolare: 1. le Linee Guida previste dall’art. 52 della Legge 35/2012 che dovranno definire una filiera professionalizzante che tenga conto del più ampio quadro della Strategia “Europa 2020”; 2. il Disegno di legge recante disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, approvato dal CdM il 23 marzo 2012. L’editoriale prosegue, come terzo punto, con alcune considerazioni sui principali orientamenti che emergono da recenti ricerche pubblicate dal Ministero del Lavoro. Ci soffermeremo, in particolare, sui seguenti testi: – i Percorsi di Istruzione e Formazione Professionale a. f. 2009-10 e 2010-11. Rapporto di monitoraggio delle azioni formative realizzate nell’ambito del diritto-dovere all’istruzione e formazione (Gennaio 2012); – il Monitoraggio sull’apprendistato. XII Rapporto. Annualità 2009 e 2010 (Dicembre 2011); – il XII Rapporto sulla Formazione continua. Annualità 2010-2011 (Gennaio 2012).

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Gennaio, 2012

Una descrizione autorevole della difficile situazione che l’Italia sta attraversando in questo periodo è contenuta nel Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica (31 dicembre 2011): “Non mi nascondo, certo, che nell’animo di molti, la fiducia che ho sentito riaffiorare e crescere nel ricordo della nostra storia rischia di essere oscurata, in questo momento, da interrogativi angosciosi e da dubbi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo. La radice di questi stati d’animo, anche aspramente polemici, è naturalmente nella crisi finanziaria ed economica in cui l’Italia si dibatte. Ora, è un fatto che l’emergenza resta grave: è faticoso riguadagnare credibilità, dopo aver perduto pesantemente terreno; i nostri Buoni del Tesoro, nonostante i segnali incoraggianti degli ultimi giorni, restano sotto attacco nei mercati finanziari; il debito pubblico che abbiamo accumulato nei decenni pesa come un macigno e ci costa tassi di interesse pericolosamente alti. Lo sforzo di risanamento del bilancio, culminato nell’ultimo, così impegnativo decreto approvato giorni fa dal Parlamento, deve perciò essere portato avanti con rigore. Nessuna illusione possiamo farci a questo riguardo. Ma siamo convinti che i frutti non mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se l’economia riprenderà a crescere: il che dipende da adeguate scelte politiche e imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a laboriosità e dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e nazionale”. Una situazione difficilissima, dunque, oggi affidata al Governo Monti, il 62° della Repubblica italiana e il secondo della XVI legislatura, che si è insediato il 16 novembre 2011 dopo quello presieduto da Berlusconi, in carica dall’8 maggio 2008. Il Presidente del Consiglio, durante il primo discorso al Senato, ha definito il suo un “governo di impegno nazionale”. Il nuovo esecutivo, infatti, è nato dalla convergenza tra le principali forze politiche sulla necessità di affidare a un nuovo governo formato da tecnici e non da politici il compito di definire e attuare un programma di emergenza nello spirito di coesione nazionale auspicato dal Presidente Napolitano, per far uscire l’Italia dalla gravissima crisi finanziaria che l’aveva colpita. L’amplissima fiducia accordata indica come il quadro politico sia diventato molto diverso da quello precedente, che si reggeva su una maggioranza parlamentare divenuta, nel tempo, sempre più divisa. Il Governo in carica, in un documento diffuso a metà febbraio 2012 dal titolo “Governo Monti: attività dei primi 100 giorni”, riassume le principali iniziative assunte in questo breve arco di tempo; un elenco di provvedimenti connotati da titoli molto impegnativi quali “Salva Italia”, “Cresci Italia”, “Semplifica Italia”, ecc., che descrivono le misure adottate per uscire dalla gravissima crisi. Se le tematiche economiche hanno occupato il maggiore spazio nelle dichiarazioni programmatiche rese dal Presidente Monti, non è sfuggito l’accento che egli ha posto sulla priorità da accordare al problema dei giovani, la cui soluzione, ha affermato, costituisce la finalità di tutta l’azione di governo: “Ciò che restringe le opportunità per i giovani è negativo per il Paese”. Non sono mancati neanche passaggi precisi sull’istruzione e l’università: “L’Italia, ha affermato, deve investire sui suoi talenti, esserne orgogliosa e non trasformarsi in un’entità di cui i suoi talenti non sempre siano orgogliosi”. “Per questo la mobilità è la nostra migliore alleata, mobilità sociale ma anche geografica, non solo all’interno del nostro Paese ma anche e soprattutto nel più ampio orizzonte del mercato del lavoro europeo e globale”. Passando dagli enunciati generali alle linee di azione, ha affermato: “Un ritorno credibile a più alti tassi di crescita deve basarsi su misure volte a innalzare il capitale umano e fisico e la produttività dei fattori. La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale: sarà necessario mirare all’accrescimento dei livelli d’istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i più giovani”. Per dare attuazione a queste linee operative indica alcune scelte precise: “Interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo, identificando i fabbisogni, anche mediante i test elaborati dall’Invalsi, e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti. Nell’università, varati i decreti attuativi della legge di riforma approvata lo scorso anno, è ora necessario dare rapida e rigorosa attuazione ai meccanismi d’incentivazione basati sulla valutazione, previsti dalla riforma”. Il Presidente del Consiglio propone, dunque, una maggiore istruzione delle persone, proponendo interventi sui fabbisogni formativi e sui percorsi professionali dei docenti. Per l’università invece, la ricetta sembra passare per un’incentivazione delle università meritevoli. A guidare i dicasteri che interessano l’istruzione, la formazione e il lavoro sono stati scelti Francesco Profumo (MIUR) e Elsa Fornero (MLPS). Tenendo conto di questo particolare contesto, Rassegna CNOS, nel presente editoriale, illustrerà, innanzitutto, la strategia messa in campo dal MIUR, abbozzandone anche una prima valutazione. Successivamente passerà a richiamare i punti ormai acquisiti dell’ordinamento del (sotto)sistema di IeFP e le nuove azioni programmate dal Governo per il breve periodo.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Settembre, 2011

