L’inserimento dei giovani qualificati nella FPI - a.f. 2009-10

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Il volume presenta nei dettagli i risultati della seconda fase di un progetto di ricerca di ampio respiro che il CNOS-FAP ha realizzato con la collaborazione dell’Istituto di Sociologia dell’Università Salesiana sul tema dell’inserimento nel lavoro dei qualificati della propria IeFP. Lo studio si pone in linea di continuità con due indagini condotte recentemente dal CNOS-FAP, una sulla transizione al lavoro degli allievi dei corsi triennali sperimentali di IeFP (Malizia e Pieroni, 2008) e una sul loro accompagnamento al lavoro (Malizia e Pieroni, 2009). Queste ricerche hanno evidenziato due problematiche che sembravano rendere opportuni ulteriori approfondimenti: la percentuale dei qualificati dell’anno formativo 2005-06 che all’uscita dal percorso aveva scelto di lavorare e che a distanza di un anno aveva conseguito un lavoro, era certamente consistente, 51.6%, ma non così elevata come si sarebbe potuto aspettare, tenendo conto del carattere immediatamente professionalizzante della IeFP; in ogni caso risultava difficile valutare con esattezza il significato della percentuale del 51.6% di occupati, perché mancavano dati regionali e nazionali complessivi sulla IeFP e su gruppi di giovani in situazioni comparabili sia a livello quantitativo che qualitativo. Per queste ragioni si è pensato di avviare una indagine che cercasse di identificare con più precisione la situazione dei qualificati della IeFP al momento dell’inserimento nel mondo del lavoro in una prospettiva comparativa. Per motivi di tempo e di risorse la prima fase della ricerca è stata focalizzata sui qualificati nel 2008-09 dei settori automotive ed elettro/elettronico della IeFP salesiana (Malizia e Pieroni, 2010); la seconda fase, di cui il presente volume ha illustrato gli esiti principali, ha riguardato gli allievi dei percorsi biennali, triennali e quadriennali sperimentali di IeFP del CNOS-FAP, qualificati nell’anno formativo 2009-10, relativamente a 5 macrosettori (automotive, elettro/elettronico, grafico, meccanica industriale, turistico alberghiero) più vari altri (edilizia, lavorazione artistica del legno, agricoltura, benessere, amministrazione, punto vendita) che sono stati trattati insieme per la loro ridotta consistenza numerica. Al fine di valutare gli esiti della transizione al lavoro si è deciso di ricorrere alla seguente metodologia di ricerca: in un primo momento ci si è rivolti alle segreteria dei 47 CFP del CNOS-FAP, per conoscere il numero dei qualificati a giugno-luglio 2010, suddivisi per settori di qualifica operativi in ciascun CFP e per ottenere i dati anagrafici suddivisi per settori di qualifica; a seguito di queste prime informazioni è stato raggiunto, tramite intervista telefonica personalizzata, l’universo degli ex-allievi (2.609). Ad essi è stata applicata una breve scheda, articolata in una decina di domande, sostanzialmente la stessa utilizzata nella prima fase della ricerca (Malizia e Pieroni, 2010). Il report si divide in tre parti, per complessivi tre capitoli: − nella prima parte viene ricostruito lo scenario della transizione dalla formazione al lavoro a partire dagli anni ’60 fino ai tempi nostri, per passare poi, dopo aver ripercorso i risultati delle precedenti indagini del CNOS-FAP sugli esiti occupazionali, all’attuale crisi occupazionale e alle politiche di welfare attivo proposte dal governo in carica; − nella seconda parte si entra direttamente nel vivo dei risultati conseguiti attraverso il monitoraggio su 2609 ex allievi, a loro volta suddivisi tra i totali nazionali e quelli per singole regioni e all’interno di ciascuna per singoli CFP; − la terza parte, conclusiva, riassume i principali concetti espressi nella prima parte (quadro teorico) e quindi i risultati conseguiti attraverso il monitoraggio, al fine di offrire una visione d’insieme dello status quo del rapporto formazione-occupazione, relativamente alla IeFP del CNOS-FAP. Da ultimo, possono essere così sintetizzate le conclusioni principali della ricerca. a) Per quanto riguarda i dati di scenario, le punte percentualmente emergenti, riguardano: − la concentrazione al Nord dei qualificati (70.3%); − la provenienza da due settori trainanti, all’interno del CNOS-FAP: l’elettro/elettronico e la meccanica industriale. b) Passando ai dati anagrafici si osserva in relazione al totale nazionale: − una netta presenza della componente maschile (85.2%), − una discreta presenza di qualificati di origine migratoria (14.1%), pari al doppio rispetto ai loro coetanei iscritti nelle scuole secondarie di 2° grado. c) A un anno dalla qualifica la posizione in base alle scelte