Rassegna CNOS - Anno 23 - N. 3 - OTTOBRE-DICEMBRE 2007

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Nel dibattito che ha preceduto le elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 per il rinnovo dei due rami del Parlamento italiano, molte componenti della coalizione del centro-sinistra chiedevano con forza la discontinuità su tre leggi approvate nella precedente legislatura: le c.d. leggi “Biagi”, “Maroni” e “Moratti”. A distanza di un anno e mezzo, mentre il confronto è molto aspro in tutto il Paese sui cambiamenti che il Governo Prodi vuole introdurre sulle leggi riguardanti il lavoro (L. Biagi) e le pensioni (L. Maroni), minore o nullo è il confronto che riguarda le modifiche, anche profonde, che sta introducendo sul sistema educativo di istruzione e formazione (L. Moratti). Analoga situazione si registra, con riferimento al secondo ciclo, nel campo dell’istruzione e della formazione professionale di competenza delle Regioni. Da un lato, infatti, si assiste all’espansione di iniziative volte a sostenere la formazione continua e permanente, nell’ambito del rafforzamento crescente dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, dall’altro, torna ad essere messa in discussione la formazione professionale iniziale, attiva in Italia da decenni e rinnovata in tempi recenti sia dal punto di vita normativo che progettuale. “Rassegna CNOS”, in questo numero, intende dedicare una particolare attenzione all’apprendimento permanente e all’istruzione obbligatoria, temi che in Italia sono oggetto di provvedimenti che possono delineare nuovi scenari in sintonia anche con recenti orientamenti europei. In questo difficile contesto, alla Federazione Nazionale CNOS-FAP – che opera a favore dei giovani attraverso il servizio pubblico della formazione professionale – risulta di particolare sostegno l’intervento del Presidente dei Vescovi italiani radunati a Roma in occasione del Consiglio permanente del 17-19 settembre 2007, il quale, dopo aver sottolineato il “legame che unisce il cittadino allo Stato” e come questo legame sia “in concreto condizionato dalla capacità effettiva dello Stato stesso di farsi promotore e garante del bene comune”, richiama l’attenzione al ruolo e all’esperienza della formazione professionale: Attenta com’è alla persona umana, nella sua dimensione sociale e trascendente, la Chiesa non può disinteressarsi dell’esperienza fondamentale del lavoro e dunque anche della Formazione professionale. La giusta attenzione alla formazione permanente e alla riqualificazione lavorativa a favore degli adulti non deve far dimenticare – come sembra accadere in varie Regioni – l’attività di formazione al lavoro da destinare ai giovani: se così si facesse, si finirebbe col far aumentare, anche sotto questo aspetto, le differenze tra il Nord e il Sud del Paese, e si disperderebbe un patrimonio educativo che è stato garantito per decenni da vari enti, anche d’ispirazione cristiana. Il sistema della Formazione professionale – rivelatosi fino ad oggi strumento valido per una crescita basilare dei giovani e per il loro inserimento socio-lavorativo, oltre che preziosa opportunità di prevenzione dal disagio sociale e dalla dispersione scolastica – deve trovare oggi, attraverso un adeguato raccordo tra provvedimenti nazionali e regionali, una nuova definizione che gli faccia superare disomogeneità e frantumazione e lo rilanci in tutto il territorio.

Autori: 
CNOS-FAP
Editori: 
ASW S.r.l.
Data di pubblicazione: 
Ottobre, 2007
Copertina: 
Id Libro: 
urn:uuid:4884263e-b0b9-4453-aab2-a058afa6bc33