Pubblicazioni

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Novembre, 2017

Giovani, istruzione, formazione, lavoro, famiglia … sono alcune delle parole più usate in questo scorcio di anno dalle Istituzioni per parlare del futuro dei giovani e, più in generale, dell’Italia.
Rassegna CNOS, sempre attenta al mondo formativo e giovanile, nell’Editoriale approfondirà alcune di queste parole: giovani, lavoro e formazione.
Verrà proposto al lettore, innanzitutto, una analisi sufficientemente approfondita della situazione dei giovani oggi, riflettendo sui dati recenti offerti dagli Osservatori ISTAT e Rapporto Giovani 2017 (Istituto Giuseppe Toniolo) che si caratterizzano, soprattutto quelli dell’Istituto Toniolo, per una impostazione nuova: “prima di preoccuparci per i giovani dovremmo cercare di capire meglio le nuove generazioni”. Di qui lo sforzo degli estensori del Rapporto di comprendere, attraverso i giovani, il mondo che cambia e come l’Italia vive e affronta le sfide che il cambiamento pone.
Delle tematiche attinenti il mondo scolastico e formativo, poi, l’Editoriale ne affronterà una, oggi emergente: le politiche attive del lavoro. Appare urgente, infatti, riflettere su questo particolare aspetto per chiedersi se diventerà, progressivamente, uno strumento valido per declinare in maniera più efficace Formazione Professionale e transizione al lavoro.
L’Editoriale richiamerà l’attenzione, infine, su quanto Istituzioni e Soggetti della società civile vanno affermando, in questo periodo, circa il ruolo della Formazione Professionale in rapporto all’emergenza lavoro e al futuro del Paese.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Giugno, 2017

Oggi più di ieri una parte importante della vita dei giovani si gioca nelle aule scolastiche/formative e universitarie. La prima ragione è che l’istruzione e la formazione intrecciano la vita quotidiana dei giovani per un tratto dell’esistenza mediamente più ampio rispetto al passato. La seconda è che le scelte, le esperienze e le carriere scolastico/formative, anche nella congiuntura attuale, hanno un impatto significativo sulle chance di mobilità sociale, sullo sviluppo delle competenze, sulla formazione degli stili di vita e sui processi di costruzione dell’identità.
La riforma della c.d. “Buona scuola”, ormai giunta a compimento, ha risposto alle attese?
Il dibattito che si è sviluppato è stato ampio e, per molti aspetti, connotato da posizioni contrapposte.
«I provvedimenti approvati sono tutti collegati da un filo rosso: migliorare la qualità del sistema nazionale di istruzione. I decreti mettono le studentesse e gli studenti al centro di un progetto, che parte dalla nascita grazie al sistema integrato 0-6 anni, per dare a tutte e tutti pari opportunità di accesso alla conoscenza, strumenti per costruire il proprio futuro, una formazione adeguata a standard e obiettivi internazionali. I decreti valorizzano la professione docente, insistendo sulla formazione e sulla qualità del reclutamento, mettono tutto il personale della scuola al centro del progetto di rilancio del sistema a partire dal tema, importantissimo, dell’inclusione delle alunne e degli alunni con disabilità», così la Ministra Valeria Fedeli si esprime il 7 aprile 2017, nella Conferenza Stampa che commenta l’approvazione delle otto deleghe su nove previste dalla legge di riforma approvata a luglio 2015.
Il presente Editoriale affronterà questo tema soffermandosi, in particolare, su due aspetti.
La valutazione del sistema scolastico e formativo italiano, innanzitutto, inquadrato nel più ampio panorama europeo (A).
Un primo bilancio sui Decreti legislativi attuativi della Legge 13 luglio 2015, n. 107, poi, con particolare riferimento alla revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale e il raccordo con i percorsi dell’Istruzione e Formazione Professionale (B).

