“CITTADINI SI DIVENTA” - Il contributo dei Salesiani (SDB) e delle Suore Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) nell’educare studenti/allievi delle loro scuole/CFP in Italia a essere “onesti cittadini”

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Nell’attuale momento storico, caratterizzato da “tsunami di mobilità umana” (sia fisica che virtuale, in dimensione turistica, migratoria, professionale, economico-finanziaria...) e, conseguentemente, da accelerata trasformazione delle società, il problema della “cittadinanza” assume una dimensione planetaria, viene dibattuto in tutte le Nazioni e attraversa tutte le istituzioni per quanto riguarda tanto le politiche statali e le amministrazioni locali/nazionali/sovranazionali che, di conseguenza, i programmi delle strutture educativo-formative. Sullo sfondo di questo scenario il presente progetto di ricerca ha come obiettivo primario quello di verificare “che tipo di cittadino” viene formato, nello specifico, all’interno delle numerose Scuole e Centri Professionali della famiglia salesiana (del CNOS e del CIOFS), di quali valori i giovani che li frequentano vengono “attrezzati” per affrontare la vita attiva, familiare, professionale e sociale. Per conseguire questo obiettivo si è fatto ricorso ad un’indagine quali-quantitativa, la quale nel corso dell’anno scolastico/formativo 2009-2010 ha coinvolto circa 5.000 tra studenti e allievi del III anno della secondaria di secondo grado e dei corsi sperimentali di formazione professionale iniziale dei CFP attraverso l’applicazione di un questionario composto da una trentina di domande. Ad essi ha fatto seguito il ricorso a una metodologia qualitativa basata su una serie di focus group e mirata ad ottenere, dai dirigenti/direttori, insegnanti/formatori ed educatori, possibili linee interpretative dei principali trend emersi dall’inchiesta. Su questa base si è passati successivamente a prospettare il “che fare”, cioè suggerimenti e proposte allo scopo di migliorare i processi educativi e didattici. Dall’insieme delle indicazioni raccolte è emerso un quadro rappresentativo della situazione degli studenti e degli allievi delle scuole e dei CFP della famiglia salesiana in merito alla tematica oggetto di analisi, che è possibile anticipare tratteggiandolo sinteticamente attraverso alcune linee di massima. a) Se si fa riferimento a certe dimensioni della personalità dei giovani in osservazione (relazioni in famiglia e con gli amici, valori e attività di coping, possesso di fattori protettivi e di resilienza rispetto a possibili trasgressività), ci troviamo di fronte a dei soggetti sui cui l’attività educativo-formativa ha effettivamente fatto presa: successo convalidato anche grazie al ripetuto confronto (lungo le varie aree di analisi) con i dati di altre 5 recenti indagini su studenti/allievi delle scuole statali. b) Se poi si passa più direttamente a considerare la dimensione della cittadinanza, allora il trend cambia: solo due terzi ha ricevuto un’educazione alla cittadinanza (nella più parte non come disciplina a se stante ma all’interno di altre discipline); inoltre, in circa la metà dei casi o non è stata data risposta o non si è stati in grado di fornire una definizione pertinente di che cosa si intende per “buono e onesto cittadino”, da cui si evince che nei riguardi di una quota parte di studenti/allievi occorrerà impegnarsi di più e meglio per cambiare la loro mentalità nei confronti dell’esercizio di una cittadinanza democratica; scendendo nei dettagli, si osserva un certo “vuoto educativo” nel modo di definire questo concetto proprio da parte di un certo numero di quelli che hanno ricevuto l’educazione alla cittadinanza; una ulteriore contraddizione viene dal rilevare che tra coloro che si auto-attribuiscono doti di personalità nel saper accogliere chi è “diverso” si trova anche chi sostiene che non ci possono essere “diritti di cittadinanza” per gli immigrati, dal momento che tolgono lavoro agli italiani e costituiscono una ulteriore fonte di criminalità; mentre un contributo positivo nel de-costruire una mentalità fondata su pregiudizi razziali e/o narcisisticamente orientata alla superiorità etnico-culturale viene soprattutto da quella parte di soggetti che ha ricevuto un’educazione mirata prettamente a prevenire il problema-droga. c) Tuttavia il vero punctum dolens nell’indagine è emerso al momento di analizzare la dimensione religiosa: la serie di domande mirate a rilevarne la consistenza all’interno del