Pubblicazioni

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Maggio, 2018

L’attenzione ad una progettazione formativa e didattica di tipo diacronico finalizzata a sostenere in modo strutturato le progressioni degli allievi non ha una grande tradizione nella IeFP, in quanto spesso confluiscono in essa giovani provenienti da itinerari molto frammentati e talora erratici, spesso dopo vari passaggi e/o fallimenti nei percorsi scolastici tradizionali. In questo contesto non è dunque strano che l’attenzione sia stata finora più orientata alla personalizzazione e al recupero piuttosto che alla continuità formativa in una prospettiva “curriculare”.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Maggio, 2018

L’attenzione ad una progettazione formativa e didattica di tipo diacronico finalizzata a sostenere in modo strutturato le progressioni degli allievi non ha una grande tradizione nella IeFP, in quanto spesso confluiscono in essa giovani provenienti da itinerari molto frammentati e talora erratici, spesso dopo vari passaggi e/o fallimenti nei percorsi scolastici tradizionali. In questo contesto non è dunque strano che l’attenzione sia stata finora più orientata alla personalizzazione e al recupero piuttosto che alla continuità formativa in una prospettiva “curriculare”.

Autori: M. Pellerey
Data di pubblicazione: Maggio, 2018

Nel corso del biennio 2015-2016 il gruppo di ricerca ha sviluppato in coerenza con gli obiettivi definiti dal progetto iniziale una serie di indagini, approfondimenti e interventi operativi, che possono essere raggruppati secondo cinque filiere principali.
La prima filiera di lavoro riguarda la natura e la dinamica dell’orientamento professionale nel contesto degli sviluppi che ha il mondo del lavoro oggi, ma, presumibilmente, ancor più domani. Tenendo conto delle ricerche statunitensi, europee e italiane emergono come determinanti ai fini di entrare e rimanere nel mondo del lavoro non solo quelle che sono state definite le hard skills specifiche, cioè le competenze legate a uno specifico ambito professionale, ma soprattutto le cosiddette hard skills generiche, cioè le competenze culturali e tecnologiche, e le soft skills, le competenze personali generali. Infatti, queste due ultime categorie di skills hanno carattere trasversale, sono, cioè, richieste da qualunque attività lavorativa. Di conseguenza la preparazione dei giovani in vista di una loro occupabilità richiede una più chiara e marcata attenzione al loro sviluppo progressivo. Ciò in particolare è vero per le soft skills, spesso sottovalutate nei processi di Istruzione e di Formazione Professionale, in particolare a livello secondario e terziario. Ne deriva una rilettura dello stesso processo di orientamento professionale, che va considerato come una dimensione portante di ogni percorso istruttivo e formativo fin dalla scuola dell’infanzia, avendone riscontrata la preventività rispetto a possibili disorientamenti futuri. Lo studio a questo proposito è stato realizzato da Michele Pellerey.
