Salesiani Libri

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2014

Al centro della Linea guida emerge come questione di fondo il modo in cui considerare gli aspetti “sensibili” della personalità con quelli estrinseci relativi al lavoro desiderato/possibile. Il criterio centrale che guida il CNOS-FAP nel campo dei Servizi al lavoro è il realismo, che significa innanzitutto riferirsi alle effettive opportunità di lavoro offerte dal sistema delle imprese (fatta salva a possibilità di aprire attività di lavoro autonome corrispondenti alle proprie prerogative personali, purché vi siano entrate sufficienti ad una vita dignitosa e non si dipenda eternamente da mamma e papà e dal loro patrimonio).
Nell’ambito delle opportunità esistenti (o per le quali la persona sia candidabile), è decisivo il lavoro dell’orientatore: ciò significa escludere una concezione meccanicistica del matching tra domanda ed offerta, per una soluzione relazionale che consideri i fattori espressivi del candidato in stretto raccordo con la cultura dell’impresa. Il lavoro, quindi, è un’istituzione che presenta una sua propria consistenza (profilo, attese, compiti, norme, ecc.) per così dire “oggettiva”, ma nel contempo è un’esperienza sociale decisiva per la persona, che le consente – per dirla con Amartya Sen - di cavarsela da sé e di segnare la realtà immettendovi qualcosa di personale e riconoscibile dagli altri, una parte della propria anima. Questo modo di procedere, realistico e relazionale, consente al lavoratore (se il lavoro è buono) di superare l’alienazione (anche quella dei nuovi schiavi che lavorano solo per ottenere le risorse per calcare la scena della commedia dell’apparire) e di prendere piena dimora in un ruolo sociale significativo perché utile agli altri.

Autori: L. Dordit
Data di pubblicazione: Dicembre, 2014

Il rapporto intende presentare e commentare in forma sintetica i principali dati riguardanti la ricerca OCSE-PISA 2012 nel settore della Formazione Professionale. Trattandosi della prima analisi ad ampio raggio su dati PISA, si è ritenuto conveniente, ai fini di una prima ricostruzione generale di scenario, mantenere un certo equilibrio tra i livelli di approfondimento sulle tre literacy. Per tale ragione, sebbene l’indagine nel 2012 fosse focalizzata sulla matematica e fornisse un ampio livello di dettaglio, si è privilegiata la scelta di garantire un equilibrio analitico tra i tre ambiti di competenza (matematica, di lettura, di scienze), accompagnati da specifici approfondimenti nelle diverse scale di matematica (Formulare, Interpretare, Utilizzare).

Autori: C. Donati, L. Bellesi
Data di pubblicazione: Dicembre, 2014

I dati di monitoraggio diffusi dal MIUR in merito agli esiti occupazionali dei primi diplomati nei percorsi ITS evidenziano una buona, anche se non eccezionale, performance degli ITS nel loro primo biennio di attivazione.
Al 31 ottobre 2013, su 825 studenti che hanno conseguito il diploma, 491, pari al 59,5%, risultano occupati.
Si tratta comunque di dati parziali, non disaggregati territorialmente, e che denotano una significativa variabilità a seconda dell’area tecnologica ed anche della consistenza numerica di ciascuna area.
I migliori risultati sembrerebbero essere quelli dei corsi per la mobilità sostenibile (79,7% di occupati su un totale di 222 diplomati) e per la meccanica (65,2% su un totale di 198 diplomati) .
Le ultime informazioni diffuse in merito dal MIUR, e relative ad un campione di 68 corsi conclusi, comprendenti anche quelli monitorati in precedenza, descrivono una migliore performance occupazionale, con il 64,7% di diplomati, su un totale di 1.214 che ha trovato lavoro.
Al primo posto si colloca sempre l’area tecnologica relativa alla mobilità sostenibile, con l’82,1% di occupati su 209 diplomati. Tale valore (come quello delle altre aree tecnologiche) può essere la risultante sia di una migliore performance dei nuovi corsi conclusi sia un aggiornamento (positivo) dei dati relativi ai corsi già monitorati in precedenza .
L’area della mobilità sostenibile è anche quella che “produce” la quota maggiore di diplomati nell’ambito dei corsi censiti (22,9% del totale). La seconda area con un volume di diplomati consistente (251) è quella della meccanica, che è stata in grado di raggiungere il 64,9% di esito occupazionale positivo.
Performance meno brillanti caratterizzano i corsi del “sistema agroalimentare” (43 occupati su 125, pari al 39,5%) e del sistema casa (i cui dati sono però fermi all’unico corso già monitorato ad ottobre 2013).
Ma i dati percentuali sugli esiti non permettono di effettuare una valutazione sulla concreta efficacia di questa nuova proposta formativa. Numerose sono le domande per le quali non vi è ancora risposta.
È apparso dunque interessante approfondire, in primo luogo con le Fondazioni ITS che vedono la partecipazione del CNOS-FAP e con le altre Fondazioni già coinvolte nella precedente indagine , gli aspetti più qualitativi dei destini occupazionali dei diplomati.
L’obiettivo è stato quello di acquisire elementi conoscitivi utili per potenziare il ruolo del CNOS-FAP nell’ambito della formazione superiore, in generale, e dei percorsi ITS cui partecipa in particolare, facendo leva sul ruolo effettivo e potenziale che l’Ente di Formazione Professionale può svolgere nel raccordo con il sistema imprenditoriale.
In sostanza, si è voluta realizzare un’indagine essenzialmente qualitativa, non avendo l’obiettivo di fornire un quadro esaustivo e statisticamente rappresentativo dello stato dell’arte, compito ben svolto dal sistema di monitoraggio MIUR-Indire, bensì quello di trarre elementi conoscitivi utili a rafforzare e supportare le attività di incontro domanda ed offerta, migliorare l’offerta formativa, verifica l’efficacia delle azioni di placement.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2014