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Aprile, 2017

L’esito negativo del referendum popolare sulla riforma costituzionale (4 dicembre 2016) approvata dal Parlamento nel corso di questa legislatura mantiene inalterato l’attuale assetto costituzionale anche in ordine all’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), e dunque è necessario continuare ad operare affinché, nell’immutato quadro costituzionale, le questioni cruciali della IeFP possano essere concretamente affrontate.
Ciò comporta che Regioni e Stato cooperino fattivamente, dato che senza uno sforzo congiunto non si potrà pervenire a risultati coerenti con un’adeguata offerta educativa a carattere professionale sull’intero territorio nazionale.
Il principio generalissimo della non arbitraria differenziazione nel trattamento ordinamentale dei due ambiti - quello scolastico e quello della IeFP – compresenti nel sistema educativo nazionale, ai fini della pari garanzia dei diritti costituzionalmente riconosciuti in egual misura ai rispettivi studenti ed allievi, andrebbe tenuto in considerazione dal futuro legislatore, soprattutto per colmare le evidenti lacune e contraddizioni presenti nella legislazione vigente che tende spesso a privilegiare, nei provvedimenti che adotta, la sola scuola statale. Se si attuasse, si rimuoverebbe un’inammissibile discriminazione costituzionale che incide sulla pari garanzia del diritto allo studio in entrambi i settori nei quali può essere esercitato il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.

Autori: G. Zagardo, G. M. Salerno
Data di pubblicazione: Marzo, 2017

La fotografia che il dott. Giacomo Zagardo, Ricercatore impegnato da anni nella definizione del quadro della IeFP nelle Regioni, traccia in questo Quaderno è ormai nota nella sua impostazione. Come sempre, infatti, con la precisione che gli è riconosciuta, tratteggia i punti di forza e di criticità di un (sotto)sistema del secondo ciclo che, se da una parte raccoglie risultati positivi, dall’altra fatica ancora ad assumere dimensione di sistema “nazionale”.

Autori: Mauro Frisanco
Data di pubblicazione: Dicembre, 2016

“Da Operatori, a Tecnici, a Specializzati, a Tecnici superiori. Il cammino di studenti e apprendisti lungo la filiera lunga dell’istruzione e formazione tecnico-professionale”, vuole contribuire a supportare la necessità di maggiore conoscenza, comprensione e consapevolezza dello scenario nel quale si collocano i riferimenti, i dispositivi e gli strumenti dell’Istruzione e Formazione Professionale, dell’Istruzione e formazione tecnica superiore e dell’Istruzione tecnica superiore.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Dicembre, 2016

Il 25 maggio 2016, presso la Camera dei Deputati, la Fondazione Novae Terrae e l’Oidel hanno presentato un interessante rapporto sulla libertà di educazione nel mondo (136 Paesi, Italia inclusa, il 94% della popolazione mondiale). Tema davvero stimolante perché permette di comprendere, su scala mondiale, il livello di rispetto e promozione di questo diritto umano fondamentale in ogni Paese e come le politiche lo sostengono o lo ostacolano. Ma qual è la situazione dell’Italia, secondo questo Rapporto?
Come ormai noto, l’Italia, a fronte di una possibilità legale di creare e gestire Scuole Non Governative, offre un finanziamento scarso e poco definito. Ancora recentemente, sull’ultimo provvedimento scolastico adottato, si scriverà nel seguito dell’Editoriale: «si è persa l’occasione offerta dalla “Buona Scuola” di fare qualche passo avanti significativo nella realizzazione della parità economica tra scuole statali e non». Per questo motivo è apparso utile iniziare questo editoriale presentando una sintesi del Rapporto, dal momento che l’attuale Governo, pur avendo mancato all’appuntamento con la Legge 107/2015, si accinge a dare vita ad un sistema “duale” nell’ambito della Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), dove il tema della libertà di scelta educativa è ugualmente da declinare. Si tratta, quindi, di una occasione inedita per consolidare e mettere a regime, almeno in questo (sotto)Sistema, quella libertà di educazione che non è stata realizzata ancora pienamente nel campo scolastico.
Il presente editoriale inizierà, pertanto, riportando una sintesi del Rapporto sulla libertà di educazione nel mondo. Proseguirà, poi, con la riflessione sulle principali riforme in atto: la IeFP di fronte al sì o al no al referendum costituzionale; l’avvio sperimentale del sistema duale nell’ambito dell’IeFP nelle Regioni; il punto sul progetto sperimentale VALEF. L’editoriale proporrà, infine, alcune suggestioni che appaiono utili per fronteggiare i possibili scenari che si stanno delineando. Non viene trattato né nell’Editoriale né all’interno del presente numero di Rassegna CNOS, anche se strategico per la rilevanza che ha per il (sotto)sistema di IeFP, la delega prevista dalla 107/2015 “Revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’Istruzione e Formazione Professionale” dal momento che il Governo non ha ancora adottato il provvedimento. Gli Enti di Formazione Professionale si augurano che il provvedimento concorra a superare quell’anacronistico dualismo tra “Istruzione e Formazione Professionale di competenza regionale” e “Istruzione Professionale statale” che si è affermato da decenni in Italia e che è vivo ancora oggi come duplice offerta formativa nelle Regioni.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Novembre, 2016

