Pubblicazioni

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Aprile, 2017

L’esito negativo del referendum popolare sulla riforma costituzionale (4 dicembre 2016) approvata dal Parlamento nel corso di questa legislatura mantiene inalterato l’attuale assetto costituzionale anche in ordine all’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), e dunque è necessario continuare ad operare affinché, nell’immutato quadro costituzionale, le questioni cruciali della IeFP possano essere concretamente affrontate.
Ciò comporta che Regioni e Stato cooperino fattivamente, dato che senza uno sforzo congiunto non si potrà pervenire a risultati coerenti con un’adeguata offerta educativa a carattere professionale sull’intero territorio nazionale.
Il principio generalissimo della non arbitraria differenziazione nel trattamento ordinamentale dei due ambiti - quello scolastico e quello della IeFP – compresenti nel sistema educativo nazionale, ai fini della pari garanzia dei diritti costituzionalmente riconosciuti in egual misura ai rispettivi studenti ed allievi, andrebbe tenuto in considerazione dal futuro legislatore, soprattutto per colmare le evidenti lacune e contraddizioni presenti nella legislazione vigente che tende spesso a privilegiare, nei provvedimenti che adotta, la sola scuola statale. Se si attuasse, si rimuoverebbe un’inammissibile discriminazione costituzionale che incide sulla pari garanzia del diritto allo studio in entrambi i settori nei quali può essere esercitato il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2016

Il 25 maggio 2016, presso la Camera dei Deputati, la Fondazione Novae Terrae e l’Oidel hanno presentato un interessante rapporto sulla libertà di educazione nel mondo (136 Paesi, Italia inclusa, il 94% della popolazione mondiale). Tema davvero stimolante perché permette di comprendere, su scala mondiale, il livello di rispetto e promozione di questo diritto umano fondamentale in ogni Paese e come le politiche lo sostengono o lo ostacolano. Ma qual è la situazione dell’Italia, secondo questo Rapporto?
Come ormai noto, l’Italia, a fronte di una possibilità legale di creare e gestire Scuole Non Governative, offre un finanziamento scarso e poco definito. Ancora recentemente, sull’ultimo provvedimento scolastico adottato, si scriverà nel seguito dell’Editoriale: «si è persa l’occasione offerta dalla “Buona Scuola” di fare qualche passo avanti significativo nella realizzazione della parità economica tra scuole statali e non». Per questo motivo è apparso utile iniziare questo editoriale presentando una sintesi del Rapporto, dal momento che l’attuale Governo, pur avendo mancato all’appuntamento con la Legge 107/2015, si accinge a dare vita ad un sistema “duale” nell’ambito della Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), dove il tema della libertà di scelta educativa è ugualmente da declinare. Si tratta, quindi, di una occasione inedita per consolidare e mettere a regime, almeno in questo (sotto)Sistema, quella libertà di educazione che non è stata realizzata ancora pienamente nel campo scolastico.
Il presente editoriale inizierà, pertanto, riportando una sintesi del Rapporto sulla libertà di educazione nel mondo. Proseguirà, poi, con la riflessione sulle principali riforme in atto: la IeFP di fronte al sì o al no al referendum costituzionale; l’avvio sperimentale del sistema duale nell’ambito dell’IeFP nelle Regioni; il punto sul progetto sperimentale VALEF. L’editoriale proporrà, infine, alcune suggestioni che appaiono utili per fronteggiare i possibili scenari che si stanno delineando. Non viene trattato né nell’Editoriale né all’interno del presente numero di Rassegna CNOS, anche se strategico per la rilevanza che ha per il (sotto)sistema di IeFP, la delega prevista dalla 107/2015 “Revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’Istruzione e Formazione Professionale” dal momento che il Governo non ha ancora adottato il provvedimento. Gli Enti di Formazione Professionale si augurano che il provvedimento concorra a superare quell’anacronistico dualismo tra “Istruzione e Formazione Professionale di competenza regionale” e “Istruzione Professionale statale” che si è affermato da decenni in Italia e che è vivo ancora oggi come duplice offerta formativa nelle Regioni.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Novembre, 2016

