Salesiani Libri

Autori: Giuseppe Tacconi
Data di pubblicazione: Gennaio, 2003

Il presente progetto affronta il tema che sta più a cuore alla Federazione CNOS-FAP: l’attenzione alla componente pedagogica nell’azione dell’operatore della FP. Il progetto è stato scritto perché tutte le persone che sono coinvolte in attività formative del CNOS-FAP conoscano il sistema educativo salesiano e i suoi valori fondamentali, e diano una mano a realizzarlo. “Insieme per un nuovo progetto di formazione” è il primo di alcuni progetti che la Sede Nazionale sta mettendo a punto. Prevede successivamente il progetto “Etica e deontologia dell’operatore della FP” e un percorso formativo a catalogo “Catalogo di formazione per gli operatori del CNOS-FAP per la formazione e l’Orientamento”. “Insieme per un nuovo progetto di formazione” è il titolo di un percorso integrato di apprendimento in presenza e in rete per i formatori dei Centri di Formazione professionale della Federazione CNOS-FAP. La Sede Nazionale CNOS-FAP, promotrice dell’iniziativa, si è avvalsa del CePOF (Centro Pedagogico per l’Orientamento e la Formazione) di Verona, ente salesiano specializzato nella formazione dei formatori, per la stesura dei contenuti e di Edulife, società da anni impegnata nella predisposizione di percorsi di formazione a distanza on line, per l’erogazione del servizio. Il presente progetto vuole essere un servizio di accompagnamento al formatore per la presa di coscienza della dimensione pedagogica sottesa al suo servizio. Esso non mira ad esaurire una formazione che avrà bisogno anche di altri tipi di interventi (corsi residenziali, seminari tematici, tirocini, affiancamenti, ecc.), ma cerca di rendere fruibile una sorta di mappa, anzi un vero e proprio atlante, per orientarsi nel complesso mondo della formazione nel quale hanno cominciato a muovere i primi passi. Per rendere possibile il percorso, il progetto mira a costruire una vera e propria comunità di apprendimento che, nell’arco temporale di sviluppo, consenta di confrontare continuamente teoria e pratica, riflessioni ed esperienze, modelli interni e modelli esterni. La comunità di apprendimento, se ben fondata, avrà le risorse per “sopravvivere” al progetto stesso, diventando una stabile e vitale “comunità di pratica”, dedicata ai problemi della formazione professionale, in cui ciascuno potrà ricorrere alle risorse consulenziali di esperti e di colleghi per affrontare casi reali e quotidiani. Vivere assieme un’esperienza formativa, infatti, diventa occasione per allacciare, tra i partecipanti di diversa tipologia (neoassunti e formatori/trici esperti/e in servizio) e provenienza, rapporti di conoscenza e di fiducia reciproca, a fronte delle comuni sfide poste da una formazione professionale in continuo e veloce cambiamento. Il percorso è svolto prevalentemente on line ed è accessibile attraverso il portale www.cnos-fap.it. Il processo formativo prevede una bacheca in cui vengono pubblicati materiali informativi e di supporto (calendario, indicazioni di carattere metodologico…), un newsgroup generale dedicato ai liberi scambi di opinione, dei forum tematici presidiati da esperti per la discussione collettiva sui temi delle varie aree del progetto e per lo scambio di esperienze on line, l’attivazione di chat tematiche sugli argomenti del corso, diversi strumenti per i sondaggi e per la raccolta di informazioni e di giudizi. In tutto il percorso, il tutor è una figura determinante. I suoi interventi, infatti, stimolano la partecipazione e l’interazione tra i corsisti e tra corsisti e gli esperti, comunica il senso di un’esperienza condivisa, contribuisce a valorizzare le competenze e le esperienze di cui le singole persone sono portatrici, incoraggia i partecipanti ad intraprendere percorsi autonomi di appropriazione delle conoscenze; monitorando costantemente l’andamento del corso e rispondendo puntualmente alle richieste dei corsisti, offre utili indicazioni di carattere metodologico per la pianificazione dello studio e la verifica degli apprendimenti. Un’importanza fondamentale assumono anche i seminari in presenza che contribuiscono in maniera determinante la costituzione del gruppo, creano le condizioni per una proficua interazione tra pari, permettono l’esplorazione delle attese e delle personali esigenze di crescita dei partecipanti e definiscono sia il contratto formativo che la valutazione complessiva. Il percorso formativo così delineato non è un trasferimento di una conoscenza “esterna” ma è la costruzione / elaborazione di una nuova conoscenza, all’interno di una learning community partecipata alla pari da esperti, tutor, utenti, committenti, ciascuno portatore di competenze ed esperienze reciprocamente integrabili. Il focus dell’iniziativa non è, dunque, posto tanto sull’acquisizione di conoscenze misurabili, quanto sull’apprendimento cooperativo, sulla condivisione e lo scambio di esperienze e di conoscenze attraverso la rete e sulla produzione collettiva di pensiero. È così che il gruppo dei partecipanti può assumere le caratteristiche di una vera learning community. La Sede Nazionale CNOS-FAP

