Processi formativi e dimensione spirituale e morale della persona - Dare senso e prospettiva al proprio impegno nell’apprendere lungo tutto l’arco della vita

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La legge 53/2003 all’art. 2 afferma: “a) è promosso l’apprendimento in tutto l’arco della vita e sono assicurate a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea; b) sono promossi il conseguimento di una formazione spirituale e morale, anche ispirata ai principi della Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, alla comunità nazionale ed alla civiltà europea”. Finalità analoghe sono presenti nella Legge inglese del 1988. Essa infatti richiede che il curricolo scolastico “promuova lo sviluppo spirituale, morale, culturale, mentale e fisico degli alunni frequentanti la scuola e la società; e prepari questi alunni per le opportunità, le responsabilità e le esperienze della vita adulta”. L’espressione “sviluppo spirituale” era già comparsa nell’Educational Act inglese del 1944. Essa venne ripresa nelle sessioni preparatorie alla redazione dell’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Il gruppo di lavoro, infatti, aveva approvato in una delle sessioni la seguente formulazione, poi emendata: “L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo fisico, spirituale e morale della personalità umana” (Cfr. UNESCO, Rapporto mondiale sull’educazione 2000, Roma, Armando, 2000, 106). Lo stesso H. Gardner, nell’esaminare le varie forme di intelligenza, rileva l’importanza nel suo quadro delle intelligenze multiple di un aspetto della spiritualità: il pensiero esistenziale. «L’intelligenza esistenziale implica nell’uomo la capacità di rivolgere e ponderare grandi interrogativi: “Chi siamo? Perché esistiamo? A che cosa siamo destinati? Perché moriamo? Qual è, infine, la ragione di tutto?”. In ogni parte del mondo, bambini e adulti si pongono queste domande, e molti “sistemi di simboli” – religiosi, artistici, mitologici e filosofici – sono nati nel tentativo di rispondervi (o perlomeno di formularle) nel modo più convincente. Questa intelligenza è conforme ai criteri psicologici e biologici che possono identificarla come tale. Per esempio, l’intelligenza esistenziale si è evoluta in modo caratteristico su tutto il pianeta: ovunque si sono sviluppati diversi sistemi di simboli capaci di cogliere le ansie e gli interrogativi salienti dell’esistenza» (GARDNER H., Changing Minds, Harvard, Harvard University Press, 2004). La questione che si pone nella scuola e nella formazione professionale sia iniziale, sia continua, è: quale ruolo può avere il tener conto in maniera esplicita e sistematica delle dimensioni spirituali e morali della crescita personale, sociale, culturale e professionale dei vari soggetti. In particolare, nella sempre più complessa realtà culturale e religiosa di coloro che frequentano le istituzioni formative, come è possibile prendere in considerazione in maniera sistematica, ma rispettosa dell’identità di ciascuno, delle implicazioni di una educazione che tenga conto dello sviluppo della capacità di attribuire senso e prospettiva esistenziale al proprio apprendimento e alla propria attività lavorativa? In altre parole, il contesto sociale, culturale e materiale attuale spinge a un ripensamento profondo del rapporto tra spiritualità, morale ed educazione. La presenza sempre più diffusa di giovani e adulti che hanno riferimenti culturali e religiosi molteplici sollecita una riflessione attenta sulle finalità e modalità d’azione formativa che ne derivano. D’altra parte, emergono in campo internazionale e nazionale segnali di interesse per una rilettura in profondità della dimensione morale e spirituale dell’educazione che, pur non essendo esplicitamente religiosa, tuttavia rimane aperta a un suo approfondimento in tale direzione. Occorre probabilmente prefigurare forme di tirocinio che avviino, anche in campo culturale e professionale, la ricerca di una visione più incisiva sulla realtà umana, personale e sociale, e sulla realtà dell’universo che ci circonda. Occorre che i percorsi formativi siano luogo e tempo d’esperienze etiche, estetiche e veritative autentiche, d’esperienze esistenziali che sollecitano un risveglio dell’interiorità, d’accompagnamento per le vie di un viaggio, di un’avventura spirituale verso il senso ultimo della vita, verso le finalità fondamentali dell’esistenza. L’attuale indagine tende a esplorare in profondità gli apporti che la ricerca degli ultimi anni ha fornito a questo proposito, soprattutto da due punti di vista: quello teorico-filosofico e quello psicologico-educativo. E tutto ciò in una prospettiva multi-culturale e multi-religiosa. Dal punto di vista della dimensione spirituale apporti significativi sono venuti in particolare dalla ricerca psicologica e dal movimento che prende la denominazione di psicologia positiva. Tuttavia sono ormai numerose le proposte e le sperimentazioni sia in ambito di prima formazione professionale, sia di formazione professionale continua di sollecitazione della capacità di dare senso e prospettiva esistenziale alla propria vicenda personale e comunitaria. In maniera analoga la questione dell’educazione morale è stata riletta in contesti pluriculturali e multireligiosi come educazione del carattere, ciò soprattutto in contesti anglofoni. In genere ci si rifà al modello proposto da Aristotele e ripreso da A. MacIntyre. Recenti contributi dell’American Psychological Association ne indicano la fruibilità a vari livelli di formazione professionale. Su questa base è stato redatto il rapporto che è articolato secondo il seguente sommario. Prima parte. Inquadramento della problematica Seconda parte. La dimensione spirituale Terza parte. La dimensione morale Quarta parte. Primi orientamenti operativi e alcune indicazioni per una sperimentazione Allegati Bibliografia

Autori: 
Michele Pellerey
Editori: 
ASW S.r.l.
Data di pubblicazione: 
Gennaio, 2007
Copertina: 
Id Libro: 
urn:uuid:cfb01b77-b02e-4e0d-a892-053f03493f7c