Salesiani Riviste

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Giugno, 2017

Oggi più di ieri una parte importante della vita dei giovani si gioca nelle aule scolastiche/formative e universitarie. La prima ragione è che l’istruzione e la formazione intrecciano la vita quotidiana dei giovani per un tratto dell’esistenza mediamente più ampio rispetto al passato. La seconda è che le scelte, le esperienze e le carriere scolastico/formative, anche nella congiuntura attuale, hanno un impatto significativo sulle chance di mobilità sociale, sullo sviluppo delle competenze, sulla formazione degli stili di vita e sui processi di costruzione dell’identità.
La riforma della c.d. “Buona scuola”, ormai giunta a compimento, ha risposto alle attese?
Il dibattito che si è sviluppato è stato ampio e, per molti aspetti, connotato da posizioni contrapposte.
«I provvedimenti approvati sono tutti collegati da un filo rosso: migliorare la qualità del sistema nazionale di istruzione. I decreti mettono le studentesse e gli studenti al centro di un progetto, che parte dalla nascita grazie al sistema integrato 0-6 anni, per dare a tutte e tutti pari opportunità di accesso alla conoscenza, strumenti per costruire il proprio futuro, una formazione adeguata a standard e obiettivi internazionali. I decreti valorizzano la professione docente, insistendo sulla formazione e sulla qualità del reclutamento, mettono tutto il personale della scuola al centro del progetto di rilancio del sistema a partire dal tema, importantissimo, dell’inclusione delle alunne e degli alunni con disabilità», così la Ministra Valeria Fedeli si esprime il 7 aprile 2017, nella Conferenza Stampa che commenta l’approvazione delle otto deleghe su nove previste dalla legge di riforma approvata a luglio 2015.
Il presente Editoriale affronterà questo tema soffermandosi, in particolare, su due aspetti.
La valutazione del sistema scolastico e formativo italiano, innanzitutto, inquadrato nel più ampio panorama europeo (A).
Un primo bilancio sui Decreti legislativi attuativi della Legge 13 luglio 2015, n. 107, poi, con particolare riferimento alla revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale e il raccordo con i percorsi dell’Istruzione e Formazione Professionale (B).

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Aprile, 2017

L’esito negativo del referendum popolare sulla riforma costituzionale (4 dicembre 2016) approvata dal Parlamento nel corso di questa legislatura mantiene inalterato l’attuale assetto costituzionale anche in ordine all’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), e dunque è necessario continuare ad operare affinché, nell’immutato quadro costituzionale, le questioni cruciali della IeFP possano essere concretamente affrontate.
Ciò comporta che Regioni e Stato cooperino fattivamente, dato che senza uno sforzo congiunto non si potrà pervenire a risultati coerenti con un’adeguata offerta educativa a carattere professionale sull’intero territorio nazionale.
Il principio generalissimo della non arbitraria differenziazione nel trattamento ordinamentale dei due ambiti - quello scolastico e quello della IeFP – compresenti nel sistema educativo nazionale, ai fini della pari garanzia dei diritti costituzionalmente riconosciuti in egual misura ai rispettivi studenti ed allievi, andrebbe tenuto in considerazione dal futuro legislatore, soprattutto per colmare le evidenti lacune e contraddizioni presenti nella legislazione vigente che tende spesso a privilegiare, nei provvedimenti che adotta, la sola scuola statale. Se si attuasse, si rimuoverebbe un’inammissibile discriminazione costituzionale che incide sulla pari garanzia del diritto allo studio in entrambi i settori nei quali può essere esercitato il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2016

