Salesiani Libri

Autori: Angela Loiacono & Elisabetta Mei
Data di pubblicazione: Gennaio, 2004

Con la nuova normativa sul sistema educativo (legge cost. 3/01, legge 53/03, legge 30/03), nel secondo ciclo degli studi si prevede (accanto a quello liceale) il sottosistema dell’istruzione e della formazione professionale, che realizza le mete del “Profilo educativo, culturale e professionale” (PECUP) avvalendosi di una metodologia fondata sulla valorizzazione delle culture del lavoro e mediante un approccio basato sulla pedagogia per progetti.

Autori: Lucio Reghellin & Elisabetta Serra & Fabrizio Tosti & Marco Tarisciotti & Federico Beltrame
Data di pubblicazione: Gennaio, 2004

Con la nuova normativa sul sistema educativo (legge cost. 3/01; legge 53/03, legge 30/03), nel secondo ciclo degli studi si prevede (accanto a quello liceale) il sottosistema dell’istruzione e della formazione professionale (IFP), che realizza le mete del “Profilo educativo, culturale e professionale” (PECUP) avvalendosi di una metodologia fondata sulla valorizzazione delle culture del lavoro e mediante un approccio basato sulla pedagogia per progetti. 1) Aspetti della nuova offerta formativa I ragazzi che, avendo compiuto il percorso di istruzione obbligatoria per almeno otto anni (art. 34 Cost.), in forza di quanto specificato dall’art. 68 della legge 144/99 in tema di obbligo formativo, non intendono proseguire gli studi nel contesto scolastico, necessitano di una nuova offerta formativa che preveda i seguenti aspetti. a) Sviluppo di percorsi formativi conformi con i requisiti della “società della conoscenza” così come indicati dall’istanza comunitaria, consentendo a tutti l’accesso ad un più elevato livello culturale ed il perseguimento del successo formativo di tutte le persone, nessuna esclusa, valorizzandone gli apprendimenti formali, non formali ed informali, lungo tutto il corso della vita, garantendo il diritto-dovere di istruzione e formazione ed i diritti educativi e formativi comunque intesi. b) Collocazione delle diverse componenti dell’offerta entro un disegno di sistema di istruzione e formazione professionale con carattere di organicità e continuità, che prevede percorsi pluralistici di qualifica, diploma e diploma superiore collocati in un organico processo di offerta dal carattere progressivo. Ciò considerando le diverse opzioni possibili (orientamento e bilancio, corsi strutturati, apprendistato, corsi destrutturati, alternanza formativa, servizi di accompagnamento, ecc.) entro un quadro unitario di offerta formativa. c) Sostegno del processo di innovazione dei diversi organismi erogativi verso un modello di servizio aperto alla soddisfazione dei bisogni degli utenti e del territorio, di qualità, nella logica del partenariato e della rete, in una prospettiva di “servizio della società civile”. d) Adozione della metodologia della personalizzazione basato su piani di studio e portfolio delle competenze comprendente un sistema di riconoscimento delle acquisizione e loro gestione sotto forma di crediti formativi. e) Qualificazione continuativa dell’offerta puntando in particolare all’eccellenza formativa in stretta connessione tra il sistema di istruzione e formazione professionale e gli ambiti economico-sociali e culturali che sviluppano un know how di alto livello. f) Garanzia della contestualizzazione del sistema di offerta formativa e dello sviluppo di una governance territoriale tramite la cura della rete territoriale che veda il coinvolgimento dei diversi attori che insistono nel medesimo ambito di riferimento con attenzione anche al primo ciclo degli studi, al sistema dei licei e all’Università. Per sostenere l’elaborazione dei piani formativi personalizzati, il CNOS-FAP e il CIOFS/FP hanno elaborato delle specifiche “Guide” strutturate per comunità professionali, in coerenza con le “Linee guida” di riferimento (Nicoli, 2004).