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Autori: Mario Becciu & Anna Rita Colasanti
Data di pubblicazione: Gennaio, 2003

La Sede Nazionale (Centro Nazionale Opere Salesiane Formazione Aggiornamento Professionale), in questi anni, ha promosso una serie di pubblicazioni sulla formazione professionale iniziale: una proposta organica di standard formativi e professionali e numerosi strumenti per la personalizzazione del percorso formativo quali i manuali per la gestione dell’accoglienza, dell’orientamento e dell’accompagnamento al lavoro dipendente e autonomo, vari sussidi impostati sulla metodologia didattica induttiva. Con il presente volume si intende integrare e completare la proposta offrendo un progetto teorico-pratico per la promozione delle capacità personali dei giovani in crescita. Il CNOS-FAP ha sempre posto la formazione integrale della persona come obiettivo primario dei propri interventi formativi che, pur focalizzati sull’acquisizione di competenze professionali, non dimenticano la cura della dimensioni affettiva, cognitiva e relazionale dell’allievo. Per la rilevanza strategica del tema, dunque, la Sede Nazionale riteneva necessario comporre per la Federazione uno strumento che fosse rigoroso e serio, ma che costituisse una guida e un aiuto per il formatore che deve pianificare concretamente l’intervento formativo in questo ambito. Ha ideato, così, il presente progetto che contiene sia elementi teorici, che strumenti operativi per il formatore e per gli allievi; il volume, infatti, offre una possibile sistematizzazione degli interventi promozionali di cui un formatore può disporre, per favorire lo sviluppo delle capacità personali degli allievi in modo pianificato e consistente. La presente pubblicazione rappresenta il frutto di un lungo lavoro di “messa a punto” che è iniziato con una fase di formazione dei formatori (curata dagli stessi autori del volume) per sensibilizzarli al tema e addestrarli alla gestione del training (la metodologia privilegiata per la promozione delle capacità personali), ha proseguito con la sperimentazione del materiale prodotto, curato dai formatori nel lavoro concreto con gli allievi, e si è concluso con la revisione del progetto. La Sede Nazionale ringrazia gli autori della preziosa collaborazione e si augura che anche questa iniziativa possa contribuire a rendere più efficace il lavoro educativo del formatore nei confronti dei giovani che frequentano i percorsi della formazione professionale iniziale, consapevoli che il possesso delle capacità personali costituisce “la condizione che massimizza l’espressione del potenziale conoscitivo e tecnico dell’individuo”. La Sede Nazionale CNOS-FAP.

Autori: CNOS-FAP Piemonte
Data di pubblicazione: Gennaio, 2003

L’accompagnamento in itinere non può prescindere dall’accompagnamento iniziale, volto ad accogliere gli allievi al loro ingresso al Centro di Formazione Professionale (CFP). La presente guida, pertanto, si pone in stretta continuità con il manuale relativo all’accoglienza, già pubblicato in questa collana. Nelle pagine che seguono, sono proposti strumenti ed attività da utilizzare nel I e nel II anno del percorso formativo, come logica conseguenza delle attività realizzate nel percorso dell’accoglienza. Si tratta principalmente di schede, presentate come allegati alle singole parti del volume, che supportano il lavoro dell’operatore e che sono consegnate al soggetto coinvolto nell’attività orientativa, raccolte in un dossier che lo accompagnerà in un eventuale percorso formativo successivo. Nella presentazione di ogni scheda, sono indicate le finalità, il materiale occorrente, i tempi, le modalità di realizzazione e i possibili approfondimenti di ciascuna delle attività proposte. La presente pubblicazione riflette il lavoro realizzato da un gruppo di lavoro del CNOS-FAP Regione Piemonte formato dai referenti per l’orientamento dei Centri di formazione professionale e della Delegazione regionale: Cristina Ballario CFP Fossano (CN) Tarcisio Borrello CFP Colle Don Bosco (AT) Severino Candelo CFP Colle Don Bosco (AT) Roberto Cavaglià Delegazione regionale Chiara Cisero CFP Torino-Valdocco Lucia Coppola CFP Torino-Rebaudengo Cassandro Dolfi CFP S. Benigno Canavese (TO) Fabrizio Gonella CFP Bra (CN) Mauro Grignola CFP Vercelli Salvatore Lanza CFP Torino-Valdocco Guido Lanzoni CFP Vigliano Biellese (BI) Teresa Traverso CFP Alessandria Daniela Zoccali Delegazione regionale Un sentito ringraziamento va al prof. Dario Nicoli quale principale ispiratore e validatore del progetto, a Sara Spata che, nell’ambito della sua esperienza di tirocinio formativo presso la delegazione regionale, ha partecipato attivamente alla prima elaborazione e stesura del presente manuale e a Daniela Antonietti e Luisa Nardella della Sede Nazionale del CNOS-FAP per l’attenta e puntuale revisione del testo.