Dopo tre anni dall’introduzione sperimentale dei nuovi dispositivi digitali (in particolare il tablet) nei Centri di Formazione Professionale (CFP) e nelle Istituzioni scolastiche salesiane, è stato possibile produrre una serie di raccomandazioni educative e didattiche rivolte ai formatori, che costituiscono i principi base di un potenziale nuovo paradigma educativo, provocato dai nuovi media ma ispirato a principi pedagogici molto prima che tecnologici.
L’educativo digitale non consiste nell’introduzione della tecnologia nella didattica tradizionale, ma in un consapevole cambiamento di approccio nell’insegnamento, anche avvalendosi delle potenzialità offerte dai nuovi strumenti.
L’educativo digitale va ben oltre la mera digitalizzazione per valorizzare ogni tipo di risorsa educativa in un approccio bilanciato all’interno del quale ogni risorsa (libri, lezione, apprendimento cooperativo, etc.) trova il suo posto, salvaguardando la centralità dello studente e delle sue strategie di apprendimento attivo.
La Federazione CNOS-FAP è lieta di offrire le Linee guida per l’apprendimento attivo in presenza di tecnologie a formatori, docenti e a quanti hanno compiti all’interno del mondo scolastico e formativo, augurandosi che possano rivelarsi uno strumento prezioso per un uso maturo delle tecnologie nella didattica.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Settembre, 2016

Da un decennio ormai la Sede Nazionale ha messo in campo un’iniziativa denominata “Concorso Nazionale dei Capolavori dei settori professionali”, un’iniziativa che coinvolge, in forma anche ludica, l’allievo, il CFP e la Federazione CNOS-FAP nella didattica per competenze che è un orientamento generale europeo e italiano, ma, di fatto, rappresenta ancora più una sfida che una prassi consolidata e condivisa da tutti.

Autori: Guglielmo Malizia (a cura di)
Data di pubblicazione: Settembre, 2016

Il rapporto presenta in sintesi i risultati della terza fase di un progetto di ricerca di ampio respiro che il CNOS-FAP ha inteso realizzare con la collaborazione dell’Istituto di Sociologia dell’Educazione dell’Università Salesiana sul tema dell’inserimento nel lavoro dei qualificati della propria IeFP. con l’obiettivo di valutare la situazione degli ex-allievi a un anno dalla qualifica o dal diploma (Malizia e Gentile, 2016 e 2015; Malizia e Pieroni, 2013 e 2012b). Più in particolare si è voluto verificare il “successo formativo” dei giovani alla luce della legge del 1999 (il Dpr. 275/99) che all’art. 1 affida all’autonomia delle scuole la finalità di garantirlo a tutti.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Luglio, 2016

La progettazione dei percorsi professionalizzanti nel nostro Paese ha seguito preferenzialmente la strada dell’alternanza formativa, vale a dire l’inclusione nel curricolo di moduli anche impegnativi in cui gli allievi potessero svolgere esperienze reali in azienda. Ciò è accaduto perlopiù secondo l’approccio della teoria/prassi, vale a dire tramite l’alternarsi di insegnamenti teorici e di pratiche di lavoro.
I percorsi duali presentano un carattere inedito, che richiede scelte progettuali non scontate. Tale carattere consiste nel concepire l’ambito dell’impresa e del lavoro come un “bacino culturale” ricco di opportunità e significati nei quali disegnare percorsi educativi in grado di formare il professionista e insieme la persona ed il cittadino; ciò comporta inoltre che la regia dell’esperienza formativa non è più esclusivamente a carico del CFP, ma risulta cogestita tra questo e le imprese partner.

Autori: C. Donati, L. Bellesi
Data di pubblicazione: Luglio, 2016

Il settore grafico soffre, in questo periodo, di una duplice debolezza: da un lato, quella dovuta all’innovazione tecnologica che ha cambiato profondamente sia il modo di lavorare, sia le figure professionali richieste sia, infine, le richieste e le caratteristiche del mercato; dall’altro, e in parte di conseguenza, una contrazione del mercato stesso, ancora più accentuata in questo ultimo periodo di crisi economica, che sta provocando la chiusura o il mero galleggiamento di numerose imprese, specie di piccola e piccolissima dimensione.
In questo contesto di profonda trasformazione, è apparso necessario, per un ente come il CNOS-FAP che vede nella formazione di profili del settore grafico uno dei punti di forza della propria offerta formativa, avviare una riflessione sui fabbisogni formativi e professionali del settore, sotto vari punti di vista: i fabbisogni di competenze e di figure professionali alla luce dell’innovazione tecnologica e dei mutamenti della domanda; i nuovi spazi aperti sul mercato del lavoro dalla innovazione tecnologica, dai nuovi canali di comunicazione online (dal mercato elettronico ai social network), dai processi di internalizzazione delle funzioni di comunicazione e pubblicità da parte delle imprese, soprattutto di medio-grande dimensione.
L’obiettivo è stato quello di trarre elementi utili alla migliore delineazione e aggiornamento dei profili professionali formati, alla luce delle esigenze rilevate, con particolare riferimento alle figure proprie dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale – IeFP, che maggiormente “soffrono” delle attuali tendenze del comparto grafico, ma più generale di ricostruire una possibile “filiera” formativa che, nell’ambito della Formazione Professionale, permette all’allievo di raggiungere una più alta specializzazione, attraverso la frequenza del 4° anno di specializzazione e di percorsi IFTS e ITS, o, attraverso un sistema di crediti, i corsi di istruzione tecnica ed universitari.