Autori: Lucio Reghellin & Elisabetta Serra & Ermanno Duò & Guerrino Castellani & Arturo Negro & Paolo Signori & Matteo D'Andrea & Nicola Merli
Data di pubblicazione: Gennaio, 2004

Con la nuova normativa sul sistema educativo (legge cost. 3/01; legge 53/03, legge 30/03), nel secondo ciclo degli studi si prevede (accanto a quello liceale) il sottosistema dell’istruzione e della formazione professionale (IFP), che realizza le mete del “Profilo educativo, culturale e professionale” (PECUP) avvalendosi di una metodologia fondata sulla valorizzazione delle culture del lavoro e mediante un approccio basato sulla pedagogia per progetti. 1) Aspetti della nuova offerta formativa I ragazzi che, avendo compiuto il percorso di istruzione obbligatoria per almeno otto anni (art. 34 Cost.), in forza di quanto specificato dall’art. 68 della legge 144/99 in tema di obbligo formativo, non intendono proseguire gli studi nel contesto scolastico, necessitano di una nuova offerta formativa che preveda i seguenti aspetti. a) Sviluppo di percorsi formativi conformi con i requisiti della “società della conoscenza” così come indicati dall’istanza comunitaria, consentendo a tutti l’accesso ad un più elevato livello culturale ed il perseguimento del successo formativo di tutte le persone, nessuna esclusa, valorizzandone gli apprendimenti formali, non formali ed informali, lungo tutto il corso della vita, garantendo il diritto-dovere di istruzione e formazione ed i diritti educativi e formativi comunque intesi. b) Collocazione delle diverse componenti dell’offerta entro un disegno di sistema di istruzione e formazione professionale con carattere di organicità e continuità, che prevede percorsi pluralistici di qualifica, diploma e diploma superiore collocati in un organico processo di offerta dal carattere progressivo. Ciò considerando le diverse opzioni possibili (orientamento e bilancio, corsi strutturati, apprendistato, corsi destrutturati, alternanza formativa, servizi di accompagnamento, ecc.) entro un quadro unitario di offerta formativa. c) Sostegno del processo di innovazione dei diversi organismi erogativi verso un modello di servizio aperto alla soddisfazione dei bisogni degli utenti e del territorio, di qualità, nella logica del partenariato e della rete, in una prospettiva di “servizio della società civile”. d) Adozione della metodologia della personalizzazione basato su piani di studio e portfolio delle competenze comprendente un sistema di riconoscimento delle acquisizione e loro gestione sotto forma di crediti formativi. e) Qualificazione continuativa dell’offerta puntando in particolare all’eccellenza formativa in stretta connessione tra il sistema di istruzione e formazione professionale e gli ambiti economico-sociali e culturali che sviluppano un know how di alto livello. f) Garanzia della contestualizzazione del sistema di offerta formativa e dello sviluppo di una governance territoriale tramite la cura della rete territoriale che veda il coinvolgimento dei diversi attori che insistono nel medesimo ambito di riferimento con attenzione anche al primo ciclo degli studi, al sistema dei licei e all’Università. Per sostenere l’elaborazione dei piani formativi personalizzati, il CNOS-FAP e il CIOFS/FP hanno elaborato delle specifiche “Guide” strutturate per comunità professionali, in coerenza con le “Linee guida” di riferimento (Nicoli, 2004).

Autori: Angela Loiacono & Federica Modesti & Anna Patane'
Data di pubblicazione: Gennaio, 2004