proprio sistema di significato esistenziale e dei progetti di vita ha permesso di intravedere un “vuoto educativo” in questo caso assai più allarmante, in quanto da una minoranza che non prega più e/o che dichiara di non essere credente/appartenente, il problema si allarga a cerchi d’onda fino a raggiungere quota 50% tra chi non trova conforto nella religione, per arrivare fino all’80% di chi ritiene che la religione non serve per realizzarsi nella vita. Si deve pensare di essere di fronte ad una “generazione incredula”? “No”, sostengono di comune accordo i loro dirigenti/direttori, insegnanti/formatori, educatori, intervistati nei vari focus group: in questa età di passaggio è normale contestare tutto, compreso l’istituzione-Chiesa; questi giovani in fondo una dimensione religiosa ce l’hanno, ma per poterla esprimere al meglio hanno bisogno di passare attraverso esperienze pratiche di vissuto religioso. Lo si costata quando viene offerto loro di coinvolgersi in attività religiose extrascolastiche, piuttosto che nei contenuti puramente teorici dei curricoli scolastici. E questo vale anche per l’educazione alla cittadinanza! Il libro è stato suddiviso in 7 capitoli, a loro volta distribuiti in tre parti. La I parte, “Il quadro teorico”, è composta dal: – Capitolo 1, che ha come obiettivo di offrire una visione allargata della problematica che afferisce al tema della cittadinanza e della sfida che devono affrontare le società post-moderne e al loro interno, ovviamente i sistemi scolastico-formativi per far fronte a problemi di governance su scala planetaria; – a seguire viene, con il Capitolo 2, il contributo offerto dalla proposta salesiana nella sua evoluzione da Don Bosco all’attuale Rettore Maggiore a educare i giovani ad essere “onesti cittadini”. La II parte, “L’indagine sul campo”, è composta da 4 Capitoli, così suddivisi: – nel Capitolo 3 vengono descritti, dapprima, la metodologia utilizzata e quindi i soggetti dell’inchiesta distribuiti in base alle diverse appartenenze (per Enti, per indirizzo scolastico-formativo, per circoscrizioni geografiche) e alla famiglia di estrazione; – mentre i dati relativi all’indagine quantitativa sono stati trattati in due parti, in base al fatto che si è tenuto distinte le aree riguardanti prettamente la personalità dei soggetti inchiestati (quindi le relazioni con i genitori, il sistema dei valori di riferimento, l’eventuale trasgressività, il possesso di fattori protettivi e di resilienza… analizzate nel Capitolo 4), dalla serie di domande mirate unicamente all’educazione alla cittadinanza (esaminate nel Capitolo 5); – all’indagine quantitativa ha fatto seguito, nel Capitolo 6, quella qualitativa la quale aveva come obiettivo di arricchire la sintesi dei principali trend emersi dalle risposte dei giovani con le interpretazioni offerte dai vari partecipanti ai focus. Nella III parte, con il Capitolo 7, si è inteso offrire (come previsto da progetto) un contributo pratico suggerendo, sulla base di un’ampia letteratura di riferimento e della bibliografia allegata, quali potrebbero essere le buone pratiche in tema di educazione alla cittadinanza dal punto di vista degli obiettivi, metodi, competenze-chiave e strategie d’intervento. A questo punto, parafrasando Gibran – “Loro (i giovani) sono le frecce, noi l’arco da cui traggono le energie” – la domanda provocatoria che scaturisce spontanea, è: “NOI” (genitori, insegnanti, educatori…) che energie forniamo loro perché possano proiettarsi nel futuro? È questo l’interrogativo che fa capo all’intero progetto di ricerca e a cui si è cercato di rispondere attraverso i risultati della presente pubblicazione. Un vivo ringraziamento a tutti quei dirigenti/direttori, insegnanti/formatori, educatori, studenti/allievi del CNOS e del CIOFS, della Scuola e della FP, che hanno collaborato all’indagine, nella speranza che dal loro contributo possa scaturire un impegno maggiore per formare ad una dimensione, quale quella del “cittadino cosmopolita”, che ormai ci riguarda tutti indistintamente. Un particolare grazie va alla Sede Nazionale del CNOS e, al suo interno, a Don Mario Tonini per il coraggio di aver intrapreso una iniziativa in linea con i segni dei tempi e a Don Basilio Agnello per aver svolto il complesso lavoro di coordinamento dell’indagine.

Autori: 
Guglielmo Malizia & Vittorio Pieroni & Antonia Santos Fermino
Editori: 
ASW S.r.l.
Data di pubblicazione: 
Gennaio, 2011
Copertina: 
Id Libro: 
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