Una seconda filiera di lavoro, in coerenza con questa prospettiva, ha riguardato la ristrutturazione e potenziamento della piattaforma www.competenzestrategiche.it. In primo luogo è stata trasferita la sua proprietà alla sede nazionale del CNOS-FAP. Quindi si è proceduto a una sua ristrutturazione dal punto di vista dell’interfaccia grafica e della fruibilità dell’utenza, rendendo più chiaro il servizio che attraverso le sue risorse può essere svolto a favore dello sviluppo delle soft skills e in generale dell’attività di potenziamento delle capacità di autodeterminazione e di autoregolazione. La presentazione della piattaforma e la guida alla sua valorizzazione potrebbero essere oggetto di stampa separata e di divulgazione. A questa operazione hanno dato il loro apporto specifico Filippo Epifani, Massimo Margottini ed Enrica Ottone.
La terza filiera di studio ha riguardato il rapporto esistente tra le prospettive temporali dei soggetti e le loro motivazioni e orientamenti professionali. Si tratta di un filone di indagine che merita di essere maggiormente preso in considerazione dal momento che autori come Donald Super nell’ambito dell’orientamento professionale e autori come Kurt Lewin e Joseph Nuttin in quello motivazionale, ne hanno indicato la centralità. In particolare, è stato esaminato l’apporto di Philip Zimbardo e utilizzato il suo questionario Zimbardo Time Perspective Inventory (ZTPI) sia nella versione estesa, sia in quella ridotta, per mettere in luce le correlazioni esistenti con altri questionari come il Questionario sulle strategie di apprendimento (QSA). Il questionario esteso di Zimbardo è stato poi inserito nella piattaforma, corredandolo di tutte le informazioni che ne permettono l’utilizzo sistematico. Cinque contributi documentano il lavoro svolto. Due di natura più teorica sono dovuti a Emad Samir Anis Matta; due di natura più empirico-sperimentale sono dovuti a Giuseppe Crea; uno relativo alla validazione del questionario di Zimbardo nel contesto italiano è dovuto a Massimo Margottini.
La quarta filiera di indagine ha riguardato l’utilizzazione della piattaforma Mahara al fine di sperimentare la sua utilizzabilità nei processi di formazione dei docenti. Tale risorsa ha un valore formativo estremamente importante in ordine sia a una continua valutazione formativa, sia a un processo di auto-orientamento e orientamento professionale, sia come capacità di presentazione e promozione delle proprie competenze culturali e professionali nel mondo della formazione e del lavoro. La registrazione e conservazione di documenti relativi al proprio processo formativo e di orientamento consente anche di curare eventuali forme di influenza negativa sulle decisioni presenti di una percezione distorta e negativa del proprio passato. Anche forme di diario personale o collettivo, oggi valorizzate digitalmente mediante l’uso del blog permettono di migliorare i processi formativi. Hanno sviluppato interessanti esperienze operative al fine di un suo adattamento e sperimentazione pratica sia Enrica Ottone, sia Dariusz Grzadziel.
La quinta filiera di studio è stata dedicata alla progettazione, applicazione, validazione e sistemazione finale tra le risorse della piattaforma di una versione ridotta del QSA (QSAr) al fine di una sua valorizzazione all’inizio della scuola secondaria di primo grado o alla fine della primaria. In questo contesto è stata anche approfondita la possibilità di una sua utilizzazione nel caso di soggetti con certificazione di disturbi di apprendimento. Sono allegati i contributi di Massimo Margottini e di Sergio Melogno.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Aprile, 2018