Con la nuova normativa sul sistema educativo (legge cost. 3/01, legge 53/03, legge 30/03), nel secondo ciclo degli studi si prevede (accanto a quello liceale) il sottosistema dell’istruzione e della formazione professionale, che realizza le mete del “Profilo educativo, culturale e professionale” (PECUP) avvalendosi di una metodologia fondata sulla valorizzazione delle culture del lavoro e mediante un approccio basato sulla pedagogia per progetti. 1) Aspetti della nuova offerta formativa I ragazzi che, avendo compiuto il percorso di istruzione obbligatoria per almeno otto anni (art. 34 Cost.), in forza di quanto specificato dall’art. 68 della legge 144/99 in tema di obbligo formativo, non intendono proseguire gli studi nel contesto scolastico, necessitano di una nuova offerta formativa che preveda i seguenti aspetti: a) sviluppo di percorsi formativi conformi con i requisiti della “società della conoscenza” così come indicati dall’istanza comunitaria, consentendo a tutti l’accesso ad un più elevato livello culturale ed il perseguimento del successo formativo di tutte le persone, nessuna esclusa, valorizzandone gli apprendimenti formali, non formali ed informali, lungo tutto il corso della vita, garantendo il diritto-dovere di istruzione e formazione ed i diritti educativi e formativi comunque intesi; b) collocazione delle diverse componenti dell’offerta entro un disegno di sistema di istruzione e formazione professionale con carattere di organicità e continuità, che prevede percorsi pluralistici di qualifica, diploma e diploma superiore collocati in un organico processo di offerta dal carattere progressivo. Ciò considerando le diverse opzioni possibili (orientamento e bilancio, corsi strutturati, apprendistato, corsi destrutturati, alternanza formativa, servizi di accompagnamento, ecc.) entro un quadro unitario di offerta formativa; c) sostegno del processo di innovazione dei diversi organismi erogativi verso un modello di servizio aperto alla soddisfazione dei bisogni degli utenti e del territorio, di qualità, nella logica del partenariato e della rete, in una prospettiva di “servizio della società civile”; d) adozione della metodologia della personalizzazione basato su piani di studio e portfolio delle competenze comprendente un sistema di riconoscimento delle acquisizioni e loro gestione sotto forma di crediti formativi; e) qualificazione continuativa dell’offerta puntando in particolare all’eccellenza formativa in stretta connessione tra il sistema di istruzione e formazione professionale e gli ambiti economico-sociali e culturali che sviluppano un know how di alto livello; f) garanzia della contestualizzazione del sistema di offerta formativa e dello sviluppo di una governance territoriale tramite la cura della rete territoriale che veda il coinvolgimento dei diversi attori che insistono nel medesimo ambito di riferimento con attenzione anche al primo ciclo degli studi, al sistema dei licei e all’Università. Per sostenere l’elaborazione dei piani formativi personalizzati, il CNOS-FAP e il CIOFS-FP hanno elaborato delle specifiche “Guide” strutturate per comunità professionali, in coerenza con le “Linee guida” di riferimento (Nicoli, 2004).

Autori: Lucio Reghellin & Tommaso Fiordelmondo & Sara Gonnellini
