In cammino per Cosmopolis

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PERCHÉ questa ulteriore pubblicazione? Perché sintetizza e completa in forma pratica, di Laboratorio, la serie delle attività che in questi ultimi anni sono state promosse da parte della Sede Nazionale del CNOS-FAP in merito all’educazione alla cittadinanza: − con La valigia del “migrante”. Per viaggiare a Cosmopolis (2010), si è cercato di mettere in valigia i concetti-base per affrontare il viaggio verso una ipotetica città a cui viene attribuita l’utopia di una convivenza umana fondata sulle pari opportunità di accesso ai diritti di cittadinanza e sulla volontà di ciascuno di rispettare i doveri che tali diritti comportano; − con queste Unità di Laboratorio (UdL) si è avvertito l’urgenza di tradurre i concetti de “La valigia” in esercizi pratici destinati ai giovani che oggi sono in formazione, ma già “cittadini” della futura Cosmopolis; − nel frattempo tra queste due pubblicazioni è stata realizzata un’indagine su 5.000 allievi/studenti delle scuole/CFP di tutta Italia (“Cittadini si diventa”), in base alla quale si è costatato il “ritardo educativo” accumulato dai sistemi di istruzione e formazione rispetto all’evolversi dei cambiamenti epocali e, di conseguenza, l’urgenza di preparare il “cittadino” a vivere nel futuro di questa società multietnica, multiculturale, cosmopolita. Il focus di quest’ultimo lavoro, quindi, mira essenzialmente a FORMARE LA PERSONALITÀ di un giovane che, rispetto alle passate generazioni, si trova a dover affrontare sfide a livello: − generazionale (le mutazioni genetiche, le generazioni - tecno, le identità virtuali, …); − macro-sociale (i processi di mobilità su scala planetaria, incrociati da interessi diversamente motivati: lavoro, affari, turismo, guerre, ricerca di una migliore qualità della vita, …); − macro-ambientale (la difesa dell’ecosistema climatico - ambientale e la sua ricaduta sulla vita delle popolazioni locali, …); − macro-culturale (le sempre più inevitabili contaminazioni tra etnie, culture e religioni diverse, …); − macro-economico (la globalizzazione dei sistemi economico - finanziari e il susseguirsi delle loro crisi, …); − geo-politico (la primavera delle nuove generazioni nordafricane e medio - orientali, l’urgenza di nuove governance a livello sovranazionale/mondiale, …). Scaturisce da qui un primo interrogativo che non può lasciare indifferente chI sta all’interno dei sistemi educativo - formativi: cosa ereditano da noi le giovani generazioni per poter “abitare” nella futura Cosmopolis? Volendo parafrasare Gibran: “Noi siamo l’arco, loro (i figli) le frecce proiettate verso il futuro …” al precedente interrogativo se ne aggiunge un’altro ancor più provocatorio: quanto noi adulti/educatori siamo “ATTREZZATI” per dare loro la “spinta” verso il futuro? Il contributo che queste 22 UdL intendono offrire può essere così interpretato: − il bersaglio = l’obiettivo sotteso a questo lavoro: quello cioè di far acquisire alle nuove generazioni, caratterizzate da mutazione genetica, quella forma mentis che è necessaria per vivere da “buoni e onesti cittadini” in una società cosmopolita; − l’arco = lo strumento adottato: il quadro teorico corredato da esercizi pratici e da piste di ricerca-approfondimento; − la forza per scagliare la freccia = i contenuti espressi in forma “provocatoria” (teorie, canzoni, foto, testi e frasi per riflettere …), mirati a far acquisire autonomia, libertà di pensiero, responsabilità nella gestione della propria vita, equilibrio tra autodeterminazione e bisogno di protagonismo. È in quest’ottica che vanno interpretati quindi gli obiettivi, la metodologia e la stessa sperimentazione che è stata realizzata per verificare la tenuta di questo Laboratorio. 1. L’OBIETTIVO è quello di: − contribuire anzitutto alla costruzione dell’“impalcatura portante” della personalità del giovane, − attraverso attività laboratoriali teorico-pratiche, − con lo scopo di aiutarlo ad assolvere quei “compiti di sviluppo”, − che avranno in seguito una ricaduta sul futuro ruolo di “cittadino” onesto e responsabile, − in grado di contribuire attivamente con i propri valori alla costruzione della “città cosmopolita”. In questo senso, il percorso delle UdL si snoda secondo un itinerario che, toccando le basi su cui si fonda la personalità (identità, progetto di vita, …), si allarga progressivamente al rapporto con il “tu” (pedagogia dell’alterità) e, mediante un ulteriore salto di qualità nel far maturare una coscienza critica, intende affrontare poi il tragitto verso una cittadinanza responsabile e attiva, fino a raggiungere valori sempre più elevati all’insegna della solidarietà e del volontariato. 