Autori: CNOS-FAP Piemonte
Data di pubblicazione: Gennaio, 2003

L’accompagnamento finale, oltre a costituire un’occasione di progettazione consapevole per il futuro, è utile per offrire ai ragazzi acquisizioni necessarie ad attivare strategie di ingresso nel mondo del lavoro, e rappresenta un valido punto di riferimento nel percorso di inserimento lavorativo. Numerosi elementi, alcuni dei quali già considerati nella parte relativa all’accompagnamento in itinere 1, consentono l’elaborazione di un progetto di inserimento post-formazione consapevole e coerente con le aspettative e le motivazioni di ogni allievo. Tali elementi sono: a) valutazione del percorso svolto dall’allievo in formazione; b) verifica della coerenza fra il progetto personale l’esperienza fatta in formazione; c) analisi delle aspettative sociali e delle motivazioni professionali individuali; d) valutazione delle risorse individuali che possono essere investite nella scuola o nel lavoro; e) acquisizione e analisi delle informazioni sul mercato del lavoro e sulle scuole del territorio di riferimento. Il modulo dell’accompagnamento finale muove dal progetto individuale elaborato durante il periodo formativo e rappresenta un’occasione di progettazione consapevole per il futuro. In questa guida sono suggerite attività riguardanti la ricerca attiva del lavoro da parte dei giovani, da condurre nel rispetto delle scelte formative individuali e dell’impegno profuso da ciascuno a favore della propria crescita personale e professionale. In particolare, i supporti didattici proposti all’operatore sono soprattutto schede, presenti in allegato, per ognuna delle quali è fornita una presentazione in cui sono indicate le finalità, il materiale occorrente, i tempi, le modalità di realizzazione e i possibili approfondimenti. Il volume si articola in capitoli, ciascuno dei quali presenta delle unità che compongono il modulo dell’accompagnamento finale: a) Capitolo I Prima unità: “Scelte professionali”; b) Capitolo II Seconda unità: “Ricerca attiva del lavoro”; c) Capitolo III Terza unità: “Strategie formativo professionali”; d) Capitolo IV Quarta unità: “Verificare il cammino e progettare”. La presente pubblicazione riflette il lavoro realizzato da un gruppo di lavoro del CNOS-FAP Regione Piemonte formato dai referenti per l’orientamento dei Centri di formazione professionale (CFP) e della Delegazione regionale: Cristina Ballario CFP Fossano (CN) Tarcisio Borrello CFP Colle Don Bosco (AT) Severino Candelo CFP Colle Don Bosco (AT) Roberto Cavaglià Delegazione regionale Chiara Cisero CFP Torino Valdocco Lucia Coppola CFP Torino Rebaudengo Cassandro Dolfi CFP S.Benigno Canavese (TO) Fabrizio Gonella CFP Bra (CN) Mauro Grignola CFP Vercelli Salvatore Lanza CFP Torino Valdocco Guido Lanzoni CFP Vigliano Biellese (BI) Teresa Traverso CFP Alessandria Daniela Zoccali Delegazione regionale Un sentito ringraziamento va al prof. Dario Nicoli quale principale ispiratore e validatore del progetto, a Sara Spata che, nell’ambito della sua esperienza di tirocinio formativo presso la delegazione regionale, ha partecipato attivamente alla prima elaborazione e stesura del presente manuale e a Daniela Antonietti e Luisa Nardella della Sede Nazionale del CNOS-FAP per l’attenta e puntuale revisione del testo.