Monitoraggi sulle diseguaglianze nei sistemi educativi in Europa e in Italia e politiche da adottare, il punto sulla riforma dell’Istruzione Professionale e delle Politiche Attive del Lavoro in Italia e nelle Regioni, i principali temi programmati dalla Rivista per l’anno 2018: ecco, in sintesi, gli argomenti che saranno oggetto del presente editoriale.
Proponendo queste tematiche i curatori dell’Editoriale sperano di offrire al lettore un quadro ampio e articolato su alcuni aspetti delle politiche per l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro. Si propongono non solo analisi ma anche strategie e proposte adottate e/o da adottare per rafforzare il ruolo cruciale che il sistema educativo e formativo di ogni Paese ha nella lotta alle diseguaglianze e nella facilitazione al lavoro, strategie e proposte che, come si dirà nel seguito dell’Editoriale, presentano molti aspetti positivi ma che non sempre appaiono adeguati e coerenti soprattutto in riferimento a contesti come quello italiano.

Autori: L. Kocci
Data di pubblicazione: Gennaio, 2018

Venticinque anni fa, sul retro dell’Istituto salesiano Sacro Cuore alla stazione Termini di Roma, in via Magenta, apriva le porte il Centro accoglienza minori don Bosco, in modo particolare grazie all’iniziativa e all’impegno di don Alfonso Alfano (morto, il 26 gennaio 2017).
All’inizio c’erano i minori italiani, condannati a scontare misure penali alternative al carcere per reati di vario tipo (furti, rapine, aggressioni…) e inviati al Centro per cominciare un percorso di recupero, integrazione e liberazione: studiare per raggiungere la licenza media – o elementare, per qualcuno –, apprendere un mestiere, osservare la propria vita e tentare di riannodare i fili strappati. Poi, negli anni successivi, arrivarono altri giovani: gli adolescenti a rischio delle periferie della città, i rom e i sinti, gli stranieri che volevano imparare l’italiano…
Nel 2008 il Centro si trasferisce al Borgo ragazzi don Bosco, al Prenestino, un altro storico istituto di Roma, fondato nell’immediato dopoguerra, (primo direttore don Cadmo Biavati), nel 1948 per accogliere gli “sciuscià”, gli orfani, i ragazzi e giovani soli e in difficoltà di una città che stava crescendo a vista d’occhio, soprattutto nella periferia orientale. Il numero dei ragazzi e delle ragazze aumenta considerevolmente, e le attività educative e formative del Centro proseguono, si ampliano e si integrano con quelle che già si svolgono al Borgo, all’oratorio, al Centro di Formazione Professionale, nella Casa famiglia… Protagonisti sempre loro: i «giovani poveri e abbandonati», i preferiti da don Bosco.
Questo libro vuole raccontare questa storia, una storia lunga venticinque anni, che ancora continua… E vuole farlo in maniera diversa dal solito: non con una narrazione cronologica che segua anno dopo anno la vita di una struttura sociale, ma attraverso le vicende e le storie di 17 ragazzi e ragazze che hanno incontrato e frequentato il Centro, le prime cinque delle quali tratte dal libro di don Alfano, Pischelli in Paradiso, di cui riprendiamo anche il titolo, come ulteriore omaggio e ricordo di colui che è stato il “padre” di questa esperienza. Storie scritte da più persone – le operatrici e gli operatori, le volontarie e i volontari, le ragazze e i ragazzi che si sono avvicendati nel tempo – quindi con sensibilità, stili, lessico e modalità narrative molto diversi fra loro, da cui potrebbe emergere una certa disorganicità narrativa, ma che evidenziano la complessità di un’esperienza collettiva e corale. Molti nomi delle ragazze e dei ragazzi protagonisti delle storie sono di fantasia, per ragioni di salvaguardia della privacy o più semplicemente per riservatezza e timidezza. Le vicende raccontate, invece, sono tutte assolutamente vere.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Novembre, 2017

Giovani, istruzione, formazione, lavoro, famiglia … sono alcune delle parole più usate in questo scorcio di anno dalle Istituzioni per parlare del futuro dei giovani e, più in generale, dell’Italia.
Rassegna CNOS, sempre attenta al mondo formativo e giovanile, nell’Editoriale approfondirà alcune di queste parole: giovani, lavoro e formazione.
Verrà proposto al lettore, innanzitutto, una analisi sufficientemente approfondita della situazione dei giovani oggi, riflettendo sui dati recenti offerti dagli Osservatori ISTAT e Rapporto Giovani 2017 (Istituto Giuseppe Toniolo) che si caratterizzano, soprattutto quelli dell’Istituto Toniolo, per una impostazione nuova: “prima di preoccuparci per i giovani dovremmo cercare di capire meglio le nuove generazioni”. Di qui lo sforzo degli estensori del Rapporto di comprendere, attraverso i giovani, il mondo che cambia e come l’Italia vive e affronta le sfide che il cambiamento pone.
Delle tematiche attinenti il mondo scolastico e formativo, poi, l’Editoriale ne affronterà una, oggi emergente: le politiche attive del lavoro. Appare urgente, infatti, riflettere su questo particolare aspetto per chiedersi se diventerà, progressivamente, uno strumento valido per declinare in maniera più efficace Formazione Professionale e transizione al lavoro.
L’Editoriale richiamerà l’attenzione, infine, su quanto Istituzioni e Soggetti della società civile vanno affermando, in questo periodo, circa il ruolo della Formazione Professionale in rapporto all’emergenza lavoro e al futuro del Paese.

