Formazione professionale iniziale - etica della persona e del lavoro

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La Sede Nazionale del CNOS-FAP aveva affidato, alcuni anni fa, al prof. Giuseppe Ruta il compito di scrivere un percorso formativo per gli allievi della formazione professionale iniziale sulla dimensione etico-religiosa della persona. Obiettivo dell’incarico era dare attuazione ad una indicazione specifica della “proposta formativa” della Federazione, secondo la quale l’educazione all’esercizio della professione si realizza attraverso la promozione di una cultura professionale, umanistica e integrale: “professionale, in quanto centrata sulla condizione produttiva in cui i soggetti in formazione vivono e hanno da esercitare la loro capacità di lavoro, (...) umanistica, in quanto inquadra la professionalità in una concezione globale dell’uomo radicalmente capace di costruire una storia a misura d’uomo e una convivenza sociale a servizio di una vita personale e comunitaria, civile e umanamente degna (…), integrale, in quanto la professionalità e il lavoro ottengono la loro piena significatività nella dimensione etica e religiosa della vita, che in particolare motivano la ricerca e la solidarietà di tutti verso il bene comune e verso una storicità culturale aperta e stimolata dalla trascendenza” . Il curatore, che ha coordinato l’intero progetto, si è avvalso sia di esperti che di formatori della Federazione CNOS-FAP. Hanno contribuito alla stesura del volume, in qualità di esperti, i professori Nunzio Conte, Giovanni Cravotta, Antonino Di Vincenzo, Calogero La Piana, Giovanni Russo; i formatori coinvolti erano appartenenti alla commissione intersettoriale della “Cultura generale”. Ne è risultata una proposta organica fondata su alcune dimensioni che sono fondamentali nella formazione dell’adolescente: l’identità, la relazionalità, la progettualità e la responsabilità, ambiti ampiamente presentati anche nella presentazione del percorso. Quest’opera scritta nel 2000 non è superata, visti i profondi cambiamenti successivi a tale periodo nell’ambito dell’Istruzione e della formazione professionale? Storicamente, nella formazione professionale di competenza regionale, l’insegnamento della religione cattolica è stato impostato non come disciplina, ma come “dimensione etico-religiosa” inserita nell’area culturale, considerando quest’ultima parte integrante della più ampia proposta della cultura professionale (la norma concordataria, finora, ha riguardato solamente l’ambito dell’istruzione). Al momento della stesura del presente testo, i decreti legislativi attuativi della legge 53/03 rimandano a specifiche intese tra il MIUR e la CEI per l’insegnamento della religione cattolica “nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado” ; l’offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale in atto nelle Regioni a seguito dell’Accordo quadro del 19 giugno 2003 e dell’Accordo Stato-Regioni del 15 gennaio 2004, invece, definisce gli standard formativi minimi relativi alle competenze di base, concepiti come base culturale per garantire i pieni diritti di cittadinanza, e non solo per l’occupabilità delle persone, ma non prevede l’insegnamento della religione cattolica. Il secondo documento, in particolare, declina tali standard formativi in aree (area dei linguaggi, area scientifica, area tecnologica e area storico-socio-economica), dichiara la spendibilità nazionale degli esiti formativi certificati, intermedi e finali e li considera “oggetto di verifica” nell’ambito dell’azione di monitoraggio e valutazione della sperimentazione . La sperimentazione, in concreto, non affronta un problema che, invece, è prefigurato nella legge 53/03 la quale, introducendo un sistema educativo di istruzione e formazione unitario, proponendo un percorso formativo (di almeno 12 anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età) indicato come “diritto-dovere”, e affermando la “pari dignità” tra i sistemi che permettono l’assolvimento di tale diritto-dovere, sollecita la collocazione dell’insegnamento della religione cattolica in tutto il sistema educativo. In questo scenario, le disposizioni concordatarie, che esplicitamente si riferiscono al sistema scolastico, data la “pari dignità” dei sistemi, potrebbero essere intese come applicate anche a tutti i segmenti del sistema in cui è possibile esercitare il diritto-dovere di istruzione e formazione, inclusi la formazione professionale e l’apprendistato. In questa situazione transitoria riteniamo che questo progetto si presenti ancora prezioso per il contenuto elaborato. In primo luogo, infatti, offre utili spunti per dare più sostanza agli “standard formativi minimi relativi alle competenze di base” (Conferenza Stato-Regioni del 15 gennaio 2004), nella cui articolazione la dimensione etico-religiosa è pressoché assente, contrariamente a quanto prevede la legge 53/03 che indica, tra i principi e i criteri direttivi, la promozione della “formazione spirituale e morale, anche ispirata ai principi della Costituzione” . In secondo luogo, riteniamo che il materiale presentato sia utile per la sperimentazione di un itinerario formativo organico e sistematico all’interno dei percorsi triennali della formazione professionale iniziale per aiutare i destinatari a costruirsi una vita ben riuscita, dentro una prospettiva ricca di senso. La Sede Nazionale della Federazione CNOS-FAP, nel ringraziare quanti hanno contribuito alla realizzazione della presente pubblicazione, si augura di offrire un valido sussidio a quanti sono impegnati nella sperimentazione dei percorsi triennali e un utile apporto alla collocazione della dimensione etico-religiosa nel sistema educativo dell’istruzione e della formazione professionale.

Autori: 
Giuseppe Ruta
Editori: 
ASW S.r.l.
Data di pubblicazione: 
Gennaio, 2007
Copertina: 
Id Libro: 
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