Valutazione e certificazione degli apprendimenti. Ricognizione dello stato dell'arte e ricerca nella pratica educativa della federazione CNOS-FAP. I volume

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Il volume che si presenta propone tre parti corrispondenti ad altrettante tappe di un lavoro di ricerca-azione sul tema della valutazione e della certificazione riferito ai percorsi di istruzione e formazione professionale. 1. La prima parte presenta una ricognizione teorica mirata a comprendere i problemi e le questioni più rilevanti riferiti al processo valutativo nella IFP. Si tratta di un punto di vista interessante poiché unisce in modo creativo tutte le problematiche proprie di una scuola con le questioni – e le opportunità – che si aprono in percorsi formativi che hanno come riferimento il tema del lavoro e della professionalità. La proposta cui si giunge si ispira ad un approccio valutativo promozionale e riconoscente ovvero che contribuisca ad apprendere sempre più e sempre meglio. Ciò significa porsi nella prospettiva di promozione della persona nella convinzione che questa attenzione consente anche di orientare più efficacemente l’apprendimento dei soggetti verso le mete desiderate. Sul piano della verifica, si suggeriscono compiti orientati a mettere il soggetto nelle condizioni di fornire evidenze di apprendimenti particolarmente complessi che richiedono per lo più una notevole disponibilità di tempo; inoltre si sollecitano prove di valutazione con strumenti quantitativi, costituite ciascuna da un compito complesso, mirate a verificare la profondità della comprensione e a raccogliere indizi relativi allo sviluppo di competenze così da assumere attendibilità nella misura in cui contengono una molteplicità di quesiti di diverso tipo. Ciò consente di intrecciare e integrare diversi fattori nella valutazione degli apprendimenti: i risultati delle prestazioni/prodotti degli allievi, l’osservazione da parte dei docenti e dei tutor, l’autovalutazione da parte dell’allievo. 2. La seconda parte si occupa più espressamente della tematica della certificazione, che è stata introdotta in Italia in maniera un po’ debole e con un debole profilo istituzionale e metodologico, mutuando nella gran parte approcci e riflessioni dalle elaborazioni europee e dalle esperienze di Paesi partner, prime fra tutti Inghilterra e Francia. La realtà italiana presenta infatti una notevole quantità di norme, inserite in una varietà di testi riferiti ad ambiti differenti del “sistema educativo”, ma con un taglio in generale segnato da debolezza. Nonostante questo, è possibile rintracciare una linea di intervento su cui vale la pena disegnare un approccio valutativo che abbia anch’esso un carattere promozionale nei confronti dei destinatari ed inoltre che consenta di attribuire ad essi un valore sociale condiviso tra le parti in gioco. Ne consegue una proposta di riconoscimento e certificazione delle competenze che supera la valenza amministrativa, ma comprende una prospettiva di animazione della comunità professionale dei docenti, finalizzata a consolidare una metodologia di gestione dei processi di apprendimento, di valutazione e riconoscimento delle acquisizioni e dei crediti, tale da favorire il successo formativo degli studenti, l’intesa con i referenti economico-sociali ed istituzionali, la valorizzazione della professionalità docente, la creazione di condizioni organizzative e di sistema favorevoli all’innovazione metodologica e didattica. 3. La terza parte si riferisce ad una ricognizione svolta entro cinque centri di formazione professionale appartenenti alla Federazione CNOS-FAP e collocati variamente sul territorio nazionale, volta a rilevare quali siano le pratiche valutative e certificative in atto e su quali tipi di riflessioni queste si appoggiano. Questa indagine ha potuto rilevare come il tema della valutazione sia effettivamente una questione tuttora critica, specie per la non ancora armonizzazione delle sue tre componenti: i saperi, le competenze professionali, i comportamenti o condotta. Ma si è anche scoperto che nell’ambito della Federazione, nonostante i diversi approcci e modelli spesso determinati dalle politiche regionali, esiste un solido “metodo salesiano” che si ispira ad una precisa proposta educativa ed informa in modo consistente ed armonico l’intera attività. Si tratta pertanto di delineare un approccio valutativo innovativo che valorizzi questo patrimonio vitale e consenta di affrontare in modo razionale le tre sfide che si presentano: la nuova rilevanza della competenza intesa come “saper agire” da parte dell’allievo di fronte a situazioni sfidanti, l’apertura al contesto esterno, ed in particolare alle imprese ed agli enti partner, che divengono veri e propri corresponsabili della qualità della formazione, ampliando in tal modo il concetto di comunità educante, la questione della certificazione delle competenze che è sempre più rilevante nella prospettiva europea. Su queste tre piste si propone un modello di innovazione delle metodologie valutative e certificative volta a realizzare una sperimentazione nelle strutture già oggetto di indagine. Questo primo volume si presenta quindi come un lavoro organico, secondo un itinerario che, attraverso la ricognizione della letteratura e delle metodologie più significative, oltre che tramite una ricognizione nelle concrete realtà formative, si pone il fine di delineare una prospettiva attenta al dibattito in corso ma non soggetta alle “mode” del momento, per loro natura transeunti, ma orientata a dotare le opere educative salesiane di un contributo coerente con la loro ispirazione educativa ed in grado di fornire agli operatori metodi e strumenti gestibili, fondati sui due caratteri di fondo della promozionalità della persona e della attendibilità dei giudizi.

Autori: 
Dario Nicoli & Giuseppe Tacconi
Editori: 
ASW S.r.l.
Data di pubblicazione: 
Gennaio, 2007
Copertina: 
Id Libro: 
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