Nel contesto della crisi finanziaria generale e italiana in particolare, la cui risonanza sui quotidiani, in questo periodo, è pressoché costante e che, pur in modalità diverse, colpisce tutto il sistema educativo di Istruzione e Formazione, vanno segnalati provvedimenti recenti di rilievo che mutano o precisano pezzi dell’impianto scolastico e formativo. Richiamiamo il dibattito e le polemiche legati alla diffusione dei dati OCSE, alla formazione iniziale degli insegnanti, all’adozione del Testo Unico sull’Apprendistato, agli Accordi Stato-Regioni, solo per citare i più dibattuti. Come di consuetudine, nel presente Editoriale, offriamo alcune considerazioni essenziali su tematiche di respiro europeo prima, nazionale e regionale poi, riguardanti in modo particolare quanti operano nel (sotto)sistema di Istruzione e Formazione Professionale.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Maggio, 2011

Sono numerosi i provvedimenti o gli eventi che si sono susseguiti in questo periodo e che hanno interessato il mondo della scuola, dell’università o della Formazione Professionale. Nel presente editoriale, la Rivista si sofferma su tre aspetti, in particolare. Innanzitutto, sul grave fenomeno della “dispersione scolastica e formativa”, osservata, in questo caso, dall’Europa che è impegnata ad elaborare strategie per recuperare quei “sei milioni di giovani” che abbandonano, pur in percentuali diverse, la scuola e la formazione professionale nei suoi Paesi membri. In secondo luogo sulle principali novità riguardanti la Formazione Professionale nel suo complesso per offrire, in una visione di sintesi, punti fermi e aspetti da colmare. In terzo luogo, sull’attenzione all’emergenza educativa, con la proposta di una breve scheda che sintetizza il recente documento della Chiesa italiana, gli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020, tema che, per l’assoluta importanza che esso assume oggi per il presente e il futuro della vita di ogni persona e dell’intera società, interessa tutti e non solo i credenti.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Gennaio, 2011

