Le sperimentazioni del diritto-dovere nei CFP del CNOS-FAP e del CIOFS/FP del Lazio - Rapporto di ricerca

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Vari sono stati i provvedimenti che hanno influito, in questo decennio, sul rinnovamento del sistema della formazione professionale, soprattutto iniziale. Tra questi, due sono segnalati come più significativi ed incisivi: l’introduzione dell’obbligo di frequenza di attività formative attraverso la legge 17 maggio 1999 n. 144 e la definizione del diritto all’istruzione e alla formazione per almeno 12 anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età attraverso il D. Lgs 15 aprile 2005, n. 76. Entrambi i provvedimenti sono stati accompagnati da coerenti sperimentazioni nazionali e regionali. La Regione Lazio può vantare di essere stata tra le Regioni che hanno concorso a questo processo di rinnovamento. Il progetto sperimentato già a partire dall’anno 1999/2000, infatti, rendeva esplicite le principali caratteristiche della “nuova formazione professionale iniziale”: la natura formativa e non addestrativa della formazione professionale iniziale, tale da favorire una piena e completa formazione della persona; l’acquisizione di una qualifica professionale scandita da un percorso formativo basato sulle competenze e, quindi, in dialogo con il mercato del lavoro; l’assunzione di una metodologia attiva volta a valorizzare e sviluppare esperienze concrete della vita giovanile e del mondo lavorativo; la flessibilizzazione del percorso realizzata attraverso azioni aggiunte a monte e a valle quali i moduli di accoglienza e le misure di accompagnamento; la collocazione della formazione professionale iniziale all’interno del sistema educativo di istruzione e formazione al fine di facilitare gli eventuali passaggi da un sistema all’altro e il riconoscimento dei crediti acquisiti dagli allievi. Anche la sperimentazione successiva, ispirata alla legge 53/03, partendo da questa esperienza proseguiva con un progetto sperimentale organico le cui caratteristiche erano soprattutto: la scelta della formazione professionale iniziale resa concomitante alle scelte che le famiglie compiono al termine della scuola media; la completezza dell’offerta, non limitata alla pura erogazione di corsi di formazione professionale ma aperta ad una prospettiva formativa di sistema in grado di creare circolarità tra formazione iniziale e formazione lungo tutto l’arco della vita; la valenza educativa del lavoro, considerato come il primo giacimento educativo, culturale e didattico e ispiratore dell’organizzazione delle conoscenze fondamentali di cittadinanza e di professionalità; l’attivazione, attraverso la sperimentazione, di veri laboratori di apprendimento (culturali, sociali, professionali) basati su compiti / problemi reali condivisi dagli allievi che richiedono una integrazione delle diverse discipline o aree formative; la riorganizzazione delle qualifiche in un organico progetto di comunità professionali intese come un aggregato di figure che condividono un insieme relativamente omogeneo e nel contempo dinamico di fattori quali il know-how di base, i processi di lavoro ed i compiti che vi si svolgono, il contesto organizzativo, l’itinerario di formazione coerente e progressivo che si svolge a partire dal livello della qualifica per giungere a quelli di tecnico e di quadro esperto. Le sperimentazioni sono state accompagnate anche dalla sottoscrizione di Accordi che, nel rispetto delle competenze definite nel nuovo Titolo V della Costituzione (L. 3/2001), hanno coinvolto non solo i Ministeri e le Amministrazioni locali firmatari di tali Accordi, ma anche i ruoli e le funzioni delle Istituzioni formative impegnate ad assicurare e valorizzare il ruolo della formazione professionale nel complessivo sistema di Istruzione e formazione per tutto l’arco della vita. Il frutto di questa stagione è anche la presente pubblicazione che testimonia il cammino che gli Enti di formazione professionale, tra i quali il CNOS-FAP e il CIOFS/FP, hanno compiuto in questi anni, e, nel presente caso, nella Regione Lazio. Si tratta di un bilancio positivo, sottolineato anche dall’Assessore della Regione Lazio, l’On. Silvia Costa: “L’esperienza dei percorsi triennali, rivolti ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni, si è rivelata estremamente positiva. Ad oggi sono stati coinvolti oltre 7.600, 2.800 dei quali hanno ottenuto una qualifica professionale e quasi la metà è rientrata nel percorso scolastico superiore. La domanda di accesso è in forte espansione, a dimostrazione del notevole interesse verso questi percorsi formativi, che accompagnano i giovani verso una professione o li aiutano a rientrare nella scuola e a proseguire gli studi. Nel Lazio, che presenta indici di dispersione scolastica del 15% circa (dato in costante diminuzione), stimiamo che l’attivazione dei percorsi triennali abbia prodotto una diminuzione dell’abbandono e della dispersione intorno al 2,1%”. Il CNOS-FAP e il CIOFS/FP, che sono stati in questa Regione attivi protagonisti di entrambe le fasi sperimentali, ringraziano tutti gli operatori che hanno concorso al raggiungimento di questo lusinghiero traguardo e si augurano di poter proseguire nel completamento del disegno riformatore. La formazione professionale iniziale, infatti, dovrà affrontare la sfida dell’obbligo di istruzione, la stabilità dell’offerta raggiunta anche dalla adeguatezza delle risorse finanziarie e la sua collocazione nel più ampio disegno di sistema che, dalla formazione iniziale possa accompagnare l’allievo verso traguardi professionalizzanti anche superiori. Valorizzando questo patrimonio di esperienza, la Regione Lazio potrà continuare ad irrobustire il proprio sistema formativo regionale che permetterà di far conseguire, ai giovani che lo frequentano, qualifiche e diplomi professionali utili sia per l’occupabilità che per l’esercizio dei diritti di cittadinanza. Mario TONINI Lauretta VELENTE (Presidente CNOS-FAP) (Presidente CIOFS/FP)

Autori: 
Guglielmo Malizia & Vittorio Pieroni
Editori: 
ASW S.r.l.
Data di pubblicazione: 
Gennaio, 2007
Copertina: 
Id Libro: 
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