Dopo tre anni dall’introduzione sperimentale dei nuovi dispositivi digitali (in particolare il tablet) nei Centri di Formazione Professionale (CFP) e nelle Istituzioni scolastiche salesiane, è stato possibile produrre una serie di raccomandazioni educative e didattiche rivolte ai formatori, che costituiscono i principi base di un potenziale nuovo paradigma educativo, provocato dai nuovi media ma ispirato a principi pedagogici molto prima che tecnologici.
L’educativo digitale non consiste nell’introduzione della tecnologia nella didattica tradizionale, ma in un consapevole cambiamento di approccio nell’insegnamento, anche avvalendosi delle potenzialità offerte dai nuovi strumenti.
L’educativo digitale va ben oltre la mera digitalizzazione per valorizzare ogni tipo di risorsa educativa in un approccio bilanciato all’interno del quale ogni risorsa (libri, lezione, apprendimento cooperativo, etc.) trova il suo posto, salvaguardando la centralità dello studente e delle sue strategie di apprendimento attivo.
La Federazione CNOS-FAP è lieta di offrire le Linee guida per l’apprendimento attivo in presenza di tecnologie a formatori, docenti e a quanti hanno compiti all’interno del mondo scolastico e formativo, augurandosi che possano rivelarsi uno strumento prezioso per un uso maturo delle tecnologie nella didattica.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Settembre, 2016

Da un decennio ormai la Sede Nazionale ha messo in campo un’iniziativa denominata “Concorso Nazionale dei Capolavori dei settori professionali”, un’iniziativa che coinvolge, in forma anche ludica, l’allievo, il CFP e la Federazione CNOS-FAP nella didattica per competenze che è un orientamento generale europeo e italiano, ma, di fatto, rappresenta ancora più una sfida che una prassi consolidata e condivisa da tutti.

Autori: Guglielmo Malizia (a cura di)
Data di pubblicazione: Settembre, 2016

Il rapporto presenta in sintesi i risultati della terza fase di un progetto di ricerca di ampio respiro che il CNOS-FAP ha inteso realizzare con la collaborazione dell’Istituto di Sociologia dell’Educazione dell’Università Salesiana sul tema dell’inserimento nel lavoro dei qualificati della propria IeFP. con l’obiettivo di valutare la situazione degli ex-allievi a un anno dalla qualifica o dal diploma (Malizia e Gentile, 2016 e 2015; Malizia e Pieroni, 2013 e 2012b). Più in particolare si è voluto verificare il “successo formativo” dei giovani alla luce della legge del 1999 (il Dpr. 275/99) che all’art. 1 affida all’autonomia delle scuole la finalità di garantirlo a tutti.

Autori: CNOS-FAP
Data di pubblicazione: Luglio, 2016

La progettazione dei percorsi professionalizzanti nel nostro Paese ha seguito preferenzialmente la strada dell’alternanza formativa, vale a dire l’inclusione nel curricolo di moduli anche impegnativi in cui gli allievi potessero svolgere esperienze reali in azienda. Ciò è accaduto perlopiù secondo l’approccio della teoria/prassi, vale a dire tramite l’alternarsi di insegnamenti teorici e di pratiche di lavoro.
I percorsi duali presentano un carattere inedito, che richiede scelte progettuali non scontate. Tale carattere consiste nel concepire l’ambito dell’impresa e del lavoro come un “bacino culturale” ricco di opportunità e significati nei quali disegnare percorsi educativi in grado di formare il professionista e insieme la persona ed il cittadino; ciò comporta inoltre che la regia dell’esperienza formativa non è più esclusivamente a carico del CFP, ma risulta cogestita tra questo e le imprese partner.

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