Data di pubblicazione: Gennaio, 2004

Con la nuova normativa sul sistema educativo (legge cost. 3/01; legge 53/03, legge 30/03), nel secondo ciclo degli studi si prevede (accanto a quello liceale) il sottosistema dell’istruzione e della formazione professionale (IFP), che realizza le mete del “Profilo educativo, culturale e professionale” (PECUP) avvalendosi di una metodologia fondata sulla valorizzazione delle culture del lavoro e mediante un approccio basato sulla pedagogia per progetti. 1) Aspetti della nuova offerta formativa I ragazzi che, avendo compiuto il percorso di istruzione obbligatoria per almeno otto anni (art. 34 Cost.), in forza di quanto specificato dall’art. 68 della legge 144/99 in tema di obbligo formativo, non intendono proseguire gli studi nel contesto scolastico, necessitano di una nuova offerta formativa che preveda i seguenti aspetti. a) Sviluppo di percorsi formativi conformi con i requisiti della “società della conoscenza” così come indicati dall’istanza comunitaria, consentendo a tutti l’accesso ad un più elevato livello culturale ed il perseguimento del successo formativo di tutte le persone, nessuna esclusa, valorizzandone gli apprendimenti formali, non formali ed informali, lungo tutto il corso della vita, garantendo il diritto-dovere di istruzione e formazione ed i diritti educativi e formativi comunque intesi. b) Collocazione delle diverse componenti dell’offerta entro un disegno di sistema di istruzione e formazione professionale con carattere di organicità e continuità, che prevede percorsi pluralistici di qualifica, diploma e diploma superiore collocati in un organico processo di offerta dal carattere progressivo. Ciò considerando le diverse opzioni possibili (orientamento e bilancio, corsi strutturati, apprendistato, corsi destrutturati, alternanza formativa, servizi di accompagnamento, ecc.) entro un quadro unitario di offerta formativa. c) Sostegno del processo di innovazione dei diversi organismi erogativi verso un modello di servizio aperto alla soddisfazione dei bisogni degli utenti e del territorio, di qualità, nella logica del partenariato e della rete, in una prospettiva di “servizio della società civile”. d) Adozione della metodologia della personalizzazione basato su piani di studio e portfolio delle competenze comprendente un sistema di riconoscimento delle acquisizione e loro gestione sotto forma di crediti formativi. e) Qualificazione continuativa dell’offerta puntando in particolare all’eccellenza formativa in stretta connessione tra il sistema di istruzione e formazione professionale e gli ambiti economico-sociali e culturali che sviluppano un know how di alto livello. f) Garanzia della contestualizzazione del sistema di offerta formativa e dello sviluppo di una governance territoriale tramite la cura della rete territoriale che veda il coinvolgimento dei diversi attori che insistono nel medesimo ambito di riferimento con attenzione anche al primo ciclo degli studi, al sistema dei licei e all’Università. Per sostenere l’elaborazione dei piani formativi personalizzati, il CNOS-FAP e il CIOFS/FP hanno elaborato delle specifiche “Guide” strutturate per comunità professionali, in coerenza con le “Linee guida” di riferimento (Nicoli, 2004).

