Strumenti e metodologie di orientamento formativo e professionale nel quadro dei processi di apprendimento permanente

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Nel corso del biennio 2015-2016 il gruppo di ricerca ha sviluppato in coerenza con gli obiettivi definiti dal progetto iniziale una serie di indagini, approfondimenti e interventi operativi, che possono essere raggruppati secondo cinque filiere principali.
La prima filiera di lavoro riguarda la natura e la dinamica dell’orientamento professionale nel contesto degli sviluppi che ha il mondo del lavoro oggi, ma, presumibilmente, ancor più domani. Tenendo conto delle ricerche statunitensi, europee e italiane emergono come determinanti ai fini di entrare e rimanere nel mondo del lavoro non solo quelle che sono state definite le hard skills specifiche, cioè le competenze legate a uno specifico ambito professionale, ma soprattutto le cosiddette hard skills generiche, cioè le competenze culturali e tecnologiche, e le soft skills, le competenze personali generali. Infatti, queste due ultime categorie di skills hanno carattere trasversale, sono, cioè, richieste da qualunque attività lavorativa. Di conseguenza la preparazione dei giovani in vista di una loro occupabilità richiede una più chiara e marcata attenzione al loro sviluppo progressivo. Ciò in particolare è vero per le soft skills, spesso sottovalutate nei processi di Istruzione e di Formazione Professionale, in particolare a livello secondario e terziario. Ne deriva una rilettura dello stesso processo di orientamento professionale, che va considerato come una dimensione portante di ogni percorso istruttivo e formativo fin dalla scuola dell’infanzia, avendone riscontrata la preventività rispetto a possibili disorientamenti futuri. Lo studio a questo proposito è stato realizzato da Michele Pellerey.
Una seconda filiera di lavoro, in coerenza con questa prospettiva, ha riguardato la ristrutturazione e potenziamento della piattaforma www.competenzestrategiche.it. In primo luogo è stata trasferita la sua proprietà alla sede nazionale del CNOS-FAP. Quindi si è proceduto a una sua ristrutturazione dal punto di vista dell’interfaccia grafica e della fruibilità dell’utenza, rendendo più chiaro il servizio che attraverso le sue risorse può essere svolto a favore dello sviluppo delle soft skills e in generale dell’attività di potenziamento delle capacità di autodeterminazione e di autoregolazione. La presentazione della piattaforma e la guida alla sua valorizzazione potrebbero essere oggetto di stampa separata e di divulgazione. A questa operazione hanno dato il loro apporto specifico Filippo Epifani, Massimo Margottini ed Enrica Ottone.
La terza filiera di studio ha riguardato il rapporto esistente tra le prospettive temporali dei soggetti e le loro motivazioni e orientamenti professionali. Si tratta di un filone di indagine che merita di essere maggiormente preso in considerazione dal momento che autori come Donald Super nell’ambito dell’orientamento professionale e autori come Kurt Lewin e Joseph Nuttin in quello motivazionale, ne hanno indicato la centralità. In particolare, è stato esaminato l’apporto di Philip Zimbardo e utilizzato il suo questionario Zimbardo Time Perspective Inventory (ZTPI) sia nella versione estesa, sia in quella ridotta, per mettere in luce le correlazioni esistenti con altri questionari come il Questionario sulle strategie di apprendimento (QSA). Il questionario esteso di Zimbardo è stato poi inserito nella piattaforma, corredandolo di tutte le informazioni che ne permettono l’utilizzo sistematico. Cinque contributi documentano il lavoro svolto. Due di natura più teorica sono dovuti a Emad Samir Anis Matta; due di natura più empirico-sperimentale sono dovuti a Giuseppe Crea; uno relativo alla validazione del questionario di Zimbardo nel contesto italiano è dovuto a Massimo Margottini.
La quarta filiera di indagine ha riguardato l’utilizzazione della piattaforma Mahara al fine di sperimentare la sua utilizzabilità nei processi di formazione dei docenti. Tale risorsa ha un valore formativo estremamente importante in ordine sia a una continua valutazione formativa, sia a un processo di auto-orientamento e orientamento professionale, sia come capacità di presentazione e promozione delle proprie competenze culturali e professionali nel mondo della formazione e del lavoro. La registrazione e conservazione di documenti relativi al proprio processo formativo e di orientamento consente anche di curare eventuali forme di influenza negativa sulle decisioni presenti di una percezione distorta e negativa del proprio passato. Anche forme di diario personale o collettivo, oggi valorizzate digitalmente mediante l’uso del blog permettono di migliorare i processi formativi. Hanno sviluppato interessanti esperienze operative al fine di un suo adattamento e sperimentazione pratica sia Enrica Ottone, sia Dariusz Grzadziel.
La quinta filiera di studio è stata dedicata alla progettazione, applicazione, validazione e sistemazione finale tra le risorse della piattaforma di una versione ridotta del QSA (QSAr) al fine di una sua valorizzazione all’inizio della scuola secondaria di primo grado o alla fine della primaria. In questo contesto è stata anche approfondita la possibilità di una sua utilizzazione nel caso di soggetti con certificazione di disturbi di apprendimento. Sono allegati i contributi di Massimo Margottini e di Sergio Melogno.

Autori: 
M. Pellerey
Editori: 
CNOS-FAP
Data di pubblicazione: 
Maggio, 2018
Copertina: 
Id Libro: 
978-88-31972-02-4
Riservato Agli Abbonati: 
no