Il 25 maggio 2016, presso la Camera dei Deputati, la Fondazione Novae Terrae e l’Oidel hanno presentato un interessante rapporto sulla libertà di educazione nel mondo (136 Paesi, Italia inclusa, il 94% della popolazione mondiale). Tema davvero stimolante perché permette di comprendere, su scala mondiale, il livello di rispetto e promozione di questo diritto umano fondamentale in ogni Paese e come le politiche lo sostengono o lo ostacolano. Ma qual è la situazione dell’Italia, secondo questo Rapporto?
Come ormai noto, l’Italia, a fronte di una possibilità legale di creare e gestire Scuole Non Governative, offre un finanziamento scarso e poco definito. Ancora recentemente, sull’ultimo provvedimento scolastico adottato, si scriverà nel seguito dell’Editoriale: «si è persa l’occasione offerta dalla “Buona Scuola” di fare qualche passo avanti significativo nella realizzazione della parità economica tra scuole statali e non». Per questo motivo è apparso utile iniziare questo editoriale presentando una sintesi del Rapporto, dal momento che l’attuale Governo, pur avendo mancato all’appuntamento con la Legge 107/2015, si accinge a dare vita ad un sistema “duale” nell’ambito della Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), dove il tema della libertà di scelta educativa è ugualmente da declinare. Si tratta, quindi, di una occasione inedita per consolidare e mettere a regime, almeno in questo (sotto)Sistema, quella libertà di educazione che non è stata realizzata ancora pienamente nel campo scolastico.
Il presente editoriale inizierà, pertanto, riportando una sintesi del Rapporto sulla libertà di educazione nel mondo. Proseguirà, poi, con la riflessione sulle principali riforme in atto: la IeFP di fronte al sì o al no al referendum costituzionale; l’avvio sperimentale del sistema duale nell’ambito dell’IeFP nelle Regioni; il punto sul progetto sperimentale VALEF. L’editoriale proporrà, infine, alcune suggestioni che appaiono utili per fronteggiare i possibili scenari che si stanno delineando. Non viene trattato né nell’Editoriale né all’interno del presente numero di Rassegna CNOS, anche se strategico per la rilevanza che ha per il (sotto)sistema di IeFP, la delega prevista dalla 107/2015 “Revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’Istruzione e Formazione Professionale” dal momento che il Governo non ha ancora adottato il provvedimento. Gli Enti di Formazione Professionale si augurano che il provvedimento concorra a superare quell’anacronistico dualismo tra “Istruzione e Formazione Professionale di competenza regionale” e “Istruzione Professionale statale” che si è affermato da decenni in Italia e che è vivo ancora oggi come duplice offerta formativa nelle Regioni.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Luglio, 2016

Il Ministro Stefania Giannini ha annunciato, in tempi recenti, l’investimento di 10 milioni di euro per il Piano “La Scuola al centro”, un progetto che intende promuovere “una scuola aperta, che appartenga a tutta la comunità, dove famiglie e studenti possano sentirsi come in una seconda casa, da frequentare non solo quando ci sono le lezioni, ma anche in orario extra scolastico”; misura per il “contrasto alla dispersione, ma anche come risposta tempestiva e concreta ai fenomeni di disagio sociale che caratterizzano alcune aree del Paese” (corsivo presente nel Comunicato Stampa del MIUR del 27 aprile 2016).
Il progetto, al di là delle prevedibili valutazioni positive e critiche che si sono immediatamente registrate, mette a fuoco una grossa criticità ancora presente nel sistema educativo di istruzione e formazione italiano ed oggetto di analisi: la dispersione scolastica, tema da anni al centro delle politiche di istruzione e formazione promosse dall’Unione Europea.
Il presente editoriale intende approfondire questa problematica, sulla base di stimoli avanzati da due tra i numerosi e qualificati contributi: uno di respiro europeo e uno circoscritto all’Italia.
Gli autori del presente Editoriale, alla luce dei dati e delle esperienze analizzate, sono portati a concludere che il problema dell’abbandono precoce costituisce una sfida complessa per cui la qualità delle politiche dell’istruzione e della formazione rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente per risolvere la questione e, pertanto, van completata con interventi nel sistema sociale più largo per ridurre le diseguaglianze di status esistenti e nel mercato del lavoro per assicurare a tutti un’occupazione dignitosa. L’ottica prevalentemente statale delle riforme in atto in materia di istruzione e formazione, poi, frena e/o rallenta, ancora una volta, l’orientamento alla costruzione di un sistema scolastico e formativo davvero “plurale”, orientamento che sembra efficace, invece, a contrastare l’abbandono precoce dove questa scelta è effettuata. L’editoriale, ancora, prosegue nel fare il punto sulle sperimentazioni in atto e conclude su alcune novità introdotte nel presente numero di Rassegna CNOS.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Aprile, 2016

Il lettore troverà, nel presente editoriale , due approfondimenti sugli aspetti ordinamentali del sistema educativo di Istruzione e Formazione. L’uno riguarda la riorganizzazione dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) che s’intravvede nella riforma costituzionale del Titolo V. L’altro è legato alla produzione normativa e regolamentare successiva alla Legge 107/2015.
L’Editoriale poi offrirà stimoli e proposte legate a due sperimentazioni che oggi sono ai “nastri di partenza”: l’avvio della sperimentazione nazionale del c.d. sistema duale e il progetto sperimentale sulla valutazione della IeFP, due sperimentazioni che sono approfondite da due contributi all’interno di questo numero e sulle quali anche la Federazione CNOS-FAP intende dare il suo contributo.
Al lettore verrà presentato, infine, l’impianto progettuale della Rivista per l’anno 2016, con i suoi elementi di continuità e di novità rispetto agli impianti progettuali precedenti.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2015