Due eventi si intrecciano nell’anno scolastico e formativo italiano 2010/2011. L’anno coincide, innanzitutto, con il periodo delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, formalmente proclamata nel 1861. In un arco di tempo quasi coincidente la Congregazione salesiana celebra i suoi 150 anni di presenza in Italia e nel mondo (1859-2009). Il Comitato Scientifico della Rivista Rassegna CNOS non poteva trascurare questa coincidenza. “Una celebrazione dell’Unità d’Italia consiste nel cogliere un’occasione preziosa per riconoscere il senso dell’italianità, per riscoprire una nostra identità di fondo, per rintracciare i valori di una grande tradizione e cultura che ci caratterizza, senza trionfalismi né complessi di inferiorità” (Evandro Agazzi). “La Congregazione Salesiana, nata a Torino nel 1859, ha avuto una vicenda per molti versi parallela alla nascita e alla storia dell’Italia unita. Fino a tempi piuttosto recenti, si è presentata come un ‘corpus’ di educatori che parlava la stessa ‘lingua’ in contesti linguistici, sociali e geografici distanti, se non opposti, l’uno dall’altro: a tal punto da essere molte volte accusata di collaborare ‘politicamente’ alla diffusione (se non alla difesa) della ‘italianità nel mondo, sia per le sue scuole ‘italiane’ sia per l’assistenza religiosa e pastorale agli emigranti di origine italiana“ (Carlo Nanni). Rassegna CNOS, in questo spirito di celebrazioni, offrirà, nel corrente anno, alcuni contributi intorno al rapporto che si è sviluppato tra le due direttrici, la “storia italiana” e la “presenza salesiana in Italia”. Nel presente numero richiama l’attenzione su tre aspetti della problematica, brevemente accennati in questo editoriale. Innanzitutto l’apporto educativo dei Salesiani a “fare gli italiani”. Se l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, come recita il primo articolo della Costituzione Italiana, sono centinaia di migliaia gli italiani che in questi 150 anni, nelle numerosissime case salesiane di tutta Italia, hanno “imparato un lavoro”, senza ovviamente contare le altre centinaia di migliaia di giovani che hanno “imparato a lavorare” mettendo le basi culturali per acquisire una più alta professionalità. In secondo luogo Rassegna CNOS offre una lettura assai variegata del sistema educativo di Istruzione e Formazione filtrata dai Rapporti Censis, Rapporto sulla scuola cattolica, Sistema Informativo Excelsior, Dossier statistico sulla immigrazione della Caritas. Non è stato preso in considerazione il Rapporto ISFOL perché, purtroppo, non è stato ancora pubblicato. Si richiama, infine, l’attenzione su due questioni che sono le più attinenti al mondo della Formazione professionale: la costruzione del (sotto)sistema di IeFP e il processo di riforma del federalismo fiscale. È noto come dal corrente anno formativo le Regioni avviano il (sotto)sistema di Istruzione e Formazione Professionale, realizzato primariamente dalle strutture formative accreditate (i CFP) e, in via sussidiaria, dagli Istituti Professionali di Stato. Contemporaneamente va perfezionandosi, gradualmente, anche la riforma del federalismo fiscale, una riforma che andrà ad incidere profondamente sul reperimento delle risorse finanziarie a supporto del (sotto)sistema. Si tratta di due sfide che, se vinte, avvieranno un sistema educativo di istruzione e formazione a dimensione più europea dal punto di vista dell’ordinamento e connotato dal pluralismo dal punto vista istituzionale. Ancora una annotazione. Nel corrente anno l’Allegato, ormai prassi della Rivista, sarà scaricabile dal sito www.cnos-fap.it. La scelta del corrente anno verterà su strumenti di lavoro, il primo dei quali è l’Educazione alla Costituzione. Si tratta di un sussidio, scritto come strumento già utilizzabile e sperimentabile dal formatore, che cerca di proporre tracce di una educazione alla democrazia utilizzando la Costituzione come strumento di formazione.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Settembre, 2010

