Percorsi/progetti formativi “destrutturati” - Linee guida per l’inclusione socio-lavorativa di giovani svantaggiati

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I giovani e le famiglie italiane mostrano di preferire, in maniera crescente, la scuola secondaria superiore e l’università; scelte alternative (apprendistato, formazione professionale iniziale) si attestano su percentuali molto contenute. È pressoché unanime la sottolineatura di questa tendenza negli studi o nei rapporti più recenti: Se la piena scolarità è ormai diffusa in tutto il ciclo dell’obbligo, anche nella secondaria di II grado il trend crescente sembra essere confermato e addirittura rafforzato, nonostante l’abolizione della legge sull’innalzamento dell’obbligo scolastico: il valore dell’indicatore passa, infatti, dal 91,5% del 2002/2003 al 94% dell’anno successivo (Rapporto CENSIS, 2004, 141). Il complessivo grado di partecipazione della popolazione italiana alle attività del sistema educativo e formativo è in crescita ormai da oltre un decennio, soprattutto grazie ad un intenso processo di scolarizzazione delle generazioni più giovani avviatosi all’inizio degli anni Novanta. Negli ultimi anni, inoltre, il processo riformatore culminato con l’introduzione del diritto dovere ad istruzione o formazione sino al compimento del diciottesimo anno di età ha ulteriormente accresciuto, tra i giovani, il numero di quanti permangono nei canali formativi (Rapporto ISFOL, 2004, 215-216). L’organizzazione di una offerta di tali dimensioni, tuttavia, sta mostrando oggi i suoi aspetti positivi ma anche i suoi limiti. Il CNEL ha tracciato nel corrente anno un’ampia fotografia di cui riportiamo la parte introduttiva: Pur muovendosi da una posizione di ritardo rispetto al resto dell’Unione, l’Italia non ha conseguito tutti i risultati che ci si poteva aspettare ed è tra i paesi che hanno fatto meno progressi nello sviluppare la Strategia di Lisbona. Ne danno conto i parametri prescelti sulle tematiche dell’istruzione e della formazione: la dispersione scolastica raggiunge il 24% dei giovani; solo il 73% completa almeno l’istruzione secondaria superiore; la percentuale di allievi con competenze di base insufficienti è tra le più elevate; la quota di adulti interessati da azioni di formazione permanente è meno della metà della media UE attuale, circa 1/3 di quella (CNEL, Educazione e formazione, aprile 2005, 4). Ma, oltre alla dispersione scolastica, il calo nelle competenze di base, la scarsa formazione permanente, c’è ancora un gruppo di adolescenti e giovani che è fuori di ogni sistema formativo: si tratta di un “3,4% di 15-24enni che, ancora nel 2003, risulta possedere al massimo la licenza elementare. Si tratta, in valori assoluti, di circa 220.000 giovani inseriti in situazioni di estremo disagio sociale ed economico, terreno fertile per fenomeni di devianza giovanile per lo più concentrati in specifiche aree del Paese” (Rapporto ISFOL, 2004, 222). Noi riteniamo che i primi destinatari di ogni riforma educativa siano innanzitutto i giovani che stanno fuori del sistema e, immediatamente dopo, quelli che stanno dentro, per i quali si devono fare proposte valide. La presente pubblicazione delinea una proposta specifica per questi giovani che “stanno fuori”, giovani che non si incontrano tra i banchi di scuola, destinatari classificati per lo più come “ragazzi difficili”, come soggetti che “abitano il disagio” in modo permanente. L’obiettivo del “successo formativo” obbliga ogni educatore a scommettere anche su questi giovani, per accompagnarli nel faticoso cammino della costruzione di un progetto di vita. Il sistema della formazione professionale, dotatasi nel tempo di proposte flessibili e personalizzate che valorizzano l’esperienza concreta e l’intelligenza pratica, può essere un aiuto prezioso per la vittoria di questa scommessa. La Sede Nazionale CNOS-FAP affida questo volume alla Federazione, augurandosi che anche questa fatica possa essere di aiuto a tutti gli operatori che quotidianamente si misurano con le difficoltà della didattica e della motivazione all’apprendere, consapevoli che, prima di ogni legge, è il loro impegno a dare attuazione al processo riformatore. Mario Tonini (Presidente CNOS-FAP)

Autori: 
Guglielmo Malizia & Vittorio Pieroni
Editori: 
ASW S.r.l.
Data di pubblicazione: 
Gennaio, 2005
Copertina: 
Id Libro: 
urn:uuid:1e8b3772-3abe-4616-8c98-8ea36dd56ad9