Autori: Dario Nicoli
Data di pubblicazione: Gennaio, 2004

La presente linea guida non nasce da uno studio teorico, ma costituisce la sintesi di un percorso di progettazione e sperimentazione, che ha coinvolto la Federazione CNOS-FAP e l’Associazione CIOFS/FP fin dal 2000. La legge 144/99 ha introdotto la possibilità di assolvere l’obbligo formativo nei percorsi della formazione professionale delineati nell’Accordo Stato Regioni del 2 marzo 2000, provocando un sostanziale rinnovamento del sistema formativo. I percorsi biennali avviati nei Centri del CNOS-FAP e del CIOFS/FP sono stati progettati, monitorati durante il loro svolgimento e nei loro esiti, supportati con materiali didattici: questo processo ha creato un terreno preparato ad accogliere le innovazioni che la legge 53/03 intende introdurre. La linea guida qui presentata costituisce una sintesi organica di un processo progettuale ed esperienziale, avvalorato dalle riflessioni di studiosi e dal contributo di operatori sul campo. Questo lavoro si propone di supportare la realizzazione progettuale e pratica di percorsi educativi e formativi nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale (IeFP). Essi trovano l’opportunità di essere sperimentati nei Centri di formazione professionale sulla base dell’Accordo quadro del 19 giugno 2003 e dei successivi protocolli d’intesa regionali. La mediazione, che ha portato all’Accordo quadro per l’offerta formativa sperimentale d’istruzione e formazione professionale, ha avuto come effetto la genericità delle indicazioni operative su alcuni punti essenziali: ciò ha causato, a livello regionale, la stipulazione di protocolli attuativi che prevedono la sperimentazione di percorsi formativi sostanzialmente differenti, non confrontabili a livello nazionale, con il pericolo di prefigurare tanti sistemi d’istruzione e formazione professionale quante sono le Regioni italiane. Infatti, tali percorsi non sono solo differenziati, ma progettati partendo da presupposti contrapposti. Il presente progetto tende a dare una visione organica degli interventi di istruzione e formazione professionale a partire dall’impianto normativo, descrivendo l’insieme delle offerte formative e le diverse tipologie d’intervento, per rendere possibile la creazione di un sistema “nazionale” d’istruzione e di formazione professionale di competenza e gestione regionale. La nostra proposta prevede, inoltre, che la gestione regionale del sistema privilegi, permetta e sostenga, nella prospettiva costituzionale dell’autonomia e della sussidiarietà, la progettualità e la capacità realizzativa di quanti operano con competenza nel settore, per evitare il passaggio dal centralismo scolastico statale a quello regionale, ancora più dannoso e involutivo. In questa prospettiva di sussidiarietà, la presente linea guida non si propone come pacchetto preconfezionato di idee o come un modello immutabile di percorso, ma come punto di partenza per sollecitare e sostenere le capacità progettuali e realizzative degli operatori, tracciando una linea comune di esperienza, che possa divenire la base per ripensare in modo aggiornato e utile per i giovani di oggi il sistema di istruzione e di formazione professionale nella prospettiva tracciata dalla legge 53/03. Questo sforzo permetterà ai ragazzi che iniziano il percorso del secondo ciclo, che comprende il sistema dei licei e il sistema dell’istruzione e della formazione professionale, di trovare una pluralità di percorsi in riposta alle loro differenziate capacità e inclinazioni, in modo che tutti possano prepararsi alla vita adulta con una cultura e una professionalità adeguate, testimoniate dal conseguimento di un diploma o di una qualifica. Il volume si articola in tre parti ed è completato da 4 allegati. Nella prima parte (“Aspetti generali”), si presentano le finalità della linea guida, si traccia un quadro sulla normativa che regola il nuovo sistema educativo, si forniscono informazioni sul sistema di istruzione e formazione professionale, si offrono esempi per la programmazione formativa. Nella seconda parte (“Il modello di intervento”), si presenta il quadro valoriale che orienta l’intervento proposto, ci si sofferma sulla presentazione dell’offerta formativa nelle sue nove diverse tipologie, si danno indicazioni circa la gestione delle risorse umane e l’elaborazione di una strategia di rete. La terza parte (“Metodologia operativa”) si focalizza sugli aspetti metodologici e fornisce spunti per la gestione del processo formativo. I primi tre allegati rappresentano strumenti operativi nei quali è possibile rintracciare: un repertorio delle comunità e dei profili professionali, un manuale per l’alternanza e un manuale per i percorsi formativi destrutturati; il quarto allegato è un glossario dei termini della formazione professionale rinnovata. La presente linea guida, dunque, si propone come un supporto pratico per chi è direttamente interessato allo studio, alla progettazione e alla realizzazione dei percorsi nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale. Con alcuni estratti da questo volume, è stata elaborata una versione sintetica della stessa linea guida, che costituisce un aiuto rivolto a tutti coloro che sono interessati a conoscere il nuovo sistema di istruzione e formazione professionale. In questo momento di proposte disparate e contraddittorie, vi si trovano espresse con pacatezza le linee essenziali e i principi che possono condurre a un vero rinnovamento del nostro sistema educativo. Questo lavoro non sarebbe stato possibile senza che operatori di formazione professionale si fossero generosamente impegnati sia nella progettazione sia nella realizzazione dei percorsi prima biennali e poi triennali. A loro va il nostro grazie per l’impegno, la dedizione, l’apporto di esperienza e concretezza. Un ringraziamento particolare al Prof. Dario Nicoli, che ha coordinato e curato la stesura di questo lavoro, arricchendolo con un notevole contributo di idee e valorizzandolo con la propria esperienza e professionalità.