Autori: CNOS-FAP Piemonte
Data di pubblicazione: Gennaio, 2003

Nel grande fermento di idee e di iniziative che caratterizza l’attuale dibattito intorno alla Formazione professionale iniziale (FPI), una crescente importanza viene attribuita allo stage quale modalità prevalente di realizzazione dell’alternanza formativa. L’interesse che i Centri di Formazione Professionale (CFP) manifestano nei suoi riguardi e le sperimentazioni finora compiute non lasciano dubbi sul ruolo che tale strumento ricoprirà nel futuro sistema di Formazione professionale iniziale. Si tratta di una pratica formativa non certo recente, che tuttavia negli ultimi anni ha acquisito nuova linfa, in concomitanza con l’entrata a regime di alcuni provvedimenti normativi (L. 196/97, L. 144/99), ed ha subito una forte accelerazione che si ritiene possa incrementare la qualità dell’intero sistema di Formazione professionale, sia in termini di risultati dell’apprendimento sia migliorando l’aderenza complessiva dell’offerta formativa alle nuove istanze produttive e organizzative. Lo stage, infatti, può consentire di realizzare un più stretto raccordo tra formazione e lavoro in un’ottica di formazione continua, in linea con le raccomandazioni contenute nel Libro Bianco della Commissione Europea Insegnare e apprendere. Verso la società conoscitiva. Contemporaneamente, la valorizzazione di questo servizio rientra più in generale nel tentativo di progettare politiche attive del lavoro sempre più attente alla necessità di coniugare i bisogni, le attese e gli interessi dei soggetti da inserire nel mondo del lavoro con le esigenze delle imprese e con le peculiarità dei mercati del lavoro locali.

Autori: Guglielmo Malizia & Vittorio Pieroni
Data di pubblicazione: Gennaio, 2003