Delle molteplici riforme riguardanti l’istruzione, la formazione e il lavoro messe in atto dal Governo Renzi in carica dal 22 febbraio 2014, alcune sono già concluse, altre sono ancora da approvare o perfezionare.
Nel presente editoriale ci soffermeremo, in maniera diffusa, su due riforme ormai “compiute”: la Legge 13 luglio 2015, n. 107 “Riforma del Sistema nazionale di Istruzione e Formazione e Delega per il riordino delle diposizioni legislative vigenti”, detta anche Legge su “La Buona Scuola” e la Legge del 10 dicembre 2014 n. 183 e successiva decretazione “Delega al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”, il c.d. Jobs Act, L’Italia cambia il lavoro.
Accenneremo solamente, invece, perché ancora in fase di definizione o di completamento, ad altri provvedimenti altrettanto importanti: la “valutazione” nell’Istruzione e Formazione Professionale prevista dal Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione del 28 marzo 2013, n. 80 e il progetto sperimentale denominato “Azioni di accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione professionale”, ritenuto da molti come un vero “beta test” delle riforme avviate con il Jobs Act e la Buona Scuola.
Riportiamo anche un’ultima osservazione. Rassegna CNOS ha accompagnato con vari articoli il cammino di riflessione compiuto dalla Congregazione Salesiana che, nel 2015, ha celebrato i 200 anni della nascita del suo fondatore. In questo numero ha ritenuto opportuno ospitare una intervista a don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani, che riflette sulle attuali sfide giovanili e su come i Salesiani intendono affrontarle. “Vorrei molto sinceramente che i lettori e le lettrici di queste pagine si sedessero comodamente di fronte a queste pennellate di storia, che sono una lettura simultanea di vari temi, Leggendoli con lo sguardo dell’educatore di giovani, e portavoce in questo momento della realtà del carisma di don Bosco in tutto il mondo salesiano”. Rassegna CNOS si augura che i lettori e le lettrici dell’intervista possano trarne utili spunti per dare il proprio contributo alle sfide del mondo giovanile contemporaneo.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Luglio, 2015

Come abbiamo avuto modo di affermare nell’Editoriale precedente, la Rivista Rassegna CNOS in questo periodo sta monitorando più argomenti, perché ci sono in atto riforme profonde: la riforma costituzionale, la riforma del sistema scolastico, la riforma del lavoro, ecc.
Nel presente Editoriale, tuttavia, ci concentreremo sul DDL “La Buona Scuola” dal momento che sugli altri provvedimenti non si registrano novità di rilievo.
È parso utile offrire al lettore, quindi, una panoramica del dibattito in corso sul tema scuola per meglio comprendere la diversità delle posizioni delle forze in campo e facilitarne la lettura.
Negli editoriali precedenti si è già offerto un primo bilancio sia del Rapporto “La Buona Scuola” che presentava il progetto generale che il Governo intendeva perseguire, al fine di offrire al Paese un sistema educativo più efficace ed efficiente, sia delle linee guida del conseguente DDL.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Aprile, 2015

In materia di Istruzione, Formazione e Lavoro stiamo vivendo una nuova stagione di riforme. La frase è ormai logora ma i temi all’ordine del giorno sono molteplici. Sono in atto riforme su aspetti importanti della Costituzione, sul sistema scolastico, sulla Formazione Professionale, sulle politiche del lavoro.
In questo quadro di cambiamenti, nel presente Editoriale, ci concentreremo soprattutto su tre problematiche:
a. La Costituzione
La riforma del Titolo V della Costituzione porta ad una riformulazione delle competenze tra Stato e Regioni in materia di Formazione Professionale e, più in particolare, di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Su questo tema specifico Rassegna CNOS vuole offrire alcuni spunti per un rilancio della Formazione Professionale per i giovani, dal momento che su questa filiera pesa un grande silenzio oltre che una scarsa conoscenza da parte dei giovani e delle famiglie.
b. La Buona Scuola
Alcune valutazioni, anche se provvisorie, saranno formulate sui provvedimenti inerenti il sistema scolastico: La Buona Scuola: linee guida. Un progetto un po’ meno Stato-centrico, ma pur sempre Scuola-centrico”;
c. Jobs Act
Alcune considerazioni, infine, saranno formulate anche sul “Jobs Act: una riforma in dirittura di arrivo”, con particolare attenzione ai riflessi che la Riforma avrà sul sistema formativo.
L’editoriale si conclude con la presentazione del Piano della Rivista per l’anno 2015, con i suoi aspetti di continuità e di novità rispetto a quello degli anni precedenti.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2014