Autori: Dario Nicoli
Data di pubblicazione: Gennaio, 2004

La presente linea guida non nasce da uno studio teorico, ma costituisce la sintesi di un lungo percorso di progettazione e sperimentazione, che ha coinvolto l’intera Federazione CNOS-FAP e l’Associazione CIOFS/FP fin dal 2000. La legge 144/99 ha introdotto la possibilità di assolvere l’obbligo formativo nei percorsi della formazione professionale delineati nell’accordo Stato-Regioni del 2 marzo 2000, provocando un sostanziale rinnovamento del sistema formativo. I percorsi biennali avviati nei Centri del CNOS-FAP e del CIOFS/FP sono stati progettati, monitorati durante il loro svolgimento e nei loro esiti, supportati con materiali didattici: questo processo ha creato un terreno preparato ad accogliere le innovazioni che la legge 53/03 intende introdurre. La linea guida qui presentata rappresenta una sintesi organica di un processo progettuale ed esperienziale, avvalorato dalle riflessioni di studiosi e dal contributo di operatori sul campo. Questo lavoro si propone lo scopo ambizioso di supportare la realizzazione progettuale e pratica di percorsi educativi e formativi nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale. Essi trovano l’opportunità di essere sperimentati nei Centri di formazione professionale sulla base dell’accordo quadro del 19 giugno 2003 e dei successivi protocolli d’intesa regionali. La mediazione, che ha portato all’Accordo quadro per l’offerta formativa sperimentale d’istruzione e formazione professionale, ha avuto come effetto la genericità delle indicazioni operative su alcuni punti essenziali: ciò ha causato, a livello regionale, la stipulazione di protocolli attuativi che prevedono la sperimentazione di percorsi formativi sostanzialmente differenti, non confrontabili a livello nazionale, con il pericolo di prefigurare tanti sistemi d’istruzione e formazione professionale quante sono le regioni italiane. Infatti, tali percorsi non sono solo differenziati, ma progettati partendo da presupposti contrapposti. Il presente progetto tende, invece, a dare una visione organica degli interventi di istruzione e formazione professionale a partire dall’impianto normativo, descrivendo l’insieme delle offerte formative e le diverse tipologie d’intervento, per rendere possibile la creazione di un sistema “nazionale” d’istruzione e di formazione professionale di competenza e gestione regionale. La nostra proposta prevede, inoltre, che la gestione regionale del sistema privilegi, permetta e sostenga, nella prospettiva costituzionale dell’autonomia e della sussidiarietà, la progettualità e la capacità realizzativa di quanti operano con competenza nel settore, per evitare il passaggio dal centralismo scolastico statale a quello regionale, ancora più dannoso e involutivo. In questa prospettiva di sussidiarietà, la presente linea guida non si propone come pacchetto preconfezionato di idee o come un modello immutabile di percorso, ma come punto di partenza per sollecitare e sostenere le capacità progettuali e realizzative degli operatori, tracciando una linea comune di esperienza, che possa divenire la base per ripensare in modo aggiornato e utile per i giovani di oggi il sistema di istruzione e di formazione professionale nella prospettiva tracciata dalla legge 53/03. Questo sforzo permetterà ai ragazzi che iniziano il percorso del secondo ciclo, che comprende il sistema dei licei e il sistema dell’istruzione e della formazione professionale, di trovare una pluralità di percorsi in riposta alle loro differenziate capacità e inclinazioni, in modo che tutti possano prepararsi alla vita adulta con una cultura e una professionalità adeguate, testimoniate dal conseguimento di un diploma o di una qualifica. Questo lavoro non sarebbe stato possibile senza che operatori di formazione professionale si fossero generosamente impegnati sia nella progettazione sia nella realizzazione dei percorsi prima biennali e poi triennali. A loro va il grazie per l’impegno, la dedizione, l’apporto di esperienza e concretezza. Un grazie particolare al Prof. Dario Nicoli, che ha coordinato e curato la stesura di questo lavoro, arricchendolo con un notevole contributo di idee e valorizzandolo con la propria esperienza e professionalità. La presente versione sintetica della linea guida costituisce un aiuto rivolto a tutti coloro che sono interessati a conoscere il nuovo sistema di istruzione e formazione professionale. In questo momento di proposte disparate, contraddittorie e ispirate a pregiudizi ideologici vi si trovano espresse con pacatezza le linee essenziali e i principi che possono condurre a un vero rinnovamento del nostro sistema educativo. La versione completa della stessa linea guida darà un supporto pratico a chi è direttamente interessato allo studio, alla progettazione e alla realizzazione dei percorsi nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale. Le sedi nazionali del CIOFS/FP e del CNOS-FAP

Autori: Stefano Fontana & Giuseppe Tacconi & Michele Visentin
Data di pubblicazione: Gennaio, 2003