Sulla base dell’articolo 68 della legge n. 144 del 17 maggio 1999 e dell’Accordo Stato Regioni del 2 marzo 2000, le sedi nazionali del CNOS-FAP e del CIOFS/FP hanno elaborato nel 2000 un progetto di FPI. Per monitorare la sua attuazione, è stata avviata una ricerca-azione che mirava a raccogliere dati sull’effettiva realizzazione di quanto previsto, al fine di tarare e ridefinire la proposta iniziale. L’investigazione è terminata nel giugno 2002 e i risultati sono stati presentati nel rapporto conclusivo (Malizia, Nicoli e Pieroni, 2002b). Quanto emergeva dalla rilevazione sulle prassi dell’obbligo formativo ha confermato l’importanza di una formazione professionale dotata di un proprio statuto peculiare, inserita in un complessivo sistema formativo articolato ed aperto, in grado di rappresentare un sottosistema educativo, dotato di obiettivi di pari dignità rispetto a quelli dell’istruzione e con questo interrelato con possibilità di passaggi, al fine di offrire ai giovani l’opportunità di acquisire una “qualifica professionale”. Nella ricerca azione di supporto alla sperimentazione della FPI, infatti, si sono composte in maniera sinergica l’istanza educativa, che è peculiare della FPI in quanto ha come destinatario il minore, il raccordo organico con il sistema economico-produttivo, da cui riceve indicazioni e proposte sui fabbisogni professionali del territorio, la personalizzazione del percorso (attuata soprattutto attraverso alcune azioni di sistema quali l’accoglienza, l’orientamento e l’accompagnamento al lavoro) e il raccordo con il sistema di istruzione. L’indagine di cui si dà relazione nel presente rapporto si è svolta nel primo semestre del 2003. Essa non è un sottoprogetto del progetto biennale perché non era stato previsto nell’impostazione iniziale. Tuttavia, è legata sostanzialmente ad esso perché ne tenta una valutazione al di fuori delle mura dei Centri nel concreto del mondo del lavoro. Tra gli aspetti più significativi sottesi alla ricerca-azione biennale in merito al modello sperimentale CNOS-FAP e CIOFS-FP di FPI, un passaggio cruciale, ai fini della verifica del successo dell’intervento, consisteva indubbiamente nel monitoraggio della transizione degli utenti dalla FPI al sistema produttivo. Tale “inserimento”, mentre per un verso gioca da elemento di controllo del processo formativo connesso alla formazione iniziale e all’orientamento, intesi come fattori mirati a valorizzare la vocazione peculiare di ogni singolo utente della FPI, dall’altro permette di realizzare una interazione feconda tra formazione professionale e mondo del lavoro in tema di formazione iniziale. Più in particolare la presente indagine si è proposta i seguenti obiettivi: a) verificare l’esito finale degli allievi della sperimentazione della FPI nella transizione al mondo del lavoro o ad altro tipo di istruzione/formazione b) tenendo conto dei risultati della verifica, individuare eventuali ulteriori bisogni formativi dei giovani intervistati al fine di un perfezionamento della loro professionalità; c) contribuire a valutare il successo della FPI erogata sulla base dell’analisi degli esiti degli allievi; d) avanzare proposte per potenziare il programma sperimentale di FPI dal punto di vista dell’inserimento e dell’accompagnamento al mercato del lavoro. Il presente rapporto si articola in cinque capitoli. Il primo pone le premesse teoriche della ricerca, analizza i dati sulla transizione dei giovani dal sistema educativo al mondo del lavoro in Italia e descrive i cambiamenti che la riforma Moratti ha introdotto con particolare riferimento al tema centrale del rapporto. Il secondo presenta il progetto dell’investigazione nel quadro della sperimentazione della FPI e illustra lo svolgimento della indagine. Il terzo e il quarto capitolo analizzano i risultati dell’indagine in riferimento rispettivamente agli allievi che hanno terminato il biennio della sperimentazione e a quelli che si sono ritirati prima. Il quinto capitolo tenta di offrire un visione complessiva dei risultati della investigazione in una prospettiva di futuro e al termine viene offerta una bibliografia sintetica delle opere principali utilizzate nella ricerca, mentre in appendice sono allegati gli strumenti di indagine. In sintesi i principali risultati dell’indagine possono essere riassunti nei seguenti tre punti. 1) La situazione dei soggetti intervistati al momento del rilevamento Dei 492 ex-allievi del campione “A” che hanno portato termine i due anni della sperimentazione: – hanno ottenuto la qualifica in 437, pari all’88.8% del totale, mentre ammontano a 55 (11.2%) quelli che non hanno ottenuto tale titolo o non hanno risposto. Quest’ultimo dato non è del tutto soddisfacente e richiede un impegno ulteriore per potenziare le strategie della pedagogia del successo formativo nella FPI; tuttavia, esso è senz’altro migliore di quello riscontrato nel 2001-02 relativamente al secondo anno degli istituti professionali con il 20% di non ammessi agli scrutini o degli istituti tecnici con il 13.1% (Sugamiele, 2003, p. 238); – inoltre, sempre di questo gruppo 159 (32.3%) al momento dell’inchiesta erano già inseriti nel sistema produttivo e tra essi il numero dei lavoratori in possesso della qualifica riguardava 131, cioè la più gran parte (82.4%); 193 (il 39.2%) avevano ripreso a studiare; e altri 140 (il 28.5%) erano rimasti disoccupati o erano ancora inoccupati. A loro volta tra i 110 ex-allievi del campione “B” che si sono ritirati: – 52 (il 47.3% di questo gruppo) avevano trovato lavoro; – 15 (il 13.6%) avevano ripreso a studiare; – 43 (il 39.1%) erano rimasti disoccupati o erano ancora inoccupati. 