Nell’anno 2014 il sistema della scuola e della Formazione Professionale ha avuto una attenzione crescente rispetto al recente passato. Il dibattito è divenuto ancor più intenso dal 3 settembre, quando il Presidente del Consiglio ha presentato le linee guida per la riforma della scuola contenute nel documento “La buona scuola. Facciamo crescere il Paese”.
Numerosi sono stati i documenti o gli eventi che hanno contribuito a coltivare questa attenzione accentuando l’uno o l’altro aspetto del nostro sistema educativo di Istruzione e Formazione.
Già nel settembre 2013 il Dossier elaborato dalla Rivista Tuttoscuola “Sei idee per rilanciare la scuola e contribuire alla crescita del Paese” aveva suscitato un notevole interesse. Il dossier offriva spunti per un dibattito volto ad affrontare le problematiche della scuola intesa in senso generale e suggerire proposte per adeguarla alla moderna società della tecnologia e della globalizzazione.
Nel maggio 2014 l’ISFOL ha presentato, in un seminario, i risultati quali/quantitativi del (sotto)sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), evidenziando la vivacità ma anche i limiti di questa particolare offerta formativa.
Nel giugno 2014 un interessante studio realizzato da Treellle dal titolo “Scuole pubbliche o solo statali? Per il pluralismo dell’offerta. Francia, Olanda, Inghilterra, USA e il caso Italia” ha richiamato l’attenzione sul pluralismo dell’offerta scolastica e formativa, un tema che resta ancora poco dibattuto e non affrontato in Italia. Il Quaderno pubblicato si è soffermato sul rapporto fra finanziamento e gestione delle istituzioni scolastiche e formative e, in connessione, sul tema dei limiti alla libertà di scelta educativa da parte dell’utenza.
A distanza di un mese circa, nel luglio 2014, la Conferenza Episcopale Italiana, con una nota pastorale, La scuola cattolica. Risorsa educativa della chiesa locale per la società, è tornata sul valore del pluralismo in ambito educativo. Più che un generico servizio scolastico, sostitutivo di quello statale - si legge nella nota - la scuola cattolica è manifestazione peculiare di sussidiarietà e di autonoma iniziativa della comunità cristiana, segno di uno spazio di libertà che è fondamentale nell’ambito educativo.
Arriviamo, così, al settembre 2014 con l’iniziativa governativa, la cui portata, sia per il soggetto proponente, sia per il coinvolgimento anche on-line, non ha paragone, ovviamente, con i richiami ai documenti o agli eventi precedenti.
Non sono mancate le reazioni, le prese di posizione, i commenti e le proposte avanzate dai molti soggetti interessati al problema: il 6 ottobre il MIUR vantava già circa 360mila contatti con il sito.
Ci limitiamo a richiamare solo l’ultimo intervento, in ordine di tempo, che segnaliamo quando il presente numero va in stampa. Si tratta del documento di Confindustria “Prima giornata dell’education. L’education per la crescita. Le 100 proposte di Confindustria”. Le proposte sono state presentate ufficialmente dal Presidente di Confindustria nella prima giornata dell’education, davanti ad un folto pubblico e alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il 7 ottobre 2014.
Data la rilevanza della proposta governativa, nel presente editoriale si proporrà una prima valutazione del testo del Governo Renzi presentato il 3 settembre 2014, anche per verificare quanto è stato recepito delle proposte avanzate dai documenti e dagli eventi richiamati sopra.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Luglio, 2014

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che si è insediato il 22 febbraio 2014, ha ritenuto opportuno sottolineare i primi 80 giorni del suo Governo con un documento-manifesto "Il giro d'Italia in 80 giorni", illustrando i provvedimenti messi in atto ed i primi risultati raggiunti.
Facendo riferimento ai temi che interessano questa Rivista, del documento-manifesto organizzato attorno a parole chiave, richiamiamo:
Europa: il semestre europeo, opportunità per cambiare l'Unione. Allineamento strale unico: presidenza, rinnovo vertici, fondi europei, cambiamento nelle politiche economiche.
Riforme: legge elettorale, Senato, Titolo V, servizio civile, Province, CNEL.
Scuola: piano straordinario sull'edilizia scolastica. 3,5 mld di investimenti, 10mila nuovi cantieri, 2 milioni di studenti più sicuri a scuola, sbloccato patto di stabilità.
Lavoro: decreto Poletti, disegno di legge delega, nuova politica industriale. Semplificati i contratti a termine e apprendistato, -10% IRAP, accordi aziendali.
Consapevoli della complessità e della vastità dei provvedimenti, nel presente Editoriale ci soffermeremo sulle principali linee di politica scolastica e formativa attuate dai Governi Letta e Renzi e precedute dalla recentissima Raccomandazione del Consiglio europeo inviata all'Italia in merito al programma nazionale di riforma 2014.

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