A differenza delle linee guida sin qui elaborate, centrate su precisi settori e figure professionali, quella che stiamo affrontando si distingue decisamente a causa del carattere polisemico, quindi più ampio e nel contempo più profondo, del termine “energia”. Sotto certi aspetti, la sfida che ci propone è un segnale indicativo del movimento culturale in cui siamo immersi. Mentre le varie figure professionali sino ad ora affrontate sono state aggregate in base alle classificazioni dei settori economici ed al tipo di tecnologie utilizzate generando a loro volta discipline ben distinte, la visione del mondo del lavoro e delle professioni che si apre a partire dalla prospettiva dell’energia introduce una diversa articolazione. Ciò deriva da un paradosso, in base al quale se pure non vi è un preciso settore professionale che potremmo definire “energetico”, si può affermare che nessuno ne risulta estraneo. Come altri termini chiave dal progresso culturale e scientifico (si pensi – per fare due esempi – all’“ecologia” oppure a quello di “mente” per le neuroscienze), l’energia ed il suo corrispettivo etico cui è strettamente intrecciata, la “sostenibilità”, presentano una valenza ampia ed inclusiva, staremmo quasi per dire olistica, essendo espressioni che abbracciano molti ambiti settoriali e disciplinari tradizionali, senza potere essere rinchiusi in confini ben chiari e distinti.

Autori: P. Ottolini, M. R. Zanchin
Data di pubblicazione: Dicembre, 2014

Nel corso dell’ultimo decennio i sistemi di istruzione e anche il mondo della Formazione Professionale sono stati investiti da un processo di cambiamento che ha portato ad una progressiva destrutturazione dei curricoli e dei percorsi di qualifica tradizionali, a favore di un approccio per competenze. Si tratta di un’impostazione che se da un lato consente di recuperare la tradizione di formazione al e sul lavoro tipica dell’apprendistato, dall’altro esige un cambiamento di paradigma dei modelli di VET (Vocational Education Training) nella direzione oggi auspicata soprattutto a partire dal Quadro europeo dei titoli e delle qualificazioni (EQF). Tale riflessione ha spostato l’attenzione sugli esiti dei processi di apprendimento (learning outcomes) piuttosto che sui loro input (programmi di studio, contenuti, dimensione temporale dei percorsi, etc.).
A questo quadro di riferimento inoltre si ricollegano da un lato le rilevazioni internazionali condotte dall’OCSE e dall’IEA, dall’altro lato l’istituzione del nuovo sistema nazionale di valutazione. Il nuovo sistema si basa soprattutto sull’utilizzo di prove strutturate e standardizzate che richiedono una adeguata cultura docimologica in grado di superare l’orizzonte tradizionale della valutazione tipica del modello scolastico.
Nel mondo della formazione tuttavia tale cultura non è ancora sedimentata, soprattutto a riguardo dei criteri di costruzione delle prove standardizzate, delle loro potenzialità e limiti, della lettura, interpretazione e utilizzo degli esiti, sia a livello di sistema, sia didattico. Ma è proprio l’approccio per competenze a esigere nuovi strumenti di misurazione e di certificazione, tra cui quelli ispirati alla “valutazione autentica”.
Muovendo dal riconoscimento di tale esigenza, torna oggi molto utile mettere a disposizione dei formatori e dei CFP CNO-FAP un repertorio di prove strutturate secondo la nuova concezione europea che possa coprire le aree principali dei “risultati di apprendimento” previsti dai nuovi percorsi di qualifica e di diploma.
A tal fine, presentiamo il Report Finale di un progetto realizzato con la collaborazione dell’ISRE (Istituto Internazionale Salesiano di Ricerca Educativa), conclusosi a febbraio 2014, che ha permesso l’elaborazione di modelli e strumenti a supporto della didattica per competenze. Il Report si compone di tre parti:
1. “Presentazione format” – in cui viene presentato il quadro legislativo di contestualizzazione nazionale ed europea e la proposta di un corredo di strumenti e di modelli da utilizzare nella propria pratica didattica.
2. “Repertorio di base” – con la presentazione di 20 prototipi di prove di competenza realizzate e sperimentate in diverse realtà di IeFP, suddivise in prodotti esemplari, prove di accertamento di fine biennio e prove professionali capolavoro di fine triennio/quarto anno.
3. “Validazione prove” – documento che presenta i risultati di focus group realizzati con docenti e studenti della IeFP per convalidare la fattibilità e l’efficacia dell’utilizzo dei format proposti e di alcuni dei prototipi presentati.