Autori: Giorgio Allulli
Data di pubblicazione: Ottobre, 2017

L'ambito di questo testo riguarda sia le politiche condotte dall'Unione Europea per promuovere lo sviluppo di sistemi formativi europei in grado di affrontare le sfide poste dal processo di globalizzazione in atto, sia le politiche condotte dagli Stati ,ebbri dell'Unione per rispondere alle sollecitazioni proposte a livello europeo e mondiale, con particolare attenzione al versante dell'Istruzione e Formazione Professionale. In particolare il testo prende in esame le politiche condotte a partire dalla strategia di Lisbona, varata nel 2000, fino alla definizione ed all'attuazione della strategia per il 2020.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Giugno, 2017

Oggi più di ieri una parte importante della vita dei giovani si gioca nelle aule scolastiche/formative e universitarie. La prima ragione è che l’istruzione e la formazione intrecciano la vita quotidiana dei giovani per un tratto dell’esistenza mediamente più ampio rispetto al passato. La seconda è che le scelte, le esperienze e le carriere scolastico/formative, anche nella congiuntura attuale, hanno un impatto significativo sulle chance di mobilità sociale, sullo sviluppo delle competenze, sulla formazione degli stili di vita e sui processi di costruzione dell’identità.
La riforma della c.d. “Buona scuola”, ormai giunta a compimento, ha risposto alle attese?
Il dibattito che si è sviluppato è stato ampio e, per molti aspetti, connotato da posizioni contrapposte.
«I provvedimenti approvati sono tutti collegati da un filo rosso: migliorare la qualità del sistema nazionale di istruzione. I decreti mettono le studentesse e gli studenti al centro di un progetto, che parte dalla nascita grazie al sistema integrato 0-6 anni, per dare a tutte e tutti pari opportunità di accesso alla conoscenza, strumenti per costruire il proprio futuro, una formazione adeguata a standard e obiettivi internazionali. I decreti valorizzano la professione docente, insistendo sulla formazione e sulla qualità del reclutamento, mettono tutto il personale della scuola al centro del progetto di rilancio del sistema a partire dal tema, importantissimo, dell’inclusione delle alunne e degli alunni con disabilità», così la Ministra Valeria Fedeli si esprime il 7 aprile 2017, nella Conferenza Stampa che commenta l’approvazione delle otto deleghe su nove previste dalla legge di riforma approvata a luglio 2015.
Il presente Editoriale affronterà questo tema soffermandosi, in particolare, su due aspetti.
La valutazione del sistema scolastico e formativo italiano, innanzitutto, inquadrato nel più ampio panorama europeo (A).
Un primo bilancio sui Decreti legislativi attuativi della Legge 13 luglio 2015, n. 107, poi, con particolare riferimento alla revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale e il raccordo con i percorsi dell’Istruzione e Formazione Professionale (B).

Autori: Michele Pellerey
Data di pubblicazione: Giugno, 2017

L'orientamento professionale, inteso come dimensione permanente di ogni processo educativo e formativo, fin dalla Scuola dell'Infanzia, è una risposta alle nuove richieste formative che provengono dal mondo del lavoro, dalla ricerca educativa, dalle istituzioni europee e nazionali.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Aprile, 2017

L’esito negativo del referendum popolare sulla riforma costituzionale (4 dicembre 2016) approvata dal Parlamento nel corso di questa legislatura mantiene inalterato l’attuale assetto costituzionale anche in ordine all’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), e dunque è necessario continuare ad operare affinché, nell’immutato quadro costituzionale, le questioni cruciali della IeFP possano essere concretamente affrontate.
Ciò comporta che Regioni e Stato cooperino fattivamente, dato che senza uno sforzo congiunto non si potrà pervenire a risultati coerenti con un’adeguata offerta educativa a carattere professionale sull’intero territorio nazionale.
Il principio generalissimo della non arbitraria differenziazione nel trattamento ordinamentale dei due ambiti - quello scolastico e quello della IeFP – compresenti nel sistema educativo nazionale, ai fini della pari garanzia dei diritti costituzionalmente riconosciuti in egual misura ai rispettivi studenti ed allievi, andrebbe tenuto in considerazione dal futuro legislatore, soprattutto per colmare le evidenti lacune e contraddizioni presenti nella legislazione vigente che tende spesso a privilegiare, nei provvedimenti che adotta, la sola scuola statale. Se si attuasse, si rimuoverebbe un’inammissibile discriminazione costituzionale che incide sulla pari garanzia del diritto allo studio in entrambi i settori nei quali può essere esercitato il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.

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