2) Valutazione positiva della sperimentazione della FPI Il lato veramente positivo emerso dalle fila di coloro che hanno portato a termine la sperimentazione viene dai dati relativi alla valutazione del corso, da cui sono usciti rimanendo quasi all’unanimità soddisfatti, indipendentemente dal fatto poi di aver trovato o meno un’occupazione o di aver continuato la loro formazione. Tra coloro che si sono ritirati, solo 38 pari al 34.5% di questo gruppo motivano l’abbandono perché insoddisfatti del corso e per contrasti con il CFP. Tale dato porta di conseguenza a ritenere che nella maggior parte dei casi la conduzione della sperimentazione non può essere messa in discussione per l’ insuccesso di quanti hanno abbandonato. Questo tuttavia non esime dall’accogliere critiche e proposte di miglioramento. In particolare sono stati suggeriti alcuni “piccoli ritocchi” nell’organizzazione della sperimentazione, riferiti particolarmente all’introduzione dell’informatica e dell’inglese a livello elevato e alla progettazione di un terzo anno, finalizzato al conseguimento di una specializzazione. Riguardo poi all’orientamento si possono citare la coerenza almeno parziale tra la qualifica ottenuta e l’occupazione che viene indicata dal 70% degli ex-allievi che hanno trovato un lavoro dopo aver terminato il biennio della sperimentazione. È anche positivo che il 40% circa di chi ha concluso la sperimentazione abbia deciso di proseguire gli studi per ottenere un titolo superiore, una specializzazione e/o un approfondimento delle proprie competenze. In questo caso la sperimentazione è servita in ogni modo ad innescare il desiderio di traguardi più ambiziosi sia in termini formativi che professionali. E comunque il bisogno di ulteriore formazione è scaturito anche dalle fila di un certo numero di lavoratori, grazie proprio all’esperienza in atto, e perfino da un terzo degli inoccupati/disoccupati i quali però, diversamente dagli altri, si caratterizzano per la presenza di alcune condizioni di svantaggio (in particolare la mancanza di altre opportunità formative nelle Regioni del sud) nonostante la dichiarata volontà a riprendere gli studi. Le condizioni problematiche soprattutto nel Mezzogiorno, in linea con i dati nazionali sulla occupazione e legate al contesto sociale ed economico, oltre a denunciare le responsabilità, a livello di governo, di enti locali e di imprese, inducono a prevedere uno studio più accurato del mercato del lavoro locale per una programmazione il più possibile legata al territorio. Il mancato aggancio tra il sistema formativo e quello del mercato del lavoro è dovuto alla compresenza di più variabili riguardanti segmenti deboli della popolazione e lo stato di inoccupazione/disoccupazione (femmine + terziario + età avanzata). Infatti, la mancata corrispondenza tra la formazione/qualifica conseguita e il lavoro svolto – corrispondente al 30% circa di coloro che hanno terminato la sperimentazione e lavorano – riguarda soprattutto il terziario. Per quanto concerne l’orientamento, risulta un momento formativo meno segnalato dagli intervistati rispetto ad altri aspetti (indicazione rilevata dal quesito n. 2 della scheda n. 2 dello strumento proposto). È possibile leggere tale dato come indicativo di due fattori: – l’azione orientativa, pur non percepita importante in forma autonoma dalle altre azioni, ha raggiunto la finalità che le è propria di accompagnamento del processo di definizione del progetto professionale e di organizzazione dell’iter formativo sullo stesso; – lo strumento di rilevazione può essere migliorato. 3) Luci e ombre della transizione al mondo del lavoro Se si attribuisce alle modalità di assunzione/contrattazione un fattore di “riconoscimento” da parte del sistema produttivo del valore della sperimentazione e/o della qualifica conseguita (e, quindi, del “prodotto” scaturito dal sistema formativo, per stare in tema), in realtà i dati del monitoraggio spingono a parlare di un certo “atteggiamento predatorio” delle imprese piuttosto che di “rispetto” verso la risorsauomo messa a disposizione del mercato del lavoro attraverso l’intervento sperimentale. Tale valutazione deriva dal constatare che un terzo circa dei lavoratori non è stato regolarmente assunto. Sul lato positivo va sottolineato che la soddisfazione per il lavoro da parte degli occupati che hanno terminato il corso di FPI si situa tra molto e abbastanza. Inoltre, più del 70% degli ex-allievi di questo gruppo sono entrati nel sistema produttivo entro tre mesi dal termine della sperimentazione. Da ultimo, intorno ai due terzi degli occupati che hanno terminato il corso di FPI sottolinea la funzionalità delle competenze professionali apprese nella FPI per l’esercizio della varie mansioni e un terzo quella dello stage.

Autori: Guglielmo Malizia & Vittorio Pieroni & Dario Nicoli
Data di pubblicazione: Gennaio, 2002

Sulla base dell’articolo 68 della legge n. 144 del 17 maggio 1999 e dell’Accordo Stato-Regioni del 2 marzo 2000, le sedi nazionali del CNOS-FAP e del CIOFS/FP hanno elaborato un progetto di formazione professionale iniziale. Per monitorare l’attuazione di tale progetto, è stata avviata una ricerca-azione che mira a raccogliere dati sull’effettiva realizzazione di quanto previsto, al fine di tarare e ridefinire il progetto iniziale. Il lavoro ha coinvolto i CFP del CNOS-FAP e del CIOFS/FP che operano su tutto il territorio nazionale e, limitatamente alla Lombardia, altri 5 enti. In totale, i Centri coinvolti sono 65 nel I anno della sperimentazione (2000-01) e 70 nel secondo (2001-02) (cfr. Tavv. 1-3). Nel biennio sono aumentati i CFP del CIOFS/FP da 20 a 32 e del CNOS-FAP da 32 a 34.

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