effettuate permette di evidenziare che: − il 21.3% si trova in una condizione di inattività; 2053 (78.7%) lavorano, studiano o fanno altro; − sia coloro che hanno proseguito gli studi (32.8%) come quelli che sono entrati nel mercato del lavoro (34.5%) presentano quote abbastanza vicine. d) Rispetto alla posizione dei lavoratori va evidenziato: − nel rapportare il numero dei qualificati a quello degli occupati nello stesso settore, le più alte percentuali si sono verificate nell’automotive (49.5%) e tra i settori “altri” (90.5%); questi in particolare hanno accolto 43 lavoratori sui 76 che non avevano trovato un’occupazione all’interno del proprio settore di qualifica; − il 58.5% ha trovato un lavoro subito o al massimo entro tre mesi dal conseguimento della qualifica e che dei 360 allievi che hanno chiesto aiuto al proprio CFP per trovare lavoro, 316 l’hanno effettivamente ottenuto; − quanto alle tipologie contrattuali, bisogna tener presente la consistenza dei contratti atipici (intorno a un quarto) e di quelli a tempo determinato (un altro quarto circa), mentre la maggioranza relativa dei contratti di apprendistato sembra anticipare la riforma che si va delineando a livello nazionale nei rapporti di lavoro, la cui validità dipenderà, però, dalla volontà politica di dare loro un vero contenuto formativo. e) L’attuale ricerca del CNOS-FAP, anche se non è comparabile come tale a quella dell’Isfol per le evidenti diversità indicate nel presente volume, ha comunque confermato i principali andamenti positivi di quella indagine: l’incidenza rilevante della IeFP sull’inserimento lavorativo dei giovani nella fascia 15-24, quella cioè che presenta maggiori problemi nella transizione occupazionale; l’impatto favorevole di tali percorsi sulla formazione dei qualificati; la brevità dei tempi di attesa per il reperimento di un lavoro; la coerenza di quest’ultimo con la preparazione ricevuta nella IeFP. Mentre la percentuale di quanti continuano gli studi o la formazione rimane pressappoco la stessa, diminuisce quella di chi riesce a trovare un lavoro e aumenta quella di coloro che hanno fatto registrare una posizione inattiva: su queste due differenze ha certamente influito la diversità della situazione del mondo produttivo che nel 2006-07, l’anno dei qualificati dell’Isfol, era in crescita mentre oggi risulta in grave crisi, soprattutto riguardo ai giovani. f) Anche le tre indagini del CNOS-FAP non sono comparabili come tali perché la prima riguarda un campione di qualificati anche del CIOFS/FP, la seconda considera l’universo dei qualificati del CNOS-FAP ma limitatamente ai settori automotive ed elettro/elettronico e l’attuale investiga l’universo dei qualificati della IeFP salesiana. È possibile, però, accostarle con un approccio globale e gli andamenti sono in generale positivi, anche se poi i risultati vanno utilizzati sul piano propositivo con molta prudenza. Il primo dato favorevole è costituito dalla diminuzione nel tempo della percentuale dei qualificati che non studiano né lavorano: essa era pari al 24% tra gli ex allievi del 2005-06, era salita al 30% quasi tra i meccanici d’auto (27.6%) e gli elettro/elettronici (29.5%) del 2008-09, mentre diviene il 21.3% tra i qualificati del 2009-10 oggetto della presente ricerca. Tuttavia, nonostante il miglioramento constatato, ci si aspetterebbe un ulteriore riduzione in tempi brevi di tale percentuale. L’altro andamento positivo è che la percentuale complessiva di quanti lavorano, continuano a studiare o fanno altro rimane pressoché invariata: 78.6% nel campione CNOS-FAP - CIOFS/FP (qualificati nel 2005-06) e 78.7% nell’universo del CNOS-FAP (2009-10), dopo un abbassamento tra i meccanici d’auto (72.4%) e tra gli elettro/elettronici (62.2%, ma con una percentuale dell’8.3% di non risposte) (2008-09). Indubbiamente, cresce l’entità di quanti studiano rispetto a quanti lavorano, ma il dato probabilmente è l’effetto sia della grave crisi occupazionale sia del cambiamento in atto dell’utenza della IeFP che è aumentata e comprende non solo giovani che vogliono entrare subito nel mondo del lavoro, ma anche coloro che, valorizzando la cultura del fare, intendono perseguire mete formative più ambiziose della qualifica. Inoltre, vengono confermate altre tendenze positive già evidenziate nel confronto con gli esiti dell’indagine Isfol: l’impatto favorevole di percorsi di IeFP sulla formazione dei qualificati; la brevità dei tempi di attesa per il reperimento di un lavoro; la coerenza di quest’ultimo con la preparazione ricevuta nella IeFP.

Autori: 
Guglielmo Malizia & Vittorio Pieroni
Editori: 
ASW S.r.l.
Data di pubblicazione: 
Gennaio, 2012
Copertina: 
Id Libro: 
urn:uuid:e8b58eb4-e867-416d-a26e-7c197fdd9661