“Etica e deontologia dell’operatore della formazione professionale” è il titolo di un percorso integrato di apprendimento in presenza e in rete per i formatori dei Centri di formazione professionale (CFP) della Federazione CNOS-FAP. La Sede Nazionale CNOS-FAP, promotrice dell’iniziativa, si è avvalsa del CePOF (Centro Pedagogico per l’Orientamento e la Formazione) di Verona, ente salesiano specializzato nella formazione dei formatori, per la stesura dei contenuti e di Edulife, società da anni impegnata nella predisposizione di percorsi di formazione a distanza on line, per l’erogazione del servizio. Il presente progetto si inserisce in un ampio quadro strategico, che vede la Sede Nazionale impegnata a costruire un vero e proprio sistema formativo a supporto della formazione continua di tutti gli operatori della Federazione CNOSFAP. Oltre al presente lavoro, la Sede Nazionale ha progettato e sperimentato un percorso di formazione dei formatori nell’area pedagogica “Insieme per un nuovo progetto di formazione” e sta mettendo a punto un percorso permanente di formazione formatori a catalogo “Catalogo di formazione per gli operatori del CNOSFAP per la formazione e l’orientamento”. Il presente progetto vuole essere un servizio di accompagnamento al formatore per la presa di coscienza della dimensione etica e deontologica sottesa al suo servizio. Esso non mira ad esaurire una formazione che avrà bisogno anche di altri tipi di interventi (corsi residenziali, seminari tematici, tirocini, affiancamenti, ecc.), ma cerca di rendere fruibile una sorta di mappa, anzi un vero e proprio atlante, per orientarsi nel complesso mondo nel quale hanno cominciato a muovere i primi passi. Per rendere possibile il percorso, il progetto mira a costruire una vera e propria comunità di apprendimento che, nell’arco temporale di sviluppo, consenta di confrontare continuamente teoria e pratica, riflessioni ed esperienze, modelli interni e modelli esterni. La comunità di apprendimento, se ben fondata, avrà le risorse per “sopravvivere” al progetto stesso, diventando una stabile e vitale “comunità di pratica”, dedicata ai problemi della formazione professionale, in cui ciascuno potrà ricorrere alle risorse consulenziali di esperti e di colleghi per affrontare casi reali e quotidiani. Vivere assieme un’esperienza formativa, infatti, diventa occasione per allacciare, tra i partecipanti di diversa tipologia (neoassunti e formatori/trici esperti/e in servizio) e provenienza, rapporti di conoscenza e di fiducia reciproca, a fronte delle comuni sfide poste da una formazione professionale in continuo e veloce cambiamento. Il percorso è svolto prevalentemente on line ed è accessibile attraverso il portale www.cnos-fap.it. Il processo formativo prevede una bacheca in cui vengono pubblicati materiali informativi e di supporto (calendario, indicazioni di carattere metodologico…), un newsgroup generale dedicato ai liberi scambi di opinione, dei forum tematici presidiati da esperti per la discussione collettiva sui temi delle varie aree del progetto e per lo scambio di esperienze on line, l’attivazione di chat tematiche sugli argomenti del corso, diversi strumenti per i sondaggi e per la raccolta di informazioni e di giudizi. In tutto il percorso, il tutor è una figura determinate. I suoi interventi, infatti, stimolano la partecipazione e l’interazione tra i corsisti e tra corsisti e gli esperti, comunica il senso di un’esperienza condivisa, contribuisce a valorizzare le competenze e le esperienze di cui le singole persone sono portatrici, incoraggia i partecipanti ad intraprendere percorsi autonomi di appropriazione delle conoscenze; monitorando costantemente l’andamento del corso e rispondendo puntualmente alle richieste dei corsisti, offre utili indicazioni di carattere metodologico per la pianificazione dello studio e la verifica degli apprendimenti. Un’importanza fondamentale assumono anche i seminari in presenza che contribuiscono in maniera determinante alla costituzione del gruppo, creano le condizioni per una proficua interazione tra pari, permettono l’esplorazione delle attese e delle personali esigenze di crescita dei partecipanti e definiscono sia il contratto formativo che la valutazione complessiva. Il percorso formativo così delineato non è un trasferimento di una conoscenza “esterna” ma è la costruzione / elaborazione di una nuova conoscenza, all’interno di una learning community partecipata alla pari da esperti, tutor, utenti, committenti, ciascuno portatore di competenze ed esperienze reciprocamente integrabili. Il focus dell’iniziativa non è, dunque, posto tanto sull’acquisizione di conoscenze misurabili, quanto sull’apprendimento cooperativo, sulla condivisione e lo scambio di esperienze e di conoscenze attraverso la rete e sulla produzione collettiva di pensiero. È così che il gruppo dei partecipanti può assumere le caratteristiche di una vera learning community. La Sede Nazionale CNOS-FAP

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Autori: Fulvio Ghergo
Data di pubblicazione: Gennaio, 2003