Autori: Roberto Franchini
Data di pubblicazione: Luglio, 2016

La scuola italiana, in ogni suo settore, e dunque anche nell’Istruzione e Formazione Professionale, sembra trovarsi in una crisi dalle dimensioni profonde, faticando a compiere l’invocato cambiamento di paradigma che dalla didattica delle conoscenze conduce alla didattica delle competenze. Il confronto internazionale, gli studi, le ricerche e le esperienze sembrano non essere bastate a motivare, sostenere e indurre le trasformazioni richieste: l’istituzione scolastica è tuttora profondamente ancorata ai suoi retaggi, fatti di aule, cattedre, banchi e libri di testo. Laddove ha almeno parzialmente fallito la parenetica pedagogica potrebbe riuscire il fattore tecnologico: l’introduzione del tablet, infatti, richiede mutamenti radicali nel modo di concepire il rapporto tra insegnamento e apprendimento.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Luglio, 2016

Il Ministro Stefania Giannini ha annunciato, in tempi recenti, l’investimento di 10 milioni di euro per il Piano “La Scuola al centro”, un progetto che intende promuovere “una scuola aperta, che appartenga a tutta la comunità, dove famiglie e studenti possano sentirsi come in una seconda casa, da frequentare non solo quando ci sono le lezioni, ma anche in orario extra scolastico”; misura per il “contrasto alla dispersione, ma anche come risposta tempestiva e concreta ai fenomeni di disagio sociale che caratterizzano alcune aree del Paese” (corsivo presente nel Comunicato Stampa del MIUR del 27 aprile 2016).
Il progetto, al di là delle prevedibili valutazioni positive e critiche che si sono immediatamente registrate, mette a fuoco una grossa criticità ancora presente nel sistema educativo di istruzione e formazione italiano ed oggetto di analisi: la dispersione scolastica, tema da anni al centro delle politiche di istruzione e formazione promosse dall’Unione Europea.
Il presente editoriale intende approfondire questa problematica, sulla base di stimoli avanzati da due tra i numerosi e qualificati contributi: uno di respiro europeo e uno circoscritto all’Italia.
Gli autori del presente Editoriale, alla luce dei dati e delle esperienze analizzate, sono portati a concludere che il problema dell’abbandono precoce costituisce una sfida complessa per cui la qualità delle politiche dell’istruzione e della formazione rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente per risolvere la questione e, pertanto, van completata con interventi nel sistema sociale più largo per ridurre le diseguaglianze di status esistenti e nel mercato del lavoro per assicurare a tutti un’occupazione dignitosa. L’ottica prevalentemente statale delle riforme in atto in materia di istruzione e formazione, poi, frena e/o rallenta, ancora una volta, l’orientamento alla costruzione di un sistema scolastico e formativo davvero “plurale”, orientamento che sembra efficace, invece, a contrastare l’abbandono precoce dove questa scelta è effettuata. L’editoriale, ancora, prosegue nel fare il punto sulle sperimentazioni in atto e conclude su alcune novità introdotte nel presente numero di Rassegna CNOS.

Autori: Dario Nicoli
Data di pubblicazione: Giugno, 2016

Il testo, un manuale per l'educazione al lavoro dei giovani dello strano tempo che stiamo vivendo, a cavallo tra decadenza e risveglio, si pone l'obiettivo di mettere in luce la profondità dei significati e dei valori che il lavoro presenta, nella forma di un percorso sia pure sommario nella storia della civiltà occidentale addentrandosi nei filoni culturali più rilevanti che la caratterizzano fino a configurare una via di accesso al "lavoro buono".

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