2. Quanto alla METODOLOGIA adottata, è necessario tener conto anzitutto che le UdL sono state volutamente giocate: − su un linguaggio rivolto al “tu” del giovane, in modo da farlo sentire protagonista, coinvolto in prima persona nella tematica/problematica di volta in volta trattata; − sull’inserimento di contenuti teorici e di interrogativi tematici formulati spesso in modo provocatorio, così da provocare appunto una ricaduta sulla coscienza critica del giovane, nell’intento di formare una forma mentis aperta, dialogica, flessibile, in ricerca …; − sul ricorso a citazioni bibliografiche e a testi corredati da frasi, canzoni, foto …, mirati a far riflettere, a portare il giovane a pensare con la propria testa, a saper assumere le proprie responsabilità. Oltre alla I parte, teorica, ogni UdL presenta una II parte, di LABORATORIO, composta da esercizi vari, impostati su una serie di dinamiche particolarmente adatte alla conduzione di gruppi/classe, tra cui in particolare: − il role - playing: attraverso la simulazione di un ruolo predefinito il giovane deve interpretare, nel rispetto di alcune regole di comportamento, un ruolo che gli servirà per sviluppare il processo di auto riflessione prima, e di decentramento poi, a seguito dell’interscambio dei ruoli e/o del confronto con il ruolo degli altri; − il circle - time: i partecipanti, disposti in cerchio, nel discutere di un problema o nel fare progetti anzitutto stabiliscono essi stessi le regole di conduzione; in questi casi l’insegnante non ha tanto il compito di dirigere l’azione quanto piuttosto quello di far prendere coscienza al gruppo/classe della necessità di autoregolare dall’interno il processo di interazione tra gli “attori”; metodologia che permette di maturare progressivamente il senso di partecipazione, di autonomia e di responsabilità individuale/di gruppo; − il metodo dialogico - narrativo di ascolto/confronto: attraverso questa metodologia si focalizza una delle più importanti attività di espressione e di auto riflessione di un sé impegnato a scavarsi dentro, a descrivere la propria esperienza, quale premessa indispensabile per la costruzione dell’identità personale, ma anche occasione per andare alla scoperta del “tu” dell’altro. 3. A questo punto è importante far presente che è stata realizzata, in collaborazione con la Commissione Nazionale Cultura e con i Formatori dell’area linguaggi e storico-sociale del CNOS-FAP, una SPERIMENTAZIONE su 20 classi di vari CFP del nord, centro e sud Italia, la quale ha dato i seguenti risultati: a) la valutazione complessiva emersa dal voto degli insegnanti, su una scala 1-10, si aggira intorno a “7”; b) le osservazioni critiche hanno riguardato in particolare il linguaggio, ritenuto: • in alcuni casi elevato; • in altri “vecchio”, in merito soprattutto a certe canzoni e/o relativi autori; c) di conseguenza i suggerimenti emersi sono stati soprattutto quelli di inserire: • generi musicali più adatti ai giovani (rock, rap, pop …), anche in altre lingue; • film e documentari sui contenuti delle UdL; • più esercizi di laboratorio in grado di coinvolgere l’intera classe. A seguito del quadro valutativo e delle osservazioni/sollecitazioni ricevute, e tenendo conto che nessuno ha contestato l’impianto complessivo del lavoro nella sua distribuzione per aree e relative UdL, nel preparare il report definitivo: − un primo intervento è consistito nel correggere, ripulire, spostare i contenuti teorici a seconda dei suggerimenti dati; − successivamente si è cercato di andare alla ricerca di nuovo materiale da inserire (film, documentari, testi, canzoni, …) ritenuto più vicino al linguaggio dei giovani; tutto questo ha portato poi a scomporre la II parte (il “Laboratorio”) tra “Esercizi” pratici e “Piste di ricerca-approfondimento”. A questo punto è necessario far presente ai docenti/operatori: − non è affatto scontato che, anche dopo le modifiche apportate, il linguaggio risponda a quello preferito dai giovani, per cui suggeriamo che la tematica di cui è composta ciascuna UdL venga considerata soprattutto come pista per orientare la ricerca verso altro materiale più rispondente alle loro esigenze, grazie soprattutto al contributo che essi possono dare; − questo far leva sul contributo del gruppo/classe può riguardare in particolare le canzoni: quelle inserite nel testo sono state scelte essenzialmente sulla base dei contenuti che esprimono, per cui anche se ritenute “vecchie” o non piacciono, possono benissimo essere sostituite da quelle suggerite dai giovani (pure in altre lingue), purché in qualche modo si tenga conto della coerenza con i contenuti della tematica trattata di volta in volta. Per finire, il docente/operatore, nel prendere in considerazione questo Laboratorio partirà ovviamente dal chiedersi “quanto sia spendibile” all’interno della propria disciplina. 1. L’impianto del lavoro permette di prendere separatamente ciascuna area o le UdL, così da poterle “spendere” anche in altre discipline, oltre alla cultura generale. 2. Inoltre anche le singole parti/componenti delle UdL possono essere utilizzate come “cassetta degli attrezzi” che permette ad operatori/educatori di varie altre strutture formative e di animazione (centri di orientamento, comunità, centri di accoglienza per minori, oratori, campi scuola, …) di prendere separatamente quel che serve loro (contenuti teorici, esercizi di laboratorio, test, frasi, canzoni per riflettere, …) per utilizzarlo nella propria attività. 3. E comunque va fatto presente una volta per tutte che la vera “spendibilità” di questo materiale sta essenzialmente nella personalità di docenti/operatori/educatori … che si caratterizzano per la loro apertura mentale a “guardare nel futuro” e, in particolare, per essere un pizzico “provocatori”, quel tanto che basta per promuovere/generare effetti innovativi sia a livello personale, che di gruppo/classe e di società in cammino verso Cosmopolis. BUON LAVORO!

Autori: 
Vittorio Pieroni & Antonia Santos Fermino
Editori: 
ASW S.r.l.
Data di pubblicazione: 
Gennaio, 2012
Copertina: 
Id Libro: 
urn:uuid:fe4545f9-7d92-461b-91a6-ccfe46464bf3