Una delle indicazioni qualificanti l’Accordo Stato-Regioni del 2 marzo 2000 per l’attuazione delle disposizioni in materia di obbligo di frequenza delle attività formative (art. 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144, paragrafo 1 “Assolvimento dell’obbligo formativo nella formazione professionale”) è stata l’introduzione di misure di accompagnamento al lavoro: “I percorsi formativi devono assicurare misure di accompagnamento finalizzate a favorire l’inserimento professionale in relazione al contesto lavorativo locale” (paragrafo 1, comma 6). Alla luce dell’Accordo, preceduto dall’approvazione della legge 144 del 1999, il CNOS-FAP e il CIOFS-FP hanno elaborato un progetto per l’obbligo formativo contenente delle linee guida di carattere generale, delle proposte di acquisizioni per l’area comune e per le competenze professionali, delle indicazioni per l’accreditamento e la qualità del servizio, dei supporti alle misure di personalizzazione quali l’accoglienza, l’orientamento e l’accompagnamento al lavoro. Consapevoli che l’accompagnamento all’inserimento lavorativo, inteso come un processo d’acquisizione di competenze metodologiche per attivare strategie d’entrata nel mondo del lavoro come lavoratore dipendente o lavoratore autonomo, è ancora oggi una realtà più “intuita” che “compiutamente definita”, il CNOS-FAP ha chiesto al dott. Fulvio Ghergo, esperto dell’ISFOL, di progettare un percorso di accompagnamento al lavoro autonomo da mettere a disposizione sia del formatore che dell’allievo per lo svolgimento di questo difficile compito. L’accompagnamento al lavoro, insieme all’azione di tutoring per l’inserimento lavorativo, rappresentano, infatti, a livello culturale e di prassi, un’acquisizione recente. Acquisizione inoltre che non si comprende in tutta la sua portata se non si mette in relazione con il quadro evolutivo degli ultimi anni della formazione professionale, che è stata inserita in modo più determinato in una “integrazione sistemica” tra le politiche finalizate allo sviluppo delle risorse umane, vale a dire l’orientamento, la formazione e le politiche attive del lavoro. Affidiamo ai formatori incaricati il compito di sperimentare la presente ipotesi di lavoro che si configura, al momento, come un itinerario idealtipico; la sperimentazione del progetto permetterà di raccogliere ulteriori elaborazioni procedurali e strumenti che, debitamente organizzati, creeranno le condizioni per scrivere un MANUALE o una GUIDA OPERATIVA validata.

Autori: Enrica Marsilli
Data di pubblicazione: Gennaio, 2003

Una delle indicazioni qualificanti l’Accordo Stato-Regioni del 2 marzo 2000 per l’attuazione delle disposizioni in materia di obbligo di frequenza delle attività formative (art. 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144, paragrafo 1 “Assolvimento dell’obbligo formativo nella formazione professionale”) è stata l’introduzione di misure di accompagnamento al lavoro: “I percorsi formativi devono assicurare misure di accompagnamento finalizzate a favorire l’inserimento professionale in relazione al contesto lavorativo locale” (paragrafo 1, comma 6). Alla luce dell’Accordo, preceduto dall’approvazione della legge 144 del 1999, il CNOS-FAP e il CIOFS-FP hanno elaborato un progetto per l’obbligo formativo contenente delle linee guida di carattere generale, delle proposte di acquisizioni per l’area comune e per le competenze professionali, delle indicazioni per l’accreditamento e la qualità del servizio, dei supporti alle misure di personalizzazione quali l’accoglienza, l’orientamento e l’accompagnamento al lavoro. Consapevoli che l’accompagnamento all’inserimento lavorativo, inteso come un processo d’acquisizione di competenze metodologiche per attivare strategie d’entrata nel mondo del lavoro come lavoratore dipendente o lavoratore autonomo, è ancora oggi una realtà più “intuita” che “compiutamente definita”, il CNOS-FAP ha chiesto alla dott.ssa Enrica Marsilii dell’ISFOL di progettare un percorso di accompagnamento al lavoro dipendente da mettere a disposizione sia del formatore che dell’allievo per lo svolgimento di questo difficile compito. L’accompagnamento al lavoro, insieme all’azione di tutoring per l’inserimento lavorativo, rappresentano, infatti, a livello culturale e di prassi, un’acquisizione recente. Acquisizione inoltre che non si comprende in tutta la sua portata se non si mette in relazione con il quadro evolutivo degli ultimi anni della formazione professionale, che è stata inserita in modo più determinato in una “integrazione sistemica” tra le politiche finalizzate allo sviluppo delle risorse umane, vale a dire l’orientamento, la formazione e le politiche attive del lavoro. Affidiamo ai formatori incaricati il compito di sperimentare la presente ipotesi di lavoro che si configura, al momento, come un itinerario idealtipico; la sperimentazione del progetto permetterà di raccogliere tutte le elaborazioni procedurali e gli strumenti che, debitamente organizzati, creeranno le condizioni per scrivere un manuale o guida operativa validata.

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