Nel precedente editoriale (Rassegna CNOS n. 2) si suggerivano alcune stra- tegie per stabilizzare progressivamente il (sotto)sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Per dare vita ad un servizio formativo “stabile” e “plurali- stico” dal punto di vista istituzionale, era scritto, venivano segnalate come neces- sarie, organiche azioni di accompagnamento per l’attuazione della riforma, stabi- lizzazione e adeguamento progressivo delle risorse finanziarie alla domanda delle famiglie, esercizio reale della competenza esclusiva affidata dalla Costituzione alla Regione. In questo editoriale, con un approccio ormai familiare al lettore, saranno presi in considerazione solo alcuni aspetti di livello europeo, nazionale e regionale, tra i più recenti, ritenuti particolarmente significativi per il sistema educativo di Istru- zione e Formazione italiano e quello di IeFP in particolare. Tra l’altro, si tratterà della situazione italiana confrontata con i dati del recente Rapporto OCSE 2010, dello stato di sussidiarietà orizzontale riferita alle istituzioni scolastiche paritarie e a quelle formative accreditate, della 46° Settimana Sociale dei Cattolici italiani, della situazione della IeFP nelle Regioni.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Maggio, 2010

È ormai certo che con il prossimo settembre potranno essere avviati i percorsi dell’intero secondo ciclo sulla base del nuovo ordinamento. Giunge così a termine un processo che, soprattutto in quest’ultimo quindicennio, ha registrato vari tenta- tivi di riforma, accompagnati da intensi dibattiti talora aspri e conflittuali. Sono com- prensibili gli atteggiamenti di soddisfazione di coloro che hanno concorso a rag- giungere questo obiettivo. La riforma della Scuola Secondaria Superiore era attesa da circa 60 anni (il progetto Gonella è del 1951) e il concorso della Formazione pro- fessionale di competenza delle Regioni all’assolvimento dell’obbligo di Istruzione e del diritto-dovere all’Istruzione e alla Formazione è stato disciplinato solo nel 2008. Dopo questa tappa di carattere attuativo e salvo ulteriori sussulti legati a prov- vedimenti complessi di natura ordinamentale ancora da adottare – quali la norma che disciplina la formazione degli insegnanti, l’applicazione progressiva della valutazio- ne a livello nazionale, la definizione dei rapporti tra lo Stato e le Regioni, ecc. –, la politica scolastica e formativa potrebbe entrare in una fase di maggiore tranquillità, se non addirittura di pacificazione generale. Ci sono buone ragioni, tuttavia, a giu- dizio di vari esperti, per ritenere che il dibattito debba restare ancora aperto non per- ché il riordino che si avvia nel corrente anno sia ritenuto sbagliato o del tutto ina- deguato ma perché l’attuale proposta, centrata soprattutto sull’ordinamento, per essere efficace, deve essere completata da misure di altra natura. Esemplificando, gli esperti fanno riferimento a varie questioni che devono trovare soluzioni coeren- ti insieme all’ordinamento: l’educazione formale, non formale e informale, il “ruo- lo” dei docenti e dei formatori, le nuove problematiche giovanili (la “disaffezione” all’apprendimento, il disagio, l’handicap, gli immigrati, ecc.) che le scuole e i Cen- tri di Formazione professionale devono affrontare, il rapporto tra identità (naziona- le e occidentale) e rispetto della diversità, le disomogeneità regionali dell’offerta del (sotto)sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale, i costi del sistema educa- tivo di Istruzione e Formazione italiano. Anche l’assenza di significativi riferimenti alla problematica della costruzione del (sotto)sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale nei programmi elettorali dei candidati alle Regioni del corrente anno è una ulteriore conferma della necessità di continuare nella riflessione per adottare, progressivamente, norme più puntuali al fine di rendere più qualificata tutta l’offerta formativa.

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Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Gennaio, 2010

Il decennio 2000-2010 e l’anno 2010 in particolare sono percepiti da molti come “date simbolo” a vari livelli e per più aspetti. Solo esemplificando, per l’Europa il 2010 è l’anno del bilancio della c.d. strategia di Lisbona. Per l’Italia è l’anno dell’avvio del riordino del secondo ciclo del sistema educativo di Istruzione e Formazione. Per la maggioranza delle Regioni è l’anno delle elezioni. Il decennio e il 2010 in particolare sono divenuti, pertanto, un momento simbolo per compiere bilanci ed elaborare nuove strategie. Nel presente editoriale richiameremo alcuni eventi che appaiono partico- larmente significativi per il sistema educativo di Istruzione e Formazione ita- liano e che hanno nel 2010, in maniera più o meno esplicita, un riferimento.

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