Autori: Dario Nicoli, Giulia Carfagnini
Data di pubblicazione: Ottobre, 2014

A distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore dell’art. 3 del TUA e dalla sottoscrizione dell’Accordo per la regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, pressoché tutte le Regioni, ad eccezione della Valle d’Aosta e del Lazio, hanno disciplinato questa tipologia di apprendistato.
Soltanto tre Regioni (Umbria, Campania, Puglia) prevedono il rinvio ad una successiva regolamentazione per la definizione delle specifiche di attuazione ed articolazione della formazione, mentre tutte le altre Amministrazioni hanno regolamentato nel dettaglio la tipologia di apprendistato di cui all’art. 3 del D.Lgs. 167/2011.
Nel dettare la regolamentazione dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, le Regioni definiscono l’articolazione della formazione (interna o esterna all’azienda, strutturata o non strutturata) e la sua durata massima, la disciplina dei profili formativi, i servizi e gli strumenti da mettere a disposizione dei beneficiari e dei destinatari, ed il sistema di monitoraggio delle attività.

Autori: Giacomo Zagardo, Giulio Maria Salerno
Data di pubblicazione: Luglio, 2014

La fotografia che il dott. Giacomo Zagardo, ricercatore Isfol impegnato da anni nella definizione del quadro della IeFP nelle Regioni, traccia in questo quaderno della IeFP nelle Regioni è diventata ormai un appuntamento irrinunciabile. L'autore tratteggia pregi e criticità di un (sotto)sistema del secondo ciclo che, se da una parte raccoglie risultati positivi, dall'altra fatica ancora ad assumere dimensione "nazionale" e "stabile".

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Giugno, 2014

Da alcuni anni la Sede Nazionale ha messo in campo un'iniziativa denominata "Concorso Nazionale dei Capolavori dei settori professionali", un'iniziativa che coinvolge l'allievo, il CFP e la Federazione nella didattica per competenze.
Il presente volume ha l'obiettivo di documentare un'esperienza che è già alla sua quinta edizione (almeno per la maggioranza dei settori).

Autori: V. ORLANDO
Data di pubblicazione: Aprile, 2014

L’esigenza irrinunciabile della collaborazione solidale tra le famiglie e i Centri di Formazione Professionale (CFP) per l’educazione degli allievi ha fatto nascere il bisogno di conoscere più da vicino gli allievi dei CFP. L’efficacia dell’azione educativa, infatti, soprattutto oggi, ha bisogno sia di collaborazioni educative, sia di ascolto attento degli adolescenti e giovani per comprendere i bisogni della loro crescita.

I Salesiani, consapevoli delle difficoltà che incontrano oggi nella realizzazione della loro missione educativa, hanno fatto la scelta di riflettere per trovare modi efficaci di collaborazione con le famiglie. Pertanto hanno programmato un Convegno per i coordinatori dei vari livelli di Scuola e dei CFP con l’obiettivo di tracciare una strada efficace di dialogo con le famiglie per l’educazione dei figli. Occorre perciò cercare di capire quali strade stanno percorrendo gli allievi per farsi loro compagni di viaggio.

Autori: C. Donati, L. Bellesi
Data di pubblicazione: Dicembre, 2013

Al 31 ottobre 2013, i primi dati di monitoraggio diffusi da Indire e MIUR sottolineano come siano attivi 64 ITS, con un totale di 247 percorsi attivati che coinvolgono più di 5.000 corsisti.
Come evidenziato nella tabella 4, il numero di coloro che hanno concluso i percorsi ITS conseguendo il diploma è pari a 825 studenti, concentrati soprattutto nelle proposte formative afferenti alle aree tecnologiche della mobilità sostenibile e delle nuove tecnologie per il made in Italy –sistema meccanica. Di questi, 491, corrispondenti al 59,5% del totale, hanno già trovato un’occupazione. Si tratta di un risultato confortante, anche se una valutazione più precisa potrà essere effettuata solo quando saranno disponibili i dati relativi a tutti i percorsi attivati nel primo anno di avvio degli ITS. Inoltre, occorrerà verificare la tenuta nel lungo periodo di tale offerta, non potendo escludere che i livelli occupazionali finora registrati siano stati assicurati quasi esclusivamente dalle imprese direttamente coinvolte nelle attività delle Fondazioni.
Al momento è possibile evidenziare che i risultati migliori in termini occupazionali sono stati conseguiti dagli ITS dell’area tecnologica “mobilità sostenibile” (79,3%) seguiti da quelli dell’area “efficienza energetica, con il 69,6% di occupati (ma in questo caso si tratta di un solo corso, con 16 occupati su 23 diplomati) e da quelli dell’area nuove tecnologie per il made in Italy